Dinastie
di pittori: i Pratella
Nel
mondo della pittura è frequente il caso in cui in una stessa
famiglia si contano numerosi artisti. Ad esempio, fra le dinastie
pittoriche napoletane più note ricordiamo quelle di Giacinto
Gigante, dei Carelli e dei Matania, dei Postiglione, dei Casciaro,
dei Pratella.
In questo articolo
mi voglio soffermare sulla dinastia Pratella.
Il
capostipite fu Attilio Pratella, sul quale già ho pubblicato due
articoloi specifici nel settembre 2008. Il noto artista
romagnolo-vomerese ebbe cinque figli di cui tre, Fausto, Paolo e
Ada, furono anch'essi pittori.
Fausto
(1888-1964), pure lui paesista, lo incontriamo ancor giovane alla
Prima Mostra d'Arte Vomerese tenutasi nella primavera del 1914 nella
villa De Biase nei pressi di Antignano. Il Corriere del Vomero
definiva la presenza del giovane artista alla manifestazione "una
robusta e geniale affermazione". Stilisticamente, Fausto,
dopo essersi inizialmente ispirato a temi e maniere paterni, si
avvicinò con successo alle correnti innovative del Novecento.
Ada
Pratella (1901/1903-1929) per distinguersi dal padre si
dedicò alla figura ed ai ritratti, con uno stile plastico che
ricordava Mancini.
In occasione di
una sua esposizione del 1928 al Centro artistico-culturale "Gli
Illusi" nel Palazzo Nobile di Rione Amedeo, il Corriere del
Vomero, con toni forse sopra le righe, scriveva: "Il
triplice consenso di vibrante ammirazione degli artisti, degli
amatori e del pubblico, ha salutato questa altra Mostra di Ada
Pratella che è espressione delle sue mirabili, elette qualità di
pittrice dal grande talento, dalla conoscenza profonda del disegno,
dalla viva passionalità del suo forte temperamento di acutissima
osservatrice, dalla genialità del suo riconosciuto valore che
l'hanno definita prima pittrice d'Italia per unanime giudizio dei più
grandi critici e autorevoli competenti".
Purtroppo la
pittrice diede al padre un grandissimo dolore perché morì
prematuramente ad appena ventotto anni.
Paolo
Pratella (1892-1980), fu paesista. Qualcuno ricorda che
somigliava un pò all'attore americano Buster Keaton, anche perché,
come lui, non rideva mai. Dopo aver abitato per alcuni anni a Capri,
lo ritroviamo discutere per lunghe ore davanti ad una tazza di caffé,
a Piazza Vanvitelli, davanti al Sangiuliano, un bar vomerese oggi
scomparso, allora frequentato da artisti.
L'immagine che accompagna questo articolo
raffigura un quadro del 1915 di Fausto Pratella, intitolato "da
Via Tasso" e fa parte di una collezione privata. L'immagine è
stata tratta dal catalogo della Casa d'Arte Vincent n.16.
Antonio La Gala