Croce di Lucca

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Piazza Bellini

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Il Decumano Maggiore

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Il Duomo

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Il Decumano Maggiore

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San Gaetano

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Castel Capuano

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Porta Capuana

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Re Ladislao e Giovanna II

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Via Tribunali

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San Lorenzo

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I Sedili

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Piazza San Domenico

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PIAZZA MERCATO

 

All'inizio c'era solo una piccola cappella, costruita nel 114 d.C., dedicata a San Nicola, luogo di culto per i pescatori: poi arrivarono dalla Palestina i frati Carmelitani. Fuggivano dal Karm il monte Carmelo, il "giardino degli Dei", continuamente assediato dai musulmani che volevano cacciare i monaci cristiani, ivi insediatisi dopo la prima crociata. Giunti a Napoli alla fine del secondo secolo d.C., i frati carmelitani diffusero il culto della madonna bruna, Santa Maria  del Monte Carmelo (poi detta del Carmine) in tutto il mondo occidentale. Però la tavola che ancora oggi i fedeli venerano è in realtà un'icona trecentesca bizantineggiante.

 

Corradino di Svevia, il piccolo imperatore, decapitato per volere di Carlo d'Angio'

Il 29 ottobre del 1268, nel largo antistante il convento, fu orrendamente decapitato insieme con il cugino, Federico di Baden, e altri sette soldati. Le spoglie dei due giovani furono raccolte dai frati, ai quali Margherita di Borgogna, seconda moglie di re Carlo, ed Elisabetta di Baviera, madre di Corradino, fecero generose elargizioni per mantenere le tombe e abbellire la chiesa, che fu rifatta completamente a partire dal 1283.

leggi le note di Anita Curci

 

LA COLONNA DI CORRADINO di Giuseppina Capone

Quando nel 1267 Corradino di Svevia calò in Italia per riconquistare il Regno di Sicilia, in possesso di Carlo d'Angiò, certo non prevedeva quale funesto destino gli aveva riservato la sorte. Miseramente sconfitto a Scurcula il 23 agosto 1268 dall'esperto Valery, il giovanissimo Corradino per sfuggire alla cattura e all'onta della prigionia, galoppò forsennatamente fino alla torre di Astura. Tradito da Giovanni Frangipane fu consegnato al nemico e rinchiuso nel Castel dell'Ovo. Celebrato un processo sommario e decretata la condanna a morte, per volere di Clemente IV e Carlo d'Angiò, il 29 ottobre 1268 la testa di Corradino cadde sotto la mannaia del boia. Aveva appena sedici anni. L'ultimo degli Hehenstaufen era morto.

 Per opera di Elisabetta di Baviera, derelitta madre dello sfortunato svevo, il corpo ebbe sepoltura nella chiesa del Carmine e sul luogo del primo interramento, presso la foce del Sebeto, fu eretta una colonna commemorativa.

Tempo dopo, nel 1351, la Corporazione dei Cuoiai provvide a costruire, proprio sul luogo esatto dell'esecuzione, una capppella, al cui interno, a memoria di Corradino, fu edificata una colonna di porfido distrutta nel 1781, durante la festa della Madonna del Carmine, da un incendio provocato da fuochi pirotecnici. Nello stesso anno, alla sommità dell'emiciclo di Piazza Mercato, a compendio della cappella distrutta fu costruita la chiesa di Santa Croce al Mercato. Entrando, a sinistra, isolata da un cancelletto, si nota la colonna di porfido fortunatamente recuperata dal fuoco. Dal diametro di 60 cm e 2 m di altezza, la colonna rosso scuro è sormontata da una croce di marmo con un cristo crocifisso in rilievo. Alla sommità dell'opera è tutt'oggi distinguibile la data incisa, MCCCLI, mentre appaiono quasi illeggibili le paroli sottostanti, incise sull'orlo intorno alla colonna:

ASTURIS UNGUE LEO PULLUM RAPIENS AQUILINUM HIC DEPLUMAVIT ACEPHALUMQUE DEDIT.

La frase tradotta significa:

"Il leone, artigliando ad Astura l'aquilotto, lo rapì, qui gli divelse le ali e lo decapitò."

 Nel 1847 Massimiliano di Wittelsbach fece erigere nella Chiesa del Carmine, sulla tomba di Corradino, una statua dalle fattezze del principe, diritto su un piedistallo. A sinistra della base reggente il monumento è rappresentato il distacco del giovinetto dalla madre al momento della partenza per la tragica impresa; a destra, il saluto precedente al supplizio, tra l'Hohenstaufen e Federico di Baden, compagno nella vita e nella morte.

Davanti al piedistallo si legge:

"MASSIMILIANO, PRINCIPE EREDITARIO DI BAVIERA, ERGE QUESTO MONUMENTO AD UN PARENTE DELLA SUA CASA, CHE FU RE CORRADINO. ULTIMO DEGLI HOHENSTAUFEN. L'ANNO 1847 GIORNO 14 MAGGIO"