MARE MITO : UNA FAVOLA “PER GRANDI”

Antonio Possenti 

a Castel dell'Ovo

                                           di Sarah Galmuzzi

                                                                 

        E’ in corso a Napoli, nella poderosa cornice di Castel dell’Ovo Mare Mito, una “mostra incantata”, accattivante e suggestiva che ci racconta la storia del mare.

        Un mare con cui l’artista – il pittore lucchese Antonio Possenti- non ha grande familiarità per via delle sue origini, ma che ha conosciuto da bambino, in una Lucca devastata dalla guerra,  quando sfollato, divorava febbrilmente i romanzi d’avventura, le leggende, i racconti mitologici.

        Di quel mare fantomatico Possenti ha conservato e amato il ricordo trasformandolo – attraverso la sua incontenibile fantasia - in un universo brulicante di vita e colori e finendo col restituirne un’immagine fantastica, surreale, stregata.

        Nasce così , quasi inevitabile, la decisione di dedicare al mare un intero ciclo della sua produzione pittorica.

        Circa una novantina di pezzi, tra formicolanti tele multicolori e mappe nautiche dalle quali l’artista si è divertito a ricavare figure animali e antropomorfe.

        Uomini, donne, divinità impossibili, animali, mescolati tra loro, talvolta fusi in improbabili abbinamenti, e ancora conchiglie, onde, barche, e poi mare, tanto  mare, che spaventa, affascina i piccoli protagonisti dei dipinti,  li inghiotte e poi li risputa, oppure li accarezza dolcemente.

        Possenti  ci presenta così un mondo incantato,  vittima di un sortilegio, saturo di mito, di favola, di leggenda : ispirato dalle letture di  Conrad, Melville, Defoe, affascinato dall’universo onirico di Chagall, dal sovraffollato  mondo di Bruegel e di Bosch, o ancora dall’inquietante ricordo di Goya.

        Ma i suoi non sono prelievi puntuali e precisi, sono rielaborazioni, visioni personalissime di un mare-padrone che turba i letarghi umani impossessandosi della quiete del sonno per sconvolgerla e infestarla di paure ed angosce.

        Chi si avvicini ai dipinti di Possenti, non ha però l’immediata sensazione  di inquietudine e sgomento, forse per via della tavolozza coloratissima e preziosa, forse perché i suoi personaggi sono resi in modo buffo al limite della caricatura, forse perché le tele  brulicanti di vita sono riempite in ogni angolo in una sorta di horror vacui  che distoglie lo spettatore dal senso più profondo del dipinto, travolgendolo in una spirale di colori e di segni. 

        Ma come la più rassicurante delle fiabe, anche quella raccontataci da Possenti, nasconde un messaggio “altro”: il suo protagonista non è infatti l’uomo, ma la coscienza di se’, che vive a cavallo tra il mondo inafferrabile e indecifrabile dei sogni e la realtà della vita materiale.

        Un confine che è labile, facile da varcare, facile a confondersi, un confine che Possenti traccia e determina con un  grafismo sfrenato, una  tavolozza ricercata,  i segni preziosi.

        E’ attraverso questi strumenti, infatti, che l’artista schiude il varco per il mondo dei sogni, facendo attraversare ai protagonisti dei suoi dipinti lo stesso specchio oltrepassato da Alice. 

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