|
Il
monumento funerario a Re Ladislao in San Giovanni a Carbonara

LEGGI
Il
Decumano Maggiore

LEGGI
Il
Duomo

LEGGI
San
Gaetano

LEGGI
Castel
Capuano

LEGGI
Porta
Capuana

LEGGI
|
"LA
REGINA SENZA PROLE E L'ESTINZIONE DEGLI ANGIO'-DURAZZO"
di
Irene Quaresima

Monumento
a Re Ladislao : Ladislao e Giovanna seduti in trono, San Giovanni a
Carbonara
Giovanna
II, nata da Carlo III, Duca di Durazzo e Margherita, sua cugina,
venne nominata erede del trono di Napoli da suo fratello Ladislao,Re
di Napoli e di Ungheria, che alla sua morte non voleva lasciare la
corte partenopea priva di eredi.
Giovannetta,
così venne chiamata la Regina, vide, tuttavia, oscurato il suo
potere dalle lotte di successione che derivarono dalla designazione
del suo erede, non avendo, la donna,avuto figli : già sovrano di
Aragona, Sicilia e Sardegna, Alfonso V, detto il Magnanimo, si
impadronì, infatti, nel 1442 del Regno di Napoli dopo un'aspra
lotta , dapprima con Luigi III e poi con suo fratello Renato,
entrambi appartenenti agli Angiò di Francia.
La
lunga guerra civile che contrappose Angioini e Aragonesi per
il dominio sul napoletano, derivò dal fatto che la Regina di
Napoli, Giovanna II, rimase vedova senza tuttavia poter
designare un erede legittimo. Da questo derivò l'appellativo Regina
senza prole e il vasto dominio sull'Italia Meridionale che Alfonso V
riuscì ad ottenere con la forza, sebbene fosse stato proprio il
Magnanimo l' erede cui Giovanna II decise di affidare il suo regno,
dopo il tentativo da parte di Giacomo di Borbone, sposato nel 1415,
di amministrare personalmente la corte angioina.
Giacomo,
infatti, ucciso Pandolfello Piscopo, detto Alopo, amante della donna
da quando rimase vedova di Guglielmo d'Asburgo, fece imprigionare la
regina, per divenire unico governatore del napoletano; in seguito
dovette, però, fuggire per non essere stato appoggiato da una parte
della nobiltà e Giovanna poté tornare alla sua corte, dopo un
periodo di reclusione.
Tuttavia
l'indisponibilità di Alfonso V di attendere la morte della regina e
la fretta di avere il potere, indusse questa ad accantonare la
scelta e a trasferire la sua designazione a Luigi III , che tuttavia
morì prima di esercitare ogni facoltà regale che gli venne
attribuita, lasciando a Giovanna l'unica possibilità di affidare il
regno al fratello dell'erede, Renato d'Angiò.
Alfonso
V, che aveva iniziato un'aspra lotta di potere con Luigi III,
continuò ad usare le armi per ottenere lo spazio campano ed
ampliare i propri domini, fino a creare un unico vasto regno
nell'Italia Meridionale. In realtà ben presto il Re di Francia
Luigi XI pose le premesse per un nuovo conflitto e per una nuova
divisione all'interno dei territori aragonesi, poiché rivendicò la
cessione dei diritti angioini sul napoletano.
La
Francia, però, non riuscì ad ottenere il rispetto di tali diritti
poiché la sua alleanza con la Spagna, accordata a Granada nel 1500
per aggredire gli Aragonesi in terra italica, finì nel
momento in cui si arrivò alla spartizione dei domini e gli spagnoli
rimasero padroni del regno per oltre duecento anni.
Con
la morte di Giovanna II il Regno di Napoli divenne, dunque, facile
preda della corte spagnola e si estinse, inoltre, il ramo dei
Durazzo , uno dei quattro in cui si era ramificata la Seconda casa
d'Angiò e che aveva avuto come fondatore Giovanni, Conte di
Gravina, vissuto tra il 1286 e il 1335 circa.
(La
seconda casa d'Angiò era articolata in Ramo d'Ungheria, Ramo di
Napoli, Ramo di Durazzo e Ramo di Taranto; Ladislao, Napoli-
1377, 1414; Giovanna, Napoli 1371- 1435)
Irene
Quaresima - aprile 2004
 |