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Cappella
Pappacoda

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Il
Palazzo Penne

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San
Giovanni a Carbonara

Approfondimento
di Franco Celentano
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Re
Ladislao e Giovanna II

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Castel
Capuano

Approfondimento
di Fiorella Franchini
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Porta
Capuana

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CASTEL
CAPUANO, DA DIMORA REGALE A PALAZZO DI GIUSTIZIA
di
Irene Quaresima

Uno
dei più antichi castelli di Napoli si trova nei pressi di Porta
Capuana ed è priprio da tale vicinanza che si fa derivare il nome
Castel Capuano. Il palazzo, oggi sede del Tribunale Civile di
Napoli, venne fatto costruire da Guglielmo I, intorno al 1165, anche
se è probabile che vi fosse già una struttura fortificata.
L'attuale
conformazione deriva dai numerosi ampliamenti e interventi che sono
stati fatti durante il regno di Federico II e dei sovrani angioini,
i quali, in realtà, avevano preso dimora stabile presso Castel
Nuovo.
Gli
aragonesi, invece, lo preferirono e il castello divenne di nuovo il
lussuoso palazzo di corte, ma con il dominio spagnolo iniziò a
delinearsi l'attuale funzione istituzionale : il vicerè Don Pedro
Toledo, infatti, dispose che questo fosse utilizzato come carcere e
come Palazzo di Giustizia.
Con
la Regina Giovanna I e Giovanna II, il Castello divenne luogo di
misteriose vicende, intrighi di corte e malaffari : sembra, infatti,
che Castel Capuano fu teatro dell'assassinio di Ser Gianni
Caracciolo, Gran Siniscalco della regina Giovanna II, durante i
festeggiamenti per le nozze di suo figlio; Ser Gianni venne
poi scaraventato dalla finestra, che dava verso S.Giovanni a
Carbonara, e raccolto dai Frati del convento che provvidero a dargli
sepoltura, prima che gli venisse realizzato un degno monumento
funebre.
All'esterno
è posta in evidenza la grande Aquila, stemma degli Asburgo, poi
ancora sono conservate le insegne di Carlo V e numerose opere
d'arte. All'interno, infatti, si può accedere alla Cappella
della Sommaria, al Salone dei Busti e al Saloncino dei Busti, oltre
alla Biblioteca.
La
Biblioteca, intitolata ora ad Alfredo De Marsico- originario di
Salerno, Professore di procedura penale all'Università La Sapienza
di Roma e deputato dal 1924- fu inaugurata, ufficialmente, il 19
luglio 1896 e fin da allora rappresenta un simbolo del sapere
giuridico, un luogo in cui rinnovare la conoscenza del diritto, per
questo, quando durante la seconda guerra mondiale, gli avvocati
napoletani, ebbero distrutti case e studi professionali dai
bombardamenti, vi trovarono gli strumenti necessari per continuare
la pratica forense.
All'ingresso
della sala di lettura, a testimonianza di quanto detto, è posta una
iscrizione dettata da Enrico de Nicola: "Vi affidiamo i libri
che furono compagni fedeli del nostro lavoro perché li custodiate
con lo stesso amore col quale li abbiamo raccolti ". E' un
monito rivolto non solo a quanti ogni giorno frequentano la
biblioteca per i loro studi, ma anche a chi, di volta in volta, si
assume per mandato il gravoso compito di amministrare questo
inestimabile patrimonio di cultura.
Nel
Saloncino e nel Salone, invece, si trovano i busti di coloro che
resero celebre il Foro di Napoli : collocati durante una cerimonia
del 15 marzo 1882 questi rappresentano la continuità
temporale tra il vecchio e il nuovo, la comune appartenenza ad
un'unica legge.
Il
Salone, noto anche come la Maggior Sala, era stato, fino al 1807,
l'aula di udienza della Regia Camera della Sommaria, trasferita in
Castel Capuano nel febbraio 1538 quando il Gran Viceré Don Pedro de
Toledo volle riunire in unica sede le corti di giustizia sparse per
la città. Accanto vi è la Cappella Sommaria, così definita
essendo questa il luogo in cui i Magistrati della Sommaria si
raccoglievano in preghiera, prima di riunirsi collegialmente per le
loro deliberazioni.
Ora,
mentre le Sezioni Penali sono state trasferite nel Nuovo Palazzo di
Giustizia, presso il Centro Direzionale di Napoli, Castel Capuano
continua ad assolvere alla funzione, benché in modo limitato,
affidatagli da Don Pedro Toledo nel XVI secolo.
Irene
Quaresima - aprile 2004
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