“DI VOCE IN VOCE” 

Di Laura Soprano 

“Di voce in voce” è uno degli ultimi progetti ideato e sponsorizzato dall’Associazione Culturale Antego, da sempre impegnata nel campo della divulgazione della cultura campana e dell’organizzazione di eventi legati al mondo dell’arte.

L’iniziativa infatti nasce proprio nell’ottica della diffusione del patrimonio culturale partenopeo presso la platea scolastica e ha lo scopo di far scoprire ai giovani che ve ne fanno parte i generi e le forme dei canti di Napoli attraverso degli incontri con le scolaresche che non si limitano ad essere semplici spettacoli ma che si articolano in un vero e proprio percorso didattico e musicale supportato da una parte iconografica, con la convinzione che il supporto di immagini e più in generale la multimedialità siano la chiave importante per catalizzare l’attenzione dei giovani.

“Di voce in voce” nasce a Napoli nel 2005 con il Patrocinio Morale della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e prevede degli incontri tra studenti di scuola elementare, media o superiore con due esponenti di punta della canzone napoletana, Amelia e Francesca Rondinella (curatrici del progetto e fondatrici dell’Associazione Culturale Antego), durante i quali i giovani imparano a cogliere, a percepire le emozioni che la canzone partenopea tradizionale diffonde e a conoscerne la storia. Le date degli appuntamenti vengono programmate nel corso dell’anno scolastico e hanno come sedi che li ospita il Multisala Filangieri a Chiaia, l’America Hall a S. Martino ed il Multisala Sofia a Pozzuoli.

Nel 2007, il progetto ottiene, in virtù della sua validità didattica e delle elevate finalità formative, l’inserimento nella programmazione delle iniziative del Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che lo proporrà ai dirigenti scolastici e agli insegnanti delle scuole superiori di Roma in occasione della Giornata Internazionale dei Musei ICOM il 18 maggio 2007 nell’ambito delle manifestazioni organizzate alla Discoteca di Stato-Museo Audiovisivo di Roma per la IX Settimana della Cultura.

Ed è stato proprio questo l’argomento della conferenza stampa che si è tenuta sabato 12 maggio alle 11.30 presso la sede di Napoli dell’A.G.I.S. a piazza Del Gesù, alla quale sono intervenuti, oltre le Rondinella, anche Antonella Fusco, Direttrice del Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nonché docente di Storia della Fotografia presso l’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”, Luigi Grispello, vicepresidente AGIS, ed Enrico Grieco, curatore della parte iconografica.

Durante la conferenza, cominciata con un breve intervento di Grispello che ha sottolineato l’importanza e l’originalità di questo progetto, Francesca Rondinella ha avuto modo di spiegarne le finalità e soprattutto la metodologia in cui si articolano questi incontri con le ultime generazioni: la distribuzione iniziale di materiale didattico consistente in delle schede informative con cenni storici e biografici, approfondite in un secondo momento dagli insegnanti che ne evidenziano gli aspetti più rilevanti, e di un questionario ragionato che segue un percorso di comprensione guidato; la performance, durante la quale sono previsti brevi cenni introduttivi da parte delle due interpreti ai brani che stanno per eseguire, e un itinerario visivo di supporto con immagini che hanno lo scopo di scolpire meglio nella mente dei giovani il percorso che stanno vivendo; un dibattito finale in cui gli studenti hanno modo di approfondire questa esperienza interagendo in maniera diretta attraverso il confronto e il dialogo con gli artisti.

Amelia Rondinella, invece, durante il suo intervento, ne ha sottolineato l‘aspetto strettamente musicale: “Di voce in voce traccia la storia della canzone napoletana, dal 1500 ai nostri giorni, quindi si parte dalla prima canzone vera e propria per poi giungere alle sue più moderne espressioni, attraverso un iter musicale che spazia da brani intramontabili come “Te voglio bene assaie”, “Marechiare” o “I’ te vurria vasà”, veri e propri capisaldi della tradizione musicale partenopea, fino ad arrivare (siamo nel secondo dopoguerra) a motivi che, non senza meraviglia, abbiamo riscontrato essere familiari anche ai più giovani, come ad esempio “Caravan Petrol” di Renato Carosone e “Napul’è” di Pino Daniele….”

Dunque l’appuntamento è per venerdì prossimo alla Discoteca di Stato di Roma, e se è vero, come ha detto Antonella Fusco durante il suo intervento, che “…il problema dei napoletani non è tanto quello di essere riconosciuti agli occhi degli altri, ma piuttosto quello di essere identificati positivamente….”, non ci resta che confidare nelle Rondinella, e nel loro progetto, da cui non potrà che emergere il lato migliore della nostra tradizione…..