Antonio Spagnuolo

“PER LEMBI”

 

note di Fiorella Franchini

 

 

Nella silloge “Per Lembi” Antonio Spagnuolo ha “quel tono giusto di parlare a se stesso, ch’è il segreto della grande poesia”.

Trentacinque stanze per raccontare un’esistenza, le sue illusioni, i rimpianti, i ricordi, le malinconie, le emozioni, l’amore.

“Più la vita va verso il traguardo finale, più Antonio ne sente il fascino, la bellezza, il senso della perdita” aveva sottolineato nel 2001 Dante Maffia.

- Nuda la casa, trasparente nel silenzio

di frammenti.

Vorrei moltiplicare il tempo ormai fallito

E rincorro petali visioni…–

Dolcezze e incanti, affetti e disinganni, suggestioni leggere e “sotterranee affinità elettive tra gli esseri e la natura” arredano raffinati ambienti poetici con le rifiniture formali, essenziali dei versi.    

La maturità accende l’estro di Spagnuolo, la sua poesia è più intensa, più ricca di risonanze senza rinunciare al rigore che l’ha sempre contraddistinta.

Il suo mondo poetico contempla e amalgama, secondo Antonio Filippetti, tre elementi: analisi del linguaggio, senso del tempo, ricerca di se stesso. Ognuno di esso fa riferimento ad una realtà psichica ed emotiva che, attraverso la scelta di una scrittura rigorosamente alogica, si universalizza, raggiungendo un’estremizzazione dei significati.

Il suo percorso è sempre stato particolare, ha affermato Felice Piemontese durante la presentazione del volumetto alla Libreria Guida Merliani. Fin dalle prime opere l’autore ha seguito una linea che rifiutava l’ossequio alla tradizione e, senza essere avanguardista, restava costantemente sperimentale.

Nel corso degli anni l’attenzione sempre maggiore al conscio e al preincoscio, la sensibilità socio-antropologica, l’esperienza umana, personale e lavorativa, hanno ampliato il ragionamento poetico di Spagnuolo.

Le poesie di questa silloge hanno il respiro del mondo e al tempo stesso una trasparenza cristallina. Le similitudini intricate e le parole preziose si rincorrono, si richiamano, esaltano la vita e spingono a non isolarsi, a non angosciarsi, anche nel rimpianto del tempo che passa.

- Dimentico richiami per non singhiozzare:

vuoterò beffarda linfa un domani,

quel domani che si abbandona

ai calcagni, vischioso, seducente,

in un brivido di malinconia…-

Realtà, sogni, sentimenti, ricordi sono incastonati in versi misteriosi che creano una liricità mistica.

Il poeta non utilizza soltanto il vocabolario della medicina, della chimica, della fisica ma, come ha già sperimentato nella raccolta precedente”Rapinando Alfabeti”, attinge ampiamente al mondo delle immagini e dei suoni, al paesaggio naturale, per arricchire un linguaggio fedele ad un’attualità emotiva dominata in eguale misura da rimpianto e consapevolezza, amore ed erotismo.

Le presenze femminili di questa raccolta sono vive, sussultanti, terrene e celesti insieme, ignare seduttrici o silenziose compagne di vita. La carica erotica che le accompagna trascende la carnalità e diventa sogno e mito.

Non solo meraviglie di gesti e di respiri, “piedi coturnati”, “capelli disadorni” di giovani figure in questo canzoniere d’amore, ma pigrizie e forme già stanche. Il poeta rintraccia nella sua donna ideale o sublimata, certezze e speranze offuscate dal perduto senso del domani.

I “lembi”, cornice metaforica di ciò che è accaduto e che accadrà, secondo la definizione dello stesso autore, restringono prepotentemente gli spazi del vissuto, riempiendoli con “la poltiglia degli anni ormai trascorsi”, “con le immagini vaghe del rimpianto”, ma resta il corpo di Lei.

-Muteranno le tue curve, le cosce, il seno…

…Poterti ritrovare,

…tra sogno e stupore della mia vecchiaia:

nella stanza a spirale…-

 

Come ha scritto Carlo Rao “ancora una volta l’eros di Spagnuolo punge e richiama”, vivifica ogni verso, conducendolo oltre il visibile a rubare con originalità i segreti del proprio essere, la precarietà e la bellezza dell’esistenza.

 

-…Non basta meraviglia per le rughe,

le arterie ingigantite,

il senso della mia erosione.

Ritroverò nel ventre quel paesaggio

dove la spiaggia ha colori ancora intensi.-

 

 

(Fiorella Franchini -  NAPOLIONTHEROAD - FEBBRAIO  2005)

 

Antonio Spagnuolo

“PER LEMBI”

Manni Editore

San Cesario di Lecce   2004

pp. 77        Euro 10,00

  

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