CLAUDE

adattamento di Roberto Capasso e Stefania Aruta

da "Being home with Claude" di René Daniel Dubois
con Roberto Capasso e Giovanni Del Monte

scene Roberta Mattera
costumi Pina Sorrentino
mivomenti coreografici Anna Prisco
regia Roberto Capasso
una produzione Pro.Spet

IN SCENA DAL 5 AL 9 MAGGIO 2010

Da "Being home with Claude" di René Daniel Dubois, un adattamento di Roberto Capasso e Stefania Aruta.

 

EROS IN FABULA

 
Prima che si scopra che anche un giudice del tribunale di Montreal, dove Yves (Roberto Capasso) si è andato a costituire per l´omicidio del suo amante Claude, è in qualche modo implicato, seppur occasionalmente, nel giro di escort gay, la pièce stenta a decollare, nonostante nel martellante interrogatorio dell´investigatore (Giovanni Del Monte) ci sia anche il tentativo di coprire il possibile scandalo. E ciò non tanto perchè all´autodafé corrisponda in realtà un omicidio circonfuso di mistero, quanto per il fatto che il meccanismo che scatena l´azione drammaturgica biondeggia come impreziosito in una staticità un po´ di maniera (quali sono i riti dell´adescamento all´uscita dei locali e la stessa deposizione dal mélange fintamente caustico). Poi, complice l´intensità del personaggio protagonista, lo spettacolo si fa via via più avvincente e quel che sembrava ovvio, melenso, acquista un vigore ed una forza davvero singolari. Yves trascina, carambolando sull´eros, mischiando istinto e sentimento, la propria versione dei fatti. Per dare luce e respiro alla semplicità dell´amore, occorrerà frizionare i piani dell´esperienza e trapassare da una scelta narrativa all´altra (monologo, flash-backing, restituzione mimica, vuoto), cogliendo tra non-detto e testo la traccia ideologica di un io confessivo. Le molteplici radici che Yves guadagnerà al sole verranno poi sminuzzate ai bordi un tavolo d´amore, tribunale rovesciato dalla pantomima degli amplessi, suoi e degli altri, che denunciano se stessi, ancora e semplicemente, in quanto tali. Solo a Claude, morto nel più tragico dei momenti, quello erotico, la consegna del messaggio d´amore. Giudici e tribunali non bastano a queste cose, né liberano fatti del genere. Roberto Capasso, che molto colpisce per la forza della recitazione, ha il preciso segno generazionale di chi, con la giusta sicurezza, sa quel che fa. Applausi a scroscio anche per costumi e scenografia (rispettivamente, Pina Sorrentino e Roberta Mattera).

                                                                                              
                                                                                            Annibale Rainone
Napoli, Teatro Sancarluccio, 5 maggio 2010


ROBERTO CAPASSO

Formatosi all´Accademia Achille Togliani di Roma, prende parte a diversi laboratori teatrali, condotti, tra gli altri, da Alfonso Santagata, Peppe Sollazzo e Renato Carpentieri. Si avvicina al teatro di tradizione napoletana con artisti quali Mario Scarpetta, Nello Mascia e Gigi Savoia, proseguendo, quindi, le proprie esperienze di teatro sperimentale con Tonino Taiuti, Anna Troise, Adelmo Togliani e soprattutto, in tempi recenti, con Arturo Cirillo, del quale è aiuto regista per gli spettacoli "Mettiteve a fa l´ammore cu mmè", "L´ereditiera" (premio UBU 2005 per la regia), "Le cinque rose di Jennifer", "Don Fausto", "L´inseguitore", e per il Napoli Teatro Festival Italia, edizione 2009, per lo spettacolo-laboratorio su "Fatto di Cronaca" di Raffaele Viviani. Oltre a "Claude", ha diretto "A E I O U – Omaggio a Don Raffaele", su testi di Viviani, protagonista Nunzia Schiano, "Due Farse di Petito con Pasquariello" e la fiaba "Pierino e il lupo" di Prokofiev.

 

 

GIOVANNI DEL MONTE

Dopo essersi diplomato all´Università Popolare dello Spettacolo di Napoli, dove ha modo di studiare con maestri come Mario Santella e Antonio Ferrante, comincia da subito a lavorare in diverse compagnie teatrali, continuando periodicamente ad approfondire i suoi studi frequentando numerosi stage grazie ai quali incontrerà maestri come Marco Baliani, Lorenzo Salvati, Vittorio Lucariello. La sua curiosità artistica lo spinge ad approfondire anche la conoscenza delle arti del teatro di strada: impara ad usare i trampoli, frequenta corsi di acrobazie circensi e, cosa importante, comincia a lavorare con un maestro burattinaio, Aldo De Martino, con il quale approfondisce le arti del teatro di figura: burattini, pupazzi. Tra i suoi lavori ricordiamo: "Italietta", regia e testo di Carlo Cerciello, 2004; "Una prigione di velluto rosso", regia di Pino Carbone, 2005; "Io sono Crispi", regia di Claudio Di Palma, 2007; "Arbeit macht frei", testo e regia di Aldo De Martino, 2009. Recita nel film "E io ti seguo", regia di Maurizio Fiume e lo troviamo interprete in alcuni episodi della fiction "La squadra".

 

(fonte: Comunicato stampa)