Parole ed emozioni di Rosario Ruggiero

 

Applausi a Campobasso per “Te voglio bene assaje”

 

Presentata a Campobasso l’ultima fatica letteraria di Antonio Porpora Anastasio, musicista e musicologo di lunga esperienza, già autore di numerosi libri, articoli e saggi monografici dedicati al mondo dell’arte.

Nella bella cornice di un’ampia sala calorosamente affollata della biblioteca “Albino”, è stata allora la volta di “Te voglio bene assaje. Musica, parole, storie”, circa cento pagine a comporre un elegante volume pubblicato dalla Libreria Antiquaria Editrice Filopoli, ricco di una prefazione di Francesco D’Episcopo, docente dell’Università “Federico II” di Napoli, un ampio saggio dell’autore, dodici disegni dell’artista Mario Serra, spartiti musicali, autorevoli documenti storici e numerose versioni, risposte e parodie della celeberrima canzone napoletana “Te voglio bene assaje” a documentare origini, dubbi, varianti, aneddoti, pettegolezzi e cronaca di questo significativo brano, dai più riconosciuto punto d’inizio di quello straordinario fenomeno artistico e sociale che è stata, ed è tutt’ora, la canzone napoletana classicamente intesa.

A parlarne, l’editore Gian Mario Fazzini, curatore dell’iniziativa, e lo stesso Antonio Porpora Anastasio, con un generoso florilegio fotografico documentario. A coronare l’evento, un apprezzato concerto del gruppo musicale “Ars Plectorum” costituito dai mandolinisti Antonio Parascandolo e Massimiliano D’Alessandro, da Michele Mucci alla mandola, i chitarristi Bruno Paura e Giovanni Di Carlo, il contrabbassista Angelo Botticella ed il cantante Sandro Sansone, interessanti interpreti dei vari testi e delle canzoni di risposta nati intorno alla primigenia versione di “Te voglio bene assaje”.

In conclusione una gradevole serata che, grazie ad Antonio Porpora Anastasio e Gian Mario Fazzini, ha visto felicemente affrancare la canzone napoletana da tanto consueto, abusato folclore oleografico per acquistare la sua giusta dignità di fenomeno artistico di rilevanza e significatività tutt’altro che trascurabile.

Un’encomiabile manifestazione che l’applauso e la soddisfazione del pubblico hanno saputo doverosamente salutare come prezioso, ed oggi giorno sempre più necessario, momento di autentica cultura che, proprio in quanto tale, è ben lungi da noiosa pedanteria ed insopportabile tono da saccente.