Emma Giammattei, 

IL ROMANZO DI NAPOLI, 

Geografia e Storia letteraria nei secoli XIX e XX

edizioni Guida, 2003, euro 23,20.

 

Luca Cupiello chiede al figlio Nennillo. “Nun ti piace ‘o presebbio?”

Nennillo (dispettoso) risponde: “Nun me piace”.

Forse sarà stato galeotto il clima natalizio, ma quando, sfogliando un libro che ci ha attratto per la singolare specificità del titolo (geografia e storia letteraria), abbiamo intercettato questo celebre tormentone di “Natale in Casa Cupiello”, ci siamo ulteriormente incuriositi sul contenuto dell’opera, decidendo di leggerlo.

Stiamo parlando del nuovo lavoro che Emma Giammattei, docente di letteratura italiana presso l’Università di Salerno, ha dedicato alla conoscenza della cultura letteraria napoletana degli ultimi due secoli, recentemente pubblicato dall’editore Guida di Napoli, intitolato “Il romanzo di Napoli, Geografia e Storia letteraria nei secoli XIX e XX”.

Come avverte l’Autrice, il libro riprende, rielabora e dispone in maniera organica e compiuta, alcuni contributi, saggi ed articoli da lei pubblicati in varie occasioni, soprattutto negli ultimi anni.

Nella sostanza il lavoro racconta la vicenda letteraria napoletana dalla rivoluzione anche intellettuale del 1799 ai giorni nostri, da Vincenzo Cuoco a Gino Doria e a Starnone di “Via Gemito”. Questa vicenda però non è raccontata secondo la maniera espositiva tradizionale, ma come un capitolo di storia della cultura letteraria napoletana la cui evoluzione viene vista sotto un aspetto culturalmente omogeneo, un’angolazione specifica, quella dei modelli culturali, dei significati profondi e veri che stanno dietro il contenuto e dietro le forme con cui, di volta in volta, nel procedere storico, si esprimono, in ogni determinato momento, il singolo autore, una scuola, un ambiente letterario.

Il libro si articola in due parti.

Nella prima parte, intitolata delle Forme della letteratura e dell’immaginario napoletano ne viene percorso il profilo evolutivo, partendo dall’immaginario letterario rivoluzionario del 1799, attraversando tutta la cultura locale dell’Ottocento e del primo Novecento, passando per Croce e arrivando al racconto di Prisco e Starnone.

Questa prima parte è centrata attorno alla stagione artistico-letteraria del ventennio 1870-1890, che viene considerata, crocianamente, il culmine della vitalità ed espansività della cultura napoletana, soprattutto attraverso la formula del realismo urbano, originale variante del verismo e attraverso la pluralità straordinaria dei modelli teatrali, fra Scarpetta e Di Giacomo.

Nella seconda parte, intitolata Tracce e profili,  viene percorso il mondo degli autori, con il proposito di illuminare ritratti oscurati o dimenticati, come quelli di Leopoldo Rodinò, Floriano Del Secolo, Francesco Gaeta, nonché ri-orientare taluni profili, da Edoardo Persico a Gino Doria, a Elena Croce e snodi cruciali come la poesia digiacomiana e il teatro di Eduardo.

Incrociando i percorsi della prima e della seconda parte, il libro nelle sue circa trecento pagine fornisce in maniera esaustiva un panorama della cultura napoletana, degli autori e delle opere che hanno accompagnato la città negli ultimi due secoli, stabilendo continue e diffuse correlazioni con il panorama letterario di ogni epoca e di tutti i tempi.

Nonostante la natura ardua e specifica della materia, trattata in maniera specialistica e approfondita, noi abbiamo trovato il libro comprensibile e godibile da chiunque vi si accosti con interesse e curiosità.

In appendice il lavoro riporta un elenco degli autori citati, a cura di N.Ruggiero e G.Genovese, che per numero di autori considerati (circa ottanta), per la capacità di fornire di ognuno di essi un profilo biografico e critico sintetici ma compiuti, è da considerare un prezioso strumento di consultazione, soprattutto per quanti, non addetti ai lavori, troverebbero difficoltà a reperire alcune informazioni.

 

Antonio La Gala, 30 dicembre 2003

  napoliontheroad  napoliontheroad  napoliontheroad