BELLO DI PAPA’

Commedia di Vincenzo Salemme

Recensione di Laura Soprano 
 

Ancora una volta, con la sua tradizionale verve tipica napoletana, Vincenzo Salemme ha saputo far divertire il suo pubblico con la commedia in due atti “Bello di papà”, in scena dall’11 al 14 aprile all’Auditorium Rai di Napoli. Quasi tre ore di esilarante spettacolo cui fanno da cornice un’eccellente scenografia, un cast di validi attori (Massimiliano Gallo, Antonella Elia, Rosa Miranda, tanto per citarne qualcuno) e una storia divertente in cui si amalgamano bene leggerezza e riflessione, in cui momenti di autentica comicità ed incontenibili risate si alternano a circostanze più seriose di valutazione.

Si parla di un uomo, Antonio ( interpretato da Vincenzo Salemme), dentista di professione, che messo un po’ alle strette dalla fidanzata Marina, sua compagna da dodici anni e desiderosa di avere un figlio, si ritrova travolto dalla sindrome di ‘Peter Pan’, dalla paura di crescere, di doversi assumere delle responsabilità da uomo adulto e maturo, lui che è abituato ad avere il suo tempo libero, i suoi spazi, a coltivare i suoi hobby, le sue passioni, spaventato (anzi, direi quasi terrorizzato!) dalla possibilità che l’arrivo di un neonato possa sconvolgere tutto il suo mondo… Insomma, Antonio non ne vuole proprio sapere di un figlio, Marina fa di tutto per cercare di convincerlo.

Un giorno però succede che Emilio, suo miglior amico, orfano dall’infanzia, ha una forte crisi depressiva e viene convinto da uno psicanalista da strapazzo che la causa del suo male interiore nasce proprio dalla mancanza della figura paterna nel periodo adolescenziale. Così Emilio, seguendo una cura a base di sedativi ed ipnosi che lo riportano indietro nel tempo, inizia a comportarsi come un bambino di 7 anni (età in cui ha perso i genitori) e si presenta a casa di Antonio, convinto che il suo caro amico sia l’unica persona adatta a fargli da padre. Da qui ha inizio tutta una serie di gag, equivoci, colpi di scena, caos di ruoli e situazioni paradossali in cui si alternano i vari personaggi (subentrano anche familiari ed amici) in un turbinio di sentimenti contrastanti.

Una commedia spassosa e brillante, scritta e diretta dallo stesso Salemme, il cui nome è già sinonimo di sana allegria, di comicità di alto livello. Del resto non poteva essere diversamente considerato che viene dalla scuola di Eduardo De Filippo (che gli fu maestro) e la sua mimica travolgente e la sua espressività intensa ne sono la prova.

Una nota di merito particolare va anche a Massimiliano Gallo, reduce da dieci anni di successi con il fratello Gianfranco, per la prima volta nella Compagnia di Vincenzo Salemme, che ha interpretato in modo eccellente il ruolo di Emilio, falso bimbo eccentrico e stravagante, che però alla fine riesce a conquistare il cuore del povero Antonio, diventando il “Bello di papà” evocato dal titolo.

Ed infine i complimenti vanno a tutto il cast al completo, che ci ha saputo regalare qualche ora di buonumore e spensieratezza, come sempre accade quando sulla locandina di uno spettacolo appare il nome di Vincenzo Salemme.