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A San Pietro a Maiella... Sogno di una notte di mezz'estate. di Irene Quaresima. (a lato: Felix Mendelssohn in un ritratto di A. Talarico, museo storico del Conservatorio di Napoli, San Pietro a Maiella) |
Il museo storico del Conservatorio di Napoli contiene volti e nomi che hanno donato, nella lenta successione storica, melodie eleganti e raffinate.
In un ritratto di A. Talarico si concretizza la sobria figura di Felix Jacob Ludwig Mendelssohn-Bartholdy, compositore e direttore d'orchestra di origine tedesca, che nel 1826 iniziò a comporre quello che sarebbe divenuto il suo capolavoro.
Era il "Sogno di una notte di mezz'estate".
Mendelssohn aveva solo quindici anni e si comprende come fosse maturato in breve tempo il suo intuito : egli ebbe modo di sviluppare la propria intelligenza, precocissima in campo musicale, grazie alla sensibilità verso tale disciplina che i suoi genitori dimostrarono fin da subito, permettendogli di avere una formazione completa.
La sua Ouverture fu, dunque, l'inizio di un coinvolgimento onirico e di una scrittura che sarebbe continuata fino al 1846 quando, compositore di corte, venne incaricato dal Re di Prussia, Federico Guglielmo IV ,di realizzare le musiche di scena per quella celebre opera di Shakespeare, data alle stampe nel 1600, dove il poeta inglese vi aveva riversato tutta la sua ricchezza interiore.
La commedia, ambientata nell'incanto di un bosco ateniese, popolato da fate e folletti che coinvolgono nelle loro liti d'amore due coppie di innamorati rivali e un gruppo intento a provare un dramma da recitare per le nozze di Teseo e Ippolita, si sviluppa tra i fili dei vari intrecci e crea un gioco di effetti fantastici, tale da essere una delle più festose opere del poeta e drammaturgo britannico.
La bellezza dello stile, di quelle parole unite da una densa coloritura, permisero a Mendelssohn di esternare tutto il suo talento e dare alle scene di una commedia- non una tra tante- la peculiare raffinatezza della cultura romantica.
Lui che fin da giovane si era legato a Goethe e ne era divenuto il consulente musicale, riuscì a cogliere e dare in musica l'essenza e la poetica del Romanticismo e a fonderla completamente nel testo shakespeariano, senza che questo fosse privato della sua originalità.
"La musica, commenta Mendelssohn, segue molto da vicino la commedia, e talvolta può essere molto appropriata per indicare le situazioni principali del dramma, in modo che l'ascoltatore possa avere in mente Shakespeare o formarsi un'idea del pezzo".
Sicuramente, il brano divenuto più famoso, e che è eseguito abitualmente nella trascrizione per organo, è la Marcia Nuziale che nella sua versione originaria vedeva impegnati fiati, archi e piatti.
In quel piccolo scorcio di Napoli che è San Pietro a Maiella tornano a vivere, dunque, le melodie di tempi lontani,come se la vista dei loro compositori le evocasse,ogni volta.
Irene Quaresima, Gennaio 2004;
www.napoliontheroad.it
per visitare S.Pietro a Maiella
Felix Mendelssohn
"Sogno di una notte di mezza estate".
Ouverture
Scherzo
Notturno
Marcia Nuziale
Danza dei Clowns
(compact collection- Classica- De Agostini, Novara, 1993, n19;
bibliografia a cura di Mina Pellegrini; guida all'ascolto a cura di Andrea Milanesi).