Parole ed emozioni di Rosario Ruggiero

 

Napoli onora l’autore di “Anema ’e core”

Con un concerto del cantante Raffaello Converso, accompagnato dal gruppo musicale “Anema ’e core ensemble”, si è recentemente conclusa, tra le mura del locale napoletano “Bluestone”, una giornata dedicata al musicista Salve D’Esposito ed iniziata con l’intitolazione all’artista di una strada, nel quartiere San Carlo all’Arena, alla presenza di Luisa ed Andrea, figlia e nipote del musicista, Claudio Gombio, direttore della SIAE di Napoli, e varie autorità politiche ed artistiche. L’iniziativa ha continuato quella già realizzata nell’aprile 2008 da Sorrento, città natale di D’Esposito, con l’intitolazione della villa comunale e la prossima collocazione ivi di un busto dell’insigne maestro, ed anticipa i festeggiamenti previsti per il prossimo anno in occasione del sessantesimo compleanno della canzone “Anema ’e core”.

Salve D’Esposito, infatti, musicista di formazione classica attraverso studi di pianoforte e composizione svolti al conservatorio “San Pietro a Majella” e pratica concertistica per il mondo, rivoltosi casualmente in età matura alla canzone napoletana, è l’autore di “Anema ’e core”, “Me so’ ’mbriacato ’e sole” ed altre melodie. Tantissime le voci, molte delle quali celeberrime, che hanno eseguito quelle note, numerosi i riconoscimenti tributatigli. Oggi, a mantenere in vita la memoria del compositore, anche l’associazione “Anema ’e core” che, presieduta da Luisa D’Esposito, rivolge aiuti ai giovani appassionati ed interessati allo studio della musica.

Come sono nate le iniziative di Napoli e Sorrento?

«Per espressa richiesta dell’associazione, in procinto del centenario della nascita di mio padre, avvenuto nel 2003. Le proposte sono sempre state accolte più che favorevolmente, purtroppo ineludibili lungaggini burocratiche hanno spostato gli eventi solo a questi nostri giorni più vicini».

Per il futuro?

«Ci auguriamo la promessa collocazione del busto di Salve D’Esposito nella oramai omonima villa comunale di Sorrento e stiamo lavorando per la creazione di una fondazione nella cui sede pure collocare, in esposizione, quanto artisticamente più caro a mio padre».

Come vive oggi nella memoria del mondo il maestro D’Esposito?

«Alcune persone, per l’estrema notorietà delle sue canzoni, hanno creduto mio padre ben più antico, altri per la sua modernità musicale, lo hanno ritenuto più recente. Tra i musicisti corre l’opinione essere la sua una musica difficile. Ma, al di là di qualunque giudizio o opinione, mi sento di ringraziare cordialmente tutti, specialmente quanti sono sempre stati vicino alle iniziative dell’associazione, quantità di persone ed istituzioni non facilmente elencabile, ed ampia quanto tutta la mia commossa riconoscenza».