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San Domenico Maggiore
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Il
nostro viaggio nel Decumano Maggiore prosegue con....
Croce
di Lucca

Edificata
agli inizi del Seicento, la chiesa era annessa ad un convento di
monache di clausura. Agli inizi del Novecento, per far posto alle
strutture delle nuove cliniche universitarie, il convento fu in gran
parte demolito e la chiesa venne privata dell'abside. Oggi
la Croce
di Lucca si presenta come un'ampia sala. Coevo alla costruzione
della chiesa è il soffitto ligneo a cassettoni intagliati e dorati,
in cui è collocato il dipinto attribuito a Giovan Vincenzo Forli
(Madonna del Carmine e Santi). Opera dell'architetto Francesco
Antonio Picchiatti è l'intervento che tra il 1643 e il 1654
determinò l'ampliamento del monastero e la costruzione del
chiostro. Al Picchiatti si deve anche l'ideazione dell'apparato
decorativo dell'interno, realizzato da Pietro Barberiis. Della
complessa struttura monastica sopravvive oggi solo la chiesa. Agli
inizi di questo secolo, infatti, vennero abbattuti il convento delle
Carmelitane e quello della Sapienza per far posto agli edifici
destinati alle cliniche universitarie.
La Croce
di Lucca avrebbe dovuto patire medesima sorte, ma venne risparmiata
grazie all'intervento degli intellettuali dell'epoca.
Cappella
dei Pontano
Eretta
tra il 1490 ed il 1492 da Giovanni Pontano come tempio funerario per
la moglie Adriana Sassone, la cappella è un armonico blocco di
proporzione rinascimentale, il cui progetto è stato variamente
attribuito, dal mitico Andrea Ciccione a Francesco di Giorgio
Martini. La struttura esterna presenta capitelli e due ingressi con
portali incorniciati da stipiti di marmo bianco elegantemente
intagliato, sul principale dei quali vi sono gli stemmi dei Pontano
e dei Sassone. L'interno ha una copertura a botte ed è un unico
vano rettangolare, che ospita sulle pareti una collezione di lapidi.
Bellissimo è il pavimento maiolicato con forme esagonali con
ritratti, iscrizioni, motivi decorativi e stemmi del committente.
L'altare nasconde una nicchia con l'affresco della madonna col
Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Da una
scaletta ripida si scende nel vano della cripta, che presenta
unicamente un sedile lungo le pareti.
Santa
Maria Maggiore o
la Pietrasanta

Secondo
una leggenda popolare nel 533 sui resti di un edificio romano, in un
sito infestato dal demonio, il vescovo di Napoli, san Pomponio fondò
la chiesa di santa Maria Maggiore, poi soprannominata Pietrasanta
per una pietra con incisa una croce, che si credeva concedesse
indulgenza a chi la baciava. Dal 1591 gestirono la chiesa i Chierici
regolari Minori, i quali affidarono a Cosimo Fanzago il progetto di
una radicale ristrutturazione, che durò dal 1653 al 1678. Dopo
molte traversie, grazie a recenti imponenti lavori di restauro, che
nella cripta hanno evidenziato parti di mura stratificate risalenti
fino al III secolo a.C., la chiesa ha oggi riacquistato la sua
agibilità e il suo decoro. Particolarmente importanti sono le
eleganti cornici di stucco, il bellissimo pavimento mosaicato di
Giuseppe Massa e le sculture settecentesche in stucco di Davide San
Simone nel grande cappellone di destra, oltre al campanile, il più
antico della città, risalente al X -XI secolo.

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