Anna Maria Ortese

Corpo Celeste

a cura di Irene Quaresima

 

Anna Maria Ortese, Corpo Celeste, Adelphi 1997, Euro 9,00

"La Ortese, riporta il Corriere della Sera, nell' edizione di Mercoledì 11 Marzo 1998, non distoglieva lo sguardo, ma quanto profondamente tutto la lacerasse possiamo leggere nelle pagine di "Corpo Celeste" (Adelphi), raccolta di interviste e di meditazioni altissime, specie nei capitoli finali, manifesto di un pensiero che sarebbe urgente portare alle nuove generazioni, nelle scuole".

Anna Maria Ortese, autrice di "Il mare non bagna Napoli" (I ed. 1953, Einaudi), scrive nell'Aprile del 1997 di voler unire alcuni scritti, datati tra il 1974 e il 1989, nei quali la parola corpo celeste rappresenta una continuità, in un certo senso il filo dorato.

Un corpo, sottolinea l'autrice nell'introduzione al breve volume, in cui viviamo tutti, conosciuto attraverso i libri scolastici, che ne enfatizzano il fascino e la bellezza; un punto dello spazio, un oggetto azzurro sorretto in aria che raccoglie da sempre le vite di ciascuno.

Il testo è composto da saggi e interviste che gradualmente rilasciano al lettore il profondo significato di valori umani talvolta dimenticati, oppure sconosciuti per non essere stati educati a coltivarli nel tempo.

 Valori che nella pura espressione linguistica potrebbero evocare concetti comuni, quotidiani, ma che, invece, si rivestono nelle pagine della Ortese di una particolare dolcezza e di una particolare profondità da sollecitare il lettore ad una pausa, affinché si possa arricchire e possa comprendere la diversità della parola dagli aspetti emotivi che questa evoca, una realtà più vasta con la quale sarebbe necessario confrontarsi più spesso.

Un grido. Un messaggio. Un tentativo di coinvolgimento che la Ortese fa per cercare di distogliere ciascuno dalla superficialità che ci gravità intorno, per evitare che si rimanga intrappolati nella generica e sterile visione di un mondo che si spegne, giorno per giorno.

"La vita è più grande di tutto, ed è in ogni luogo, e da tutte le parti- proprio da tutte le parti- chiede amicizia e aiuto. Non chiede che questo. Amate e difendete il libero respiro di ogni paese, e di ogni vita vivente".

 Una riflessione ed un invito che si mescola alle personali esperienze emotive vissute a Napoli, Milano, Roma, che hanno contribuito a donare alla Ortese una particolare attitudine creativa che si è espressa attraverso la sua scrittura.

Scrive di amare le cose infinitamente piccole che ci guardano con coraggio, che l'unica cosa giusta rispetto al dolore è toglierlo, che la ragione dovrebbe illuminare tutto, il disordine, il dolore, eppure questo continua ad essere una piaga che infetta il mondo, che logora i rapporti umani, che rende insopportabile la pratica quotidiana della riflessione individuale.

 

Irene Quaresima,luglio 2004

www.napoliontheroad.it

 

della stessa autrice

 "Il mare non bagna Napoli"