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Eduardo De Filippo Gli esami non finiscono mai a cura di Irene Quaresima.
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Eduardo aveva già lasciato una indelebile impronta sulla storia del teatro italiano e napoletano quando, nel 1973, andò in scena "Gli esami non finiscono mai".
Sul palco Guglielmo Speranza, il protagonista, ripercorre, ogni volta che è chiamato ad assumere tale identità, quei momenti della sua vita in cui è stato sottoposto al giudizio di altri, aventi ruoli istituzionali o più semplicemente che lo incontrano nelle sue esperienze quotidiane.
Da giovanissimo egli consegue la laurea, il sipario si apre mentre egli festeggia con i suoi compagni Ragazzi, Sono finiti gli esami!Non dovrò più dare esami! Gli esami sono finiti! esclama a gran voce, mentre si avvia a parlare con i genitori della donna che ama e che intende sposare.
L'entusiasmo inizia così a diminuire gradualmente: egli subisce, infatti, una sorta di interrogatorio da parte dei genitori di Gigliola, la ragazza della quale vuol chiedere la mano, e questi pretendono che Guglielmo abbia un ruolo di prestigio nell'ambiente professionale in cui intende inserirsi.
Sebbene i suoceri risultino essere invadenti e talvolta profondamente fedeli al pregiudizio, proprio di coloro che curano la forma, l'aspetto sociale di qualsiasi evento, Guglielmo sposa Gigliola, dalla quale ha due figli, ma la decisione di affrontare il matrimonio non dipende da una presa di posizione, al contrario da una continua dipendenza, da parte di Guglielmo, da ciò che gli altri pensano di lui e vorrebbero che fosse.
Invecchia nella solitudine, si chiude in casa fingendo di avere una malattia che gli impedisca il contatto con gli altri, il contatto da quel mondo, da quella porzione della società, che lo disgusta.
Fino alla morte viene assistito dai suoi familiari, i quali sperano che questa sopraggiunga presto per liberarlo dalla sua malattia, quel senso di malessere fisico che nasconde un profondo disagio di vita.
"Il protagonista, scrive Franco Quadri, è il simbolo di una umanità sognatrice e illusa, destinata a scontrarsi con gli inganni della vita".
Guglielmo Speranza è un'unica figura che rappresenta la moltitudine di tutti coloro che vivono, talvolta nella discrezione e nella riservatezza, che subiscono il giudizio di una società che si nutre di apparenze, di garbo, di buon senso..., una società, quella in cui viviamo, dove esistono pregiudizi per non essere sufficientemente in alto nella scala della ricchezza materiale, quando in fondo la ricchezza è altro.
Eduardo De Filippo venne nominato senatore a vita nel 1981 e tre anni più tardi decise di appartenere all'aspetto celeste della nostra esistenza, lasciando un vasto patrimonio teatrale che si immerge quasi totalmente nella condizione esistenziale dell'uomo. Per questo egli era attuale allora ed è attuale sempre, esprime il valore della sensibilità umana, dell'Amore, un Amore di gesti semplici, quotidiani, un Amore che è Rispetto, ma che spesso è Incompreso a causa di quegli stessi giudizi che gli altri si sentono in dovere di esprimere, violando la bellezza di rapporti umani che si credono validi nella loro reciprocità.
Evidentemente non è così; ma tale condizione esige un compromesso affinché ognuno dia del rispetto anche a sé stesso: lasciare che siano gli altri a ricominciare, a recuperare, sebbene ci appartengano ancora, li amiamo, li amiamo ancora...
Irene Quaresima.
napoliontheroad, Novembre 2003.