“Gli Stella Diana e la loro musica”

intervista a cura di Sonia Matteis

 

 

 

Un nuovo acquisto tra i gruppi emergenti nella musica Italiana.

Il 15 ottobre, prodotto dalla Seahorse e distribuito da Goodfellas, esce “Supporto Colore”, il primo album degli “Stella Diana”.

Nato nove anni fa, il gruppo, composto inizialmente solo da Dario Torri (voce e chitarra) e da Giacomo Salzano (basso), ne ha fatto di strada, crescendo in tecnica, qualità, esperienza, arrivando oggi ad una musica rock coinvolgente intessuta di melodie di ampio respiro dove legami con new-wave, shoegaze britannici, dark e post rock trovano spazio ed equilibrio.

Nella loro impronta troviamo tracce di band come i Joy Division, Velvet Underground, My bloody Valentine, nonché di artisti italiani come Battisti e Tenco.

Entrambi con diverse esperienze musicali alle spalle, registrano la loro prima demo su cassetta con l’ausilio di una drum machine, a due mesi dalla formazione del gruppo.

L’anno successivo, dopo molteplici concerti tra cui va sottolineato quello di supporto ai Karate, registrano la seconda demo, recensita favorevolmente da Rockit, che li definisce gli “Arab Strap” Italiani.

Il 2002 segna l’ingresso del nuovo chitarrista, Raffaele Bocchetti, artista dalla grande esperienza live, portando maggiore solidità al sound del gruppo. Nel settembre del 2005 l’incontro col batterista Massimo Del Pezzo, completa la loro espressione artistica, dando vita ad esibizioni live più forti ed emozionanti.  

 

 

D.: Salve, ragazzi. Allora, finalmente ci siamo: “Supporto Colore”, il vostro primo album, è finalmente in uscita. Quando è cominciato il vostro cammino?

 

R.: DARIO- Abbiamo iniziato nel 1998 soltanto io e Giacomo. Chitarra, basso e una batteria elettronica......Abbiamo cambiato numerosi batteristi e intanto nel 2002 è entrato Raffaele come chitarra solista anche se già ci conoscevamo ed eravamo amici. Massimo è fresco d'entrata, quasi due anni ma ritengo che sia il batterista migliore nel quale potevamo imbatterci.......

 

GIACOMO- Abbiamo registrato un po' di demotape e nel 2005 abbiamo prodotto un promo che è girato un po'.....Va detto che intanto abbiamo suonato tantissimo facendo molta esperienza....

 

D.: Quando esce il disco?

 

RAFFAELE- Il 15 ottobre per seahorse/goodfellas, piccola ma forte realtà musicale indipendente napoletana....

 

D.: So che non è stato facile. Ma forse è l’inseguire i sogni che non è facile. Che sapore ha questa meta raggiunta?

 

R.: GIACOMO- Siamo felici, è un vero riconoscimento dopo tanto tempo.

 

MASSIMO- Avvertiamo tutti una bellissima sensazione...anche se questo disco lo viviamo più propriamente come un primo passo e non una meta. Siamo già proiettati verso il nuovo materiale che stiamo già scrivendo.

 

D.: “Supporto Colore”…..Il titolo lascia pregustare una musica che libera la fantasia, che suscita immagini, oltre a, come è naturale, emozioni.

 

R.: DARIO- Bhe, anche. Sinceramente non ci siamo preoccupati del titolo e del suo significato   Ma sicuramente può essere aperto ad ogni interpretazione...

 

D.: E la scelta del nome “Stella Diana” invece da dove è partita?

 

R.: GIACOMO- Ah ah! A questa domanda spesso Dario mi dice che son io quello preposto a rispondere e pertanto dico che il nome non è nient'altro che l'appellativo che veniva anticamente dato al primo astro del mattino visibile in cielo......

D.: A proposito, ricordiamo l’indirizzo del vostro sito, che è?

 

R.:  www.stelladiana.com

 

D.: Voltandovi  a guardare indietro, magari proprio ai tempi della scelta del nome del gruppo  che immaginavate di diventare, quanta strada avete percorso e quale è stato l’elemento unificante che vi ha portato fin qui?

 

R.: RAFFAELE E GIACOMO - Secondo me siamo qui ora perché ci abbiamo creduto e perché essendo innanzitutto amici non abbiamo mai mollato nei momenti di difficoltà.

 

MASSIMO- La nostra strada é stata a dir poco tortuosa e tormentata, ma la passione che ci lega soprattutto da un punto di vista umano, ha fatto si che le difficoltà non prendessero il sopravvento.

 

D.: Pare che l’essere artisti includa necessariamente una sensibilità speciale, e spesso essa è tale per difficoltà oggettive e soggettive dal quale lo stesso artista non può o non vuole liberarsi. E’ vero che tutto nasce dal dolore?

 

R.: DARIO- Il dolore.....ma non so...forse si, può essere....personalmente giacché scrivo pure i testi non ci ho fatto mai molto caso. Forse in un paio di pezzi ci sono reminiscenze di cose dolorose accadute nel passato, ma in fin dei conti quando componi cerchi solo di tirare fuori ciò che hai e magari l'allegria ti spinge ad essere “meno profondo” di quando si è malinconici......e non è sempre vero però.

 

MASSIMO-  Il dolore credo, sia solo un aspetto della connessione tra emotività e creatività. Tutto ciò che é vissuto con profondità può diventare creazione artistica.

 

RAFFAELE- Ma è anche assurdo trasformare ogni paura o ipocondria in arte

 

D.: Cos’è che fa la differenza tra il cantare per se stessi e il cantare per gli altri. Cioè, raggiungere un pubblico più vasto richiede inevitabilmente qualche compromesso, tipo tendere verso una musica che si adatti un po’ a tutti. Questo passaggio siete riusciti a eluderlo?

 

R.: MASSIMO- In realtà non ci siamo mai posti il problema di essere “adatti a” qualcosa, a un movimento, a un genere o a un trend in voga.....Facciamo ciò che ci emoziona e speriamo possa piacere.

 

DARIO- Onestamente non ho mai pensato neppure un attimo ad accettare compromessi. Anche perché non mi sono mai trovato nella circostanza di dover scegliere in modo radicale..

 

D.: Un giudizio sul panorama musicale che offre il mercato oggi.

 

R.: GIACOMO-  Imbarazzante..

 

RAFFAELE- Opinabile

 

MASSIMO- Violentemente mediocre a parte alcune piccolissime eccezioni, è chiaro.

 

D.: Quali sono i musicisti che rappresentano per voi un modello da guardare.

R.: DARIO- Oddio....l'elenco sarebbe troppo lungo...mi limito a dire cosa sto  ascoltando in questo periodo che è più facile...Mazzy star, l'ultimo degli Smashing Pumpkins, Ludovico Einaudi, il nostro disco.......

 

RAFFAELE- L'ultimo degli Interpol

 

D.: E quelli ai quali con “orrore” sperate di non somigliare mai?

 

R.: MASSIMO- Non vorremmo mai somigliare a noi stessi quando non saremo più capaci di scrivere musica che ci dà emozione....

 

D.: Ragazzi, io vi ringrazio e vi auguro un grosso “in bocca al lupo”, e che dire…… a risentirci in radio!

R.: Grazie a te e crepi il lupo. Ciao!