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Al
Teatro del Fondo di Napoli
I
"Comédiens Français Ordinaires du Roi"
di
Valeria De Gregorio Cirillo

I "Comediens Français Ordinaires du Roi", la copertina
Il Festival del Teatro, in scena a Napoli dal 4 al 27 giugno
ha presentato "più di
trenta produzioni e coproduzioni in altrettanti spazi scenici della
città con alcuni tra i più interessanti autori, registi e attori
della scena italiana e internazionale" ed ha chiuso con
soddisfazioni e successi. I napoletani manifestano grande interesse
e un'innata propensione al teatro in ogni sua forma, tragica
drammatica, melodrammatica o leggera. Ciò mi invita a collegare
manifestazioni così coinvolgenti con la nascita del Teatro del
Fondo (poi Teatro Mercadante) e il suo sviluppo nel decennio
francese, 1806-1815 .
Se ne può leggere in uno studio accurato, che mi è parso
molto intrigante e attuale, compiuto dalla Professoressa di Storia
della Letteratura Francese e Storia del Teatro Francese
dell'Istituto Orientale di Napoli Valeria De Gregorio Cirillo per il
suo libro I "Comédiens
Français Ordinaires du Roi", edito da Liguori nel 2007.
Prima di analizzare i
testi teatrali dal punto di vista letterario e della critica coeva,
la De Gregorio ci introduce alla storia del Teatro che fu costruito
tra il 1777 e il 1779 con un fondo costituito dalla vendita dei beni
espropriati ai Gesuiti, cacciati da Napoli nel 1777, gestito
dall'amministrazione militare.
Ma a Napoli compagnie francesi di rilievo erano giunte fin
dal 1773: ne fa cronaca all'amica Madame d'Épinay l'Abate Galiani
che intrattiene con lei un lungo carteggio in lingua francese e
addirittura recensisce ben diciotto rappresentazioni teatrali nel
1777, di autori rilevanti quali Goldoni, Molière, Beaumarchais,
Regnard, Gresset con una prevalenza di opere di Voltaire. Galiani
rileva altresì, talvolta con ironia, come gli spettatori napoletani
fossero critici attenti e di buon gusto delle pièces rappresentate
e la studiosa evidenzia come le opere de l' Ancien Régime venissero
rappresentate in periodo napoleonico con attento ed equanime
interesse da parte del pubblico del teatro del Fondo tra il 1807 e
il 1814.
Oltre alla serie di
spettacoli recensita da Galiani nei primi anni del Teatro, un'altra
serie messa in scena da compagnie francesi, tra il 1784 e il 1789
viene ricordata da Benedetto Croce., prima che per un certo periodo,
per i fatti de l'89, cadesse il silenzio. Vi sarà poi acclamato,
nel gennaio 1799, il generale Championnet da poco giunto a Napoli
vincitore, a conferma del luogo deputato a sede della cultura
francese.
A questo punto la storica entra nel vivo della questione
letteraria e teatrale illustrando la vita, le attività e i successi
dei divi del tempo, così come si leggevano sulla stampa: molto si
parla del divo Armand Verteuile, delle sue alterne vicende sia in
Francia che in Italia dove giunse nel 1807 con L'Avare di Molière cui succede
nell'interesse del pubblico l'attore
Larive, nominato dal re membro dell'accademia di Belle Arti
nello stesso 1807, che debutta con la sua compagnia al San Carlo ne L'Iphigenie en Aulide di
Racine. Oltre al Journal del'Empire
anche il Monitore Napoletano
testimonia l'evento. E il Corriere
di Napoli nel 1808 esprime un suo giudizio su Larive di pessimo
carattere ma ottimo interprete in Le
Misantrope di Molière, che lascerà però Napoli presto, nel
1810.
Naturalmente la visione
si fa sempre più ravvicinata su I
"Comédiens Français Ordinaires du Roi" che
naturalmente occupano sempre più spazio nell'articolata e
approfondita ricerca della studiosa che esamina ogni aspetto
dell'organizzazione delle compagnie in cui anche le donne sono
protagoniste: famose sono Madame Bras, Mademoiselle Ribou che è in
grado di impersonare anche ruoli maschili, mentre Madame Fabre
sostiene anche il ruolo di soubrette. Gli attori avevano un preciso
sistema di regole cui sottostare mentre la Real Soprintendenza
"forniva loro una patente che li abilitava alle diverse
tipologie dei ruoli", scrive l'autrice ed erano anche
"strettamente controllati sulla loro moralità", mentre
sull'incasso loro devoluto controllava il Ministero dell'Interno con
la Sovrintendenza. L'autrice completa l'ampia ricerca con l'esamina
del repertorio del Teatro del Fondo che veniva di anno in anno
approvato; con gli ordinamenti amministrativi per il teatro e con
quattro Appendici riguardanti le opere teatrali francesi
rappresentate dal 1807 al 1813, quelle rappresentate tra il gennaio
e il luglio 1814; segue lo spoglio di alcune recensioni del Journal
Français; infine la trascrizione di
numerosi documenti tratti dall'Archivio di Stato napoletano. La
Bibliografia conclude l'opera condotta in due lingue,
italiana e francese piacevolmente complementari nell'eleganza
della forma.
Maria
Carla Tartarone, luglio 2010
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