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Il
Palazzo Penne

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San
Giovanni a Carbonara

Approfondimento
di Franco Celentano
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Re
Ladislao e Giovanna II

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Castel
Capuano

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SAN
GIOVANNI A CARBONARA: i monumenti funerari
di
Irene Quaresima

Lungo
Via Carbonara, poco distante da Via Foria, si trova la Chiesa
iniziata nel 1343 nota come San Giovanni a Carbonara, decorata e
arricchita durante il regno di Re Ladislao, che desiderava avere in
queste mura una degna e cristiana sepoltura.
Da
modesta chiesa di convento questa venne dunque trasformata in
Pantheon degli Angiò : vi si trovano infatti insigni cappelle e
monumenti funerari di reali, uomini di corte e illustri personaggi.
Il
nome Via Carbonara, associato a quello dell'edificio, deriva dal
termine usato nel medioevo per indicare il luogo destinato a
raccogliere i rifiuti fuori dalle mura; la chiesa venne fondata
grazie ad una elargizione del nobile Gualtiero Galeota,che donò un
suo orto ed alcune case all'abate del piccolo romitorio degli
agostiniani esistente in quella zona, frà Giovanni d'Alessandro,
perché vi costruisse un convento dedicato a San Giovanni,
protettore della famiglia Galeota. A questa donazione del 1339 se ne
aggiunse una seconda di altri due giardini nel 1343.
Tuttavia
nei primi anni del XV secolo la chiesa fu modificata per volere di
Re Ladislao e, di recente, è stata realizzata, all'esterno,una
monumentale scala ideata da Ferdinando Sanfelice.
La
navata centrale è dominata proprio dal monumento a Ladislao,
eseguito dallo scultore Andrea Nofri, voluto da sua sorella,
Giovanna II, verso la quale il Re aveva rivolto la designazione al
trono, non avendo egli stesso figli cui trasferire la linea di
successione regale.
Al
centro del monumento sono raffigurati proprio i due fratelli :
Giovanna, con un manto regale, lo scettro e il globo, si trova
seduta alla sinistra del fratello. Imponente, la costruzione si
sviluppa ai due lati e in altezza, all'apice si trova la statua
equestre di Ladislao, la cui spada sembra sfiorare la volta
dell'arco ogivale.
In
sostanza il sistema architettonico della costruzione funeraria è
composto da un sarcofago elevato su un loggiato ad arcate e sorretto
dalle Cariatidi, ovvero da donne, come tramanda la mitologia, che
per aver sostenuto i Persiani nelle ostilità con gli Ateniesi,
vennero da questi ultimi ridotte in schiavitù e raffigurate in
seguito in forma di sostegni architettonici, soprattutto nelle
sculture sacre.
La
struttura della costruzione ha come archetipo i monumenti funebri
del Due- Trecento, con molta probabilità inaugurati da Arnolfo di
Cambio e poi diffusi ed elaborati con le più diverse varianti;
inoltre la stessa collocazione della statua equestre del defunto in
cima al complesso architettonico deriva da una creazione propria
dell'arte gotica che lo elabora come elemento decorativo, insieme
alle figure allegoriche, ai santi e alle nicchie.
L'apertura
al centro del monumento permette di accedere all'adiacente Cappella
Caracciolo del Sole, fondata nel 1427 da Ser Giovanni, o Sergianni,
Caracciolo, fedele collaboratore della Regina Giovanna, assassinato
dagli avversari politici- probabilmente una congiura ispirata dalla
stessa regina, per essere stata relegata ad Aversa- la notte del 18
agosto 1432 e sepolto dai frati di San Giovanni a Carbonara.
All'interno
della Cappella si trova il monumento funebre dello stesso Caracciolo,
fatto costruire dal figlio alcuni anni più tardi la sua morte, per
dare al padre, brutalmente ucciso, una sepoltura decorosa : questa
volta le Cariatidi sono sostituite da tre guerrieri in armi con lo
stemma della famiglia
La
statua del Caracciolo è posta in alto, poggiata su un basamento
decorato da una lunga iscrizione in latino, attribuita all'umanista
Lorenzo Valla; Sergianni si trova in piedi e armato, con a fianco
due leoni araldici, come a voler sottolineare la sua grandezza e la
sua glorificazione eroica.
Irene
Quaresima - aprile 2004
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