MERCE
DI TE STESSO
di Aldo Putignano
Aldo Putignano è nato a Napoli nel
1971 e si è laureato con lode in Giurisprudenza e in Lettere
Moderne. Attualmente sta completando il dottorato di Ricerca in
Lingua e Letteratura delle Regioni d'Italia presso l'Università
Gabriele D'Annunzio di Chieti ed è docente di scrittura creativa
presso la Fondazione Humaniter di Napoli. Con il gruppo "Homo
Scrivens", di cui è coordinatore, organizza spettacoli di
lettura presso locali napoletani, come "Raccontalo a un
altro" presso la Libreria "Lontano da dove"
Overtoure
Il
mondo si svolge in un’aula.
Apri
la porta
Se
è sbagliata, chiudila
Aprine
un’altra
Entra
Corri
Corri
Corri
Corri
Corri
Corri
Corri.
Siediti
E
guarda.
MERCE
DI TE STESSO
Treno
Merci si svegliava la mattina insieme al sole.
Mentre
poi quello illuminava il mondo, Treno si dava per intero alle sue
piccole occupazioni. E ogni mattina la solita mattina. Non una gran
vita la sua, magari neppure la tua, ma per questa volta tu non conti
(punto)
Niente
(punto)
Protagonista
spento, se vogliamo, umile e discreto, aveva l’autunno addosso,
per quel suo colore rosso di bosco, quel muoversi lento, e quel
senso di inutile e indistinto, come una foglia caduta e mai
raccolta.
Ma
quello che successe accadde un giorno.
Tornando
in città (e Treno conosceva il suo binario) gli si parò dinanzi
una manifestazione di giovani urlanti.
Essi
urlavano per la libertà, che Treno da subito avrebbe voluto
partecipare, tanto che si fermò davanti a loro. Incantato a
guardarli.
Attimo.
Rivide
in un istante tutta la sua vita.
Ordinata
come in un album di fotografie
Ricordo
di se stesso.
Se
questa è la mia vita
Pensava…
Un
po’ di coraggio in più
Pensava…
Non
guasterebbe.
Aggiungere
a tante immagini sbiadite
Un
poco di colore
Pensava…
E
a guardarli era una gran festa
Emise
un fischio
Lungo
Lancinante
E
poi di colpo si sdraiò su un lato.
E
fu.
Che
avresti potuto ascoltare, se fossi stato fra quei giovani anche tu,
un lungo rumore di ferraglia, e vetri spaccarsi come occhiali.
“Il
treno merci si è ribaltato” gridava qualcuno fra la folla “E’
declinato lentamente dal pendio” “Un’immagine dolce, il vento
l’ha spinto e lui è caduto”.
E
adesso alzati.
E
mentre vedi la tua anima che sale al cielo, senza alcun trasporto,
guarda per un attimo quel basso che hai lasciato.
E
vedi insieme l’uno e l’altro polo
Le
stelle vaghe e il loro viaggio torto
E
vedi il veder nostro quanto è corto
Confusione.
Magari
penserai che in quella enorme valle , bagnata dal colore dei capelli
e da lame d’alluminio rosse, non esiste alcuna differenza.
Uomini
o cose, questione di vagoni, urlare al vento non ha mosso l’aria.
Non
resta che guardare la realtà
E
liberarsi da oneroso peso.
Per
essere
merce,
solo
di se stesso.
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