Decumano Superiore

 

Santa Maria Regina Coeli

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Farmacia degli Incurabili

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San Giuseppe dei Ruffi

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Santa Maria Donnaregina Vecchia

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Palazzo Arcivescovile

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SS. Apostoli: chiesa

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San Giovanni a Carbonara

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Santa Caterina a Formiello

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Piazza Porta Capuana

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Decumano Inferiore

 

Piazza del Gesù Nuovo

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Santa Chiara

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SANTA MARTA

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Palazzo Mazziotti

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San Domenico Maggiore

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Pio Monte della Misericordia

Situato in via Tribunali, il più importante dei decumani della città greco – romana, il Pio Monte è uno degli edifici più rappresentativi del Seicento napoletano. Ebbe le sue origini nel 1601 per volontà di un gruppo di nobili che si ritrovavano ogni venerdì presso l’Ospedale degli Incurabili per compiere opere di bene. Essi decisero, poi, nel 1602 di fondare un ente dedicato esclusivamente alle opere di misericordia corporali e l’istituzione prese il nome di Maria della Misericordia. Nel 1604 i congregati lasciarono la sede dell’Ospedale degli Incurabili e fecero ricostruire una chiesa sul progetto di Giovan Giacomo di Conforto dedicata a Santa Maria della Misericordia. Ben presto la chiesa si rivelò insufficiente per le esigenze del Monte e perciò la sua ricostruzione venne affidata a Francesco Antonio Picchiatti a partire dal 1658. L’architetto decentrò l’ingresso e arretrò così la chiesa, isolandola dalla confusione della strada e concependo l’edificio con una facciata a due piani su un porticato a cinque arcate, decorato tra il 1666 e il 1671. La chiesa era stata progettata a pianta ottagonale con sette cappelle; su ogni altare doveva trovare la collocazione un quadro dal soggetto connesso ad una delle opere della Misericordia e quello dell’altare maggiore doveva comprenderle tutte. Infatti qui è conservata la Madonna della Resurrezione di Michelangelo Merisi commissionata dal Caravaggio nel 1606. Gli altri dipinti, ispirati nei contenuti alle attività del Pio Monte, permettono una lettura del tardomanierismo medioevale e della feconda presenza del Caravaggio in città.

 

Piazzetta Riario Sforza

Il Complesso del Pio Monte della Misericordia si affaccia sulla Piazzetta Riario Sforza. Questo ridotto spazio urbano ha origini molte antiche, e si tramanda che fino alla metà del Trecento lì vi fosse un monumento bronzeo di un cavallo sacro a Nettuno, dotato di proporietà taumaturgiche per le malattie equine. In questa piazza si svolgevano inoltre i festeggiamenti dedicati a San Gennaro. Qui, per tener fede al voto fatto dai napoletani durante l'eruzione del 1631, la Deputazione del Tesoro di san Gennaro decise di innalzare una statua al santo e diede l'incarico a Cosimo Fanzago di progettare la struttura che inizialmente doveva essere una colonna verde rinvenuta durante i lavori per la realizzazione delal Cappella del Tesoro. Dispersa l'antica colonna, Fanzago sviluppò l'idea originaria di questa che fu la prima guglia dedicatoria barocca, concependo una colonna su un basamento con volute e sirene. In cima, venne collocata la statua di San Gennaro, opera di Tommaso Montani e dei fratelli Monterosso, approntata nel 1620 per le nicchie della tribuna della Cappella del Tesoro e poi sostituita dalla statua del Santo in trono di Giuliano Finelli.

 

Scavi del Carminiello ai Mannesi

Il complesso è venuto alla luce in seguito ai bombardamenti della chiesa di santa Maria del Carmine ai Mannesi del 1943. Gli scavi hanno rivelato che la zona, sito commerciale abitato sin dall'antichità, ha subìto nel tempo notevoli modifiche. Tra i reperti giuntoci, i più antichi sono alcune strutture portanti in muratura di tufo e un vano rettangolare con una parete corta absidata, semplice mosaico pavimentale e muri dipinti con motivi rossi su fondo bianco; della fine del I sec. a. C. è, invece, un grande edificio in opera mista di reticolato e di laterizi con archi e volte a crociera, di cui restano al piano inferiore i magazzini e al primo piano una vasca rettangolare e una fontana con rivestimento marmoreo. Alla media età imperiale risalgono poi due ambienti del piano inferiore adibiti a Mitreo, come prova un rilievo in stucco bianco con Mitra che sacrifica un toro. Dal IV secolo d. C., il complesso subì un graduale degrado e le strutture origianarie furono stravolte, finchè in età medioevale si edificò la chiesa che inglobò le strutture precedenti.

 

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