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Decumano
Superiore
Santa
Maria Regina Coeli

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Farmacia
degli Incurabili

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San
Giuseppe dei Ruffi

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Santa
Maria Donnaregina Vecchia

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Palazzo
Arcivescovile

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SS.
Apostoli: chiesa

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San
Giovanni a Carbonara

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Santa Caterina
a Formiello

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Piazza
Porta Capuana

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Decumano
Inferiore
Piazza
del Gesù Nuovo
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Santa
Chiara

SANTA
MARTA

Palazzo
Mazziotti

San Domenico Maggiore
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Il
nostro viaggio nel Decumano Maggiore parte da
Piazza
Bellini

Sviluppatasi un po' casualmente nel tempo, piazza Bellini segna uno dei confini della città greco - romana. Al centro, sono visibili i resti della murazione del IV secolo a.C., che correva lungo l'attuale via Costantinopoli e proseguiva verso piazza San Domenico. Ciò che la rende alquanto scenografica è il convitto di Sant'Antonio delle Monache, attualmente utilizzato dall'Università "Federico II". Non si hanno notizie certe sugli autori, ma gli studiosi collocano la costruzione del complesso nel periodo tra la fine del Seicento e il 1730. Su Via Costantinopoli, si apre invece il portale di palazzo Firrao, sormontato dallo stemma di famiglia e dalle statue della Magnanimità e della Liberalità, virtù che l'ambizioso committente attribuiva a sè stesso. L'edificio fu costruito nel XVI secolo per i principi di Sant'Agata e trasformato alla metà del Seicento: utilizzato fino a poco tempo fa come sede amministrativa dell'Acquedotto Municipale è stato recentemente liberato.
Sant'Antonio
delle Monache

La fondazione del convento, più noto come Sant'Antoniello, risale al 1564 per volere di suor Paola Cappellani. Un intervento compiuto nel 1637 per ampliare il monastero inglobò nella struttura originaria il vicino palazzo dei principi di Conca. A seguito di questi rifacimenti, venne chiusa la facciata originaria, di cui si osservano ancora i resti del portale originale. L'attuale prospetto venne realizzato nel XVIII secolo, assieme al grande scalone a doppia rampa. L'interno della chiesa si presenta secondo le forme barocche, con una ricca decorazione a stucco, mentre l'altare presenta inserti di madreperla.
San
Pietro a Maiella
La chiesa, eretta tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo per volontà di Giovanni Pipino da Barletta, è dedicata a Pietro da Morrone, l'eremita solitario salito al soglio pontificio col nome di Celestino V. L'impianto attuale è rettangolare, a tre navate, con cappelle laterali ed absidali. L'edificio originario, di minori dimensioni, era a pianta quadrata. L'ampliamento, ottenuto con l'avanzata della facciata e l'inglobamento dell'atrio, fu determinato dalla necessità di ospitarvi un'altra comunità di Celestini, che aveva ceduto il proprio convento. Coevi al periodo di costruzione della chiesa sono i cicli di affreschi di due cappelle del presbiterio, raffiguranti Storie di San martino e Storie della Maddalena. Al rifacimento barocco del XVII secolo, si deve il soffitto ligneo a cassettoni decorato con tele di Mattia Preti (Storie della vita di Celestino e Storie di Caterina d'Alessandria). Il convento annesso alla chiesa ospita il Conservatorio di musica. Per maggiori approfondimenti
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