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Sandro Castronuovo Posillipo Imperiale: la Villa di Vedio Pollione e poi di Augusto l'isola della Gaiola- la "grotta di Seiano". note di Irene Quaresima
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Nato a Napoli nel 1934, Sandro Castronuovo ha affidato alle edizioni Altrastampa la pubblicazione di un breve saggio che ripercorre nel tempo la storia di uno dei siti più celebri del golfo di Napoli.
Posillipo, toponimo che deriva dal greco e che significa privo di affanni, diviene in questo modo un punto di incontro delle diverse vicende che si sono alternate nelle epoche storiche, dalla sua fondazione da parte di Vedio Pollione - il liberto che sembra avesse l'abitudine di dare in pasto alle murene gli schiavi disobbedienti - fino all'attuale condizione di luogo incontaminato, quasi completamente estraneo alla vita cittadina, un lembo di terra che dà emozioni inconsuete.
Vedio Pollione, nato da una famiglia di liberti, riuscì ad accumulare una cospicua ricchezza grazie al ruolo che egli rivestiva all'interno dell'Impero di Roma: da appaltatore delle imposte in Asia Minore, raggiunse il rango equestre e divenne governatore. Le sue capacità economiche gli permisero di diventare il proprietario dell'ormai celebre villa di Posillipo, divenuta residenza imperiale poiché alla sua morte,avvenuta nel 15 a.C., venne ereditata da Augusto e dai suoi successori, che provvidero ad ingrandirla.
Una estensione di circa 9 ettari in cui la natura offre i suoi colori più puri, le sue incontaminate bellezze, uno spazio che gradualmente viene restituito alla luce in tutte le sue componenti: oggi si conosce il teatro, l'auditorio, la Grotta di Seiano, il tempio e il sito della Scuola di Virgilio.
Un tratto tufaceo che alimenta il fascino storico e che colma aspetti quotidiani di una linea temporale fatta anche di gesta inconsuete, semplici, grazie all'apertura degli scavi e all'interesse di studiosi che ne sondano il mistero.
Tuttavia oltre ad essere un punto di interesse archeologico l'intero sito è avvolto da un alone di mito che sublima la storia di Posillipo a leggenda: l'isola della Gaiola, infatti, un tempo unita alla terraferma, vanta l'appellativo di isola maledetta a causa di numerosi incidenti che sono avvenuti a partire dal 12 agosto 1911, quando una delle più moderne navi della Marina Militare Italiana, la San Giorgio, rimase incagliata negli scogli,senza citare le stregonerie attribuite alla Scuola di Virgilio, fondata nell'antica Pausillipon.
Da allora una serie di stranezze ha attraversato la storia della piccola isola di Posillipo : vicende inspiegabili hanno caratterizzato la vita di ogni proprietario della villa, fino a quando nel 1983 questa venne acquistata dalla Regione Campania.
Ad impreziosire l'incanto di Posillipo contribuisce da qualche anno la Grotta di Seiano, riaperta dopo i lavori di restauro che l' hanno resa accessibile al pubblico : già Ferdinando II aveva ordinato che fossero avviati lavori di ristrutturazione e fu allora, seppure con mille difficoltà, che si ebbe conferma del fatto che si trattasse di un'opera di epoca romana. Vennero alla luce monete di Nerva, Trainano, Vespasiano, Cesare e tipici utensili dell'età imperiale e la grotta probabilmente ha avuto nel tempo una funzione di collegamento sotterraneo tra Napoli e Pozzuoli e di rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale.
Sul litorale napoletano, arenata tra gli scogli di tufo giallo, si consuma, dunque, quotidianamente la storia di Posillipo e delle isolette intorno; lì dove la terra emana energia e i flutti delle maree corrodono i sedimenti di antiche esplosioni.
Irene Quaresima, Settembre 2004