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LA
REGGIA DI CASERTA...
appartamenti,
giardini e lussi della Corona Borbonica

note
a cura di Irene Quaresima
La
progettazione e la costruzione della Reggia di Caserta, da parte
del Vanvitelli, appartiene a quelle opere di valorizzazione del
Regno di Napoli che Carlo III di Borbone aveva richiesto ad
artisti, architetti e uomini della corte per restituire al
meridione d'Italia prestigio politico ed economico.
Nella
prima metà del Settecento,infatti, le alterne vicende politiche
derivate dalla Guerra di successione Spagnola avevano
caratterizzato il Regno meridionale: fino al 1714 questo era
appartenuto alla Spagna, venne ceduto all'Austria durante i
trattati di pace e solo nel 1734 riacquistò la propria
indipendenza.
Caserta
ospita, quindi, la grandiosa opera di carattere urbanistico che
riflette la volontà di migliorare l'immagine di un regno
soffocato dalle guerre, dalle ambizioni politiche e
espansionistiche dei sovrani europei.
Il
desiderio di Carlo III era quello di creare, come Versailles, una
residenza reale che fosse anche sede amministrativa del Regno :
ispirandosi al modello francese Vanvitelli cercò, con successo,
di realizzare quanto gli fosse stato richiesto da Sua Maestà.
L'edificio
è, dunque, un quadrilatero suddiviso, a sua volta, in quattro
cortili interni; al primo piano si trovano gli appartamenti reali
e nel lato posteriore si svelano, in tutta la loro bellezza,
giardini, fontane monumentali, suggestive immagini naturali e
giochi d'acqua che diffondono fasci di luce.
La
ricchezza del Palazzo reale traspare, tuttavia, non soltanto
dall'immagine immediatamente percepibile, ma anche dalle preziose
opere d'arte che decorano le sale, un tempo utilizzate per le
quotidiane conversazioni delle donne e degli uomini di corte.
L'immagine
in alto, un affresco dipinto da Gennaro Maldarelli
circa un secolo dopo l'evento, si trova nella volta della Sala del
Trono e rievoca la cerimonia di apertura dei lavori per la
realizzazione del Palazzo reale: il 20 gennaio1752, alla presenza
dei Sovrani, fu posta, infatti, la prima pietra di quella che poi
sarebbe divenuta la Reggia sorella di Versailles.
La
famiglia reale si stabilì negli appartamenti soltanto nel 1780,
prima di allora la residenza nella città di Caserta era presso il
palazzo feudale, l'odierna Prefettura, opportunamente adattata
alle esigenze della corte.
La
realizzazione degli appartamenti, tuttavia, non potè essere
seguita direttamente dal Vanvitelli che morì nel 1773, quando i
lavori non erano ancora terminati : gli unici punti di riferimento
per completare la nuova dimora del Re furono i disegni e gli
appunti dell'architetto, che suo figlio utilizzò per proseguire
quanto era stato lasciato incompiuto.
Lo
spazio solenne delle stanze e dei giardini è annunciato fin
dall'ingresso da un cortile a forma di ellisse, che anticipa,
perfino agli sguardi più discreti, la grandiosa opera del
Vanvitelli, a cui la natura ha donato i fiori più rari, le
essenze più delicate, le acque più giocose e i luoghi più
silenziosi per rendere eterno il tempo passato.
Irene
Quaresima - Gennaio 2004
Napoli
Borbonica
Nell'immagine:
Gennaro Maldarelli, I Sovrani pongono la prima pietra del palazzo,
particolare della cerimonia, Sala del Trono, affresco sulla volta |