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Parole
ed emozioni
di Rosario Ruggiero
Terzo
oratorio per la coppia Bruno Oliva
“Il
tempo è galantuomo” è quanto spesso si sente dire intendendo che
talvolta è proprio solo il tempo che riesce a rendere giustizia a
certe realtà. Nell’arte, ad esempio, i grandi capolavori ed i
maggiori artisti non sono necessariamente le opere e gli uomini che
hanno goduto di un successo grande e subito, quanto quelli che nei
secoli non hanno perso, e non perdono, la loro bellezza ed
importanza.
Così,
sono ormai passati più anni da quando il musicista Giovanni Oliva
ed il poeta Nazario Napoli Bruno unirono i loro sforzi artistici per
la creazione di un oratorio in lingua napoletana. Nacque “’A
passione ’e Ggiesù Cristo”. Da allora varie sono state le
rappresentazioni di questo lavoro, in contesti teatrali ed in
contesti ecclesiastici, a Napoli ed in altri luoghi. Quindi,
similmente, seguì “Shalòm Miriàm”, ispirato dalla figura
della Madonna. Pochi giorni fa, nella chiesa napoletana di Santa
Maria in Portico, organizzata da N.A.P.O.L.I. (Neo Associazione
Partenopea Opere Libero Ingegno), prima esecuzione assoluta del
terzo oratorio di questa affiatata coppia di autori, “Resurrectio
(’o terzo juorno)”, lavoro creato per espressa commissione del
parroco Rosario Piazzolla. Una persistenza e crescita nel tempo di
questa idea artistica, quindi, che in qualche misura ne certifica la
bontà.
Ma
cosa è un oratorio? Un melodramma senza rappresentazione scenica,
ossia un’opera lirica dove una vicenda viene cantata senza
scenografie, costumi ed azione scenica. Nel caso specifico, un ampio
succedersi di poesie e canti che illustrano un particolare tema
religioso.
E
dove è l’importanza degli oratori di Bruno? Sicuramente nella
lingua adottata, il napoletano.
È
esperienza di tutti che l’energia nasce da differenze. La corrente
elettrica, che genera energia per tanta nostra illuminazione, per i
calcolatori elettronici e per particolari modalità di riscaldamento
ambientale o di locomozione, nasce solo se esiste una differenza di
potenziale elettrico. L’acqua scorre spontaneamente e può così
essere fonte di energia idroelettrica, solo se esiste differenza di
altezza dal luogo dove parte al luogo dove arriva. Così, per
l’uomo, c’è proficuo scambio di idee e produzione di energia
intellettuale solo se c’è differenza di cultura.
La
tutela di una lingua come il napoletano, in seno ad un idioma come
la lingua italiana, permette interazione e confronti tra una realtà
linguistica, e più ampiamente culturale, nazionale ed una più
strettamente locale, forieri di grandi, reciproci contributi, e,
senza scomodare vicendevoli arricchimenti lessicali, si pensi già
solo al teatro, alla canzone, alla poesia napoletana ed a quanto
hanno dato e possono ancora dare all’estetica italiana e mondiale.
Importanza
non trascurabile quindi quella dell’operazione di Oliva e Bruno,
di carattere certo linguistica, alla quale però non va certo
disgiunta l’importanza mistica, didascalica e, non ultima,
artistica, anche attraverso il contributo dei suoi interpreti, a
tutt’oggi sempre applauditi, gli attori Liliana Palermo e Vincenzo
De Simone, i cantanti Carmen Di Ruocco, Viola Miranda, Carmela D’Apuzzo,
Massimo Paduano, Renato Pisacane e Ruggiero Dimiccoli, l’autore
degli arrangiamenti Francesco Gobello ed il tenore Lino Cavallaro,
ormai consueto interprete di una benaugurante preghiera cantata
introduttiva.
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