Una storia marinara

di M. Gabriella Nicolini

 

 

 

Quando vivevo a Napoli, figlia di ufficiale di marina, sono andata più volte sulla "Vespucci". Del resto, mia sorella Amelia e  suo marito Giuseppe si sono conosciuti proprio in occasione di una visita a una di queste navi, lui cadetto brillante, lei giovanissima ragazza di belle speranze ... Ricordo che i miei genitori si opposero al loro idillio, sembrava troppo giovane, e il ragazzo romano un po' troppo disinvolto.  Ma si sa: quando ci si oppone in famiglia, i figli fanno esattamente l'opposto di ciò che vorrebbero i genitori, e poi ... sia Amelia che Giuseppe erano innamorati, e sicuri di voler "coronare" il loro sogno ... Così iniziò un lunghissimo fidanzamento a distanza, perché l'ufficiale fu "imbarcato" su una nave che fece il giro del mondo, mentre Amelia si contentava di sognare mete lontane in un ufficio al centro di Napoli, l'Unione Industriali, dove era la segretaria del direttore... , e di partecipare a dei concorsi di giornalismo vincendo dei premi per viaggi a Parigi .....

 

Quando, di tanto in tanto, il fidanzato rifaceva capolino, lei gli lanciava dalla finestra dell'ufficio (che dava su Piazza dei Martiri, una delle più belle di Napoli) dei bigliettini, e lui faceva il giro della piazza attendendo la bella che sarebbe scesa tardi, molto tardi, dato che allora i dirigenti iniziavano a lavorare verso le sei del pomeriggio .. . (e adesso?)

 

Ricordo di aver assistito a molti cocktails, feste varie, su tante navi nel porto di Napoli e altrove.  In particolare mi ricordo la visita a una nave brasiliana, dove avevamo conosciuto due ufficiali gentilissimi e .... bellissimi.  Nulla da fare, però, data la severità paterna che ci imponeva di tornare a casa per mezzanotte, come la cenerentola della favola ...

 

Dice il  proverbio  : "si jeunesse savait  . . . .  "