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Il Decumano Maggiore

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Castel Capuano

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Via Tribunali

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Napoli misteriosa

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Napoli Esoterica

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Port'Alba

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Statua Dante

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San Lorenzo

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SAN PIETRO A MAJELLA

La chiesa di Papa Celestino V. 

il Pontefice del "gran rifiuto"

Eretta tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, per volontà di Giovanni Pipino da Barletta, maestro razionale della Curia, che aveva sconfitto i Saraceni a Barletta, la chiesa è dedicata a Pietro Angeleri da Morrone, l'eremita salito al soglio pontificio nel 1297 col nome di Celestino V e fondatore dell'ordine dei Celestini. 

Ingresso laterale

Da Piazza Miraglia

Il Conservatorio

Da Via Tribunali

Foro Carolino

 

L'impianto attuale è rettangolare, a tre navate, con cappelle laterali e cappelle nell'abside. In origine l'edificio era di minori dimensioni, a pianta quadrata, e la chiesa era allineata con il campanile. L'ampliamento (1493-1508),ottenuto con l'avanzamento della facciata e l'inglobamento dell'atrio, fu determinato dalla necessità di ospitarvi un'altra comunità di Celestini, che aveva ceduto il proprio convento. Furono aggiunte due cappelle per lato. Intorno alla metà del Seicento, la chiesa subì una radicale trasformazione dettata dai nuovi canoni estetici del Barocco, con il rivestimento delle pareti a stucchi e marmi, il rialzamento della zona absidale e la sostituzione del soffitto a capriate con un nuovo in stile barocco (tuttora in essere). Agli inizi del XX secolo fu rimosso il rivestimento seicentesco e recuperato l'impianto dell'antica chiesa gotica.

La chiesa è divisa in tre navate e lateralmente e nell'abside  sono ricavate delle cappelle. Il bellissmo soffitto barocco, cassettonato, intagliato e dorato è stato realizzato negli anni cinquanta del XVII secolo da una bottega di artigiani napoletani su disegno dell'architetto Bartolomeo Presti. Nel soffitto della navata e del transetto sono inseriti i celebri dipinti di Mattia Preti, eseguiti tra il 1657 e il 1659, rispettivamente raffiguranti "Episodi della vita di San Pietro Celestino" e "Scene della vita di Santa Caterina d'Alessandria".

Anche l'altare maggiore fu realizzato intorno alla metà del Seicento, su disegno di Cosimo Fanzago, e fu terminato nel 1685, dai fratelli carraresi Pietro e Bartolomeo Ghetti. Esso è decorato con intarsi di marmi policromi, inserti di madreperla e di pietre dure con motivi floreali.

La Madonna del Soccorso

Quest'affresco trecentesco, tra i pochi rimasti nella chiesa, è situato tra la prima e la seconda cappella a sinistra del transetto. L'opera, realizzata da un maestro napoletano di evidente cultura avignonese, è legata ad un importante episodio della storia della città: Nel 1571, prima di partire, Don Giovanni d'Austria, figlio di Carlo V e comandante della flotta cristiana poi vittoriosa a Lepanto, invocò l'aiuto della Madonna davanti a questa immagine: dopo la  battaglia navale, il condottiero tornò nella chiesa per donare ai frati celestini la sua nave ammiraglia, mentre i soldati lasciavano le proprie armi come ex-voto dinanzi all'immagine della Madonna.

 

La Cappella Leonessa

La Cappella prende il nome dall'ignoto maestro autore degli affreschi, databili alla seconda metà del Trecento e influenzati dalla cultura di Simone Martini e da quella giottesca di Maso di Banco.

La Cappella del Chiostro

Port'Alba

Gli affreschi di questa Cappella, raffiguranti Storie della Maddalena e di San Paolo, si fanno risalire al 1345/1350, per l'opera di un ignoto seguace di Roberto d'Oderisio e dal cosiddetto Maestro di Giovanni Barrile.

 

IL CONSERVATORIO DI SAN PIETRO A MAIELLA

Il Convento annesso alla chiesa è dal 1826 la sede del Conservatorio di Musica di san Pietro a Maiella, famoso per aver ospitato celebri compositori e musicisti. Della loro arte è rimasta preziosa testimonianza nella biblioteca, recentemente informatizzata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I MUSEI PARTENOPEI