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CERIMONIA
DI PREMIAZIONE del PRIMO CONCORSO DI POESIA HUMANITER
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“La
poesia può fare cento e una cosa, rallegrare,
rattristare,
turbare, divertire, istruire
-
può
esprimere ogni possibile sfumatura di sentimento,
e
descrivere ogni immaginabile tipo di evento,
ma
c’è una cosa che tutta la poesia deve fare:
lodare
tutto quello che può
per
il fatto che è ed esiste.”
Wystan Hugh Auden
Sabato
20 marzo, nella sala conferenze dell’Humaniter di Napoli, si è tenuta la
cerimonia di premiazione dei vincitori del I Concorso di poesia della Fondazione
Humaniter.
Sul
palco il Presidente della Società Umanitaria, Massimo della Campa, ha
ringraziato la Commissione giudicatrice, i volontari dell’associazione e tutti
i partecipanti, congratulandosi, con palese compiacimento, per il grande
successo della manifestazione.
Un
impegno difficile, ha sottolineato il Presidente della giuria Antonio Spagnuolo
- poeta e fondatore del più importante sito di poesia del mondo Vico Acitillo -
che ha richiesto un serio ed attento lavoro di selezione da parte del gruppo dei
giurati composto da Mario Pagano, direttore di Napoliontheroad, ideatore e
organizzatore del premio, Fiorella Franchini, scrittrice, Aldo Putignano,
Stefania Parisi e Gino Parrella, docenti di scrittura creativa.
Il
concorso, diviso in tre fasce d’età, si è proposto, essenzialmente, di
portare alla luce il sentimento poetico celato in ognuno dei concorrenti. Grande
attenzione, dunque, per le emozioni e per la sensibilità contenute nei versi,
per quel che c’è di misterioso in ogni poesia e che nessuno sa interamente,
neppure chi scrive.
Sincera
commozione ha suscitato la premiazione dei più giovani, Paola Lucrezi, prima
classificata della Fascia Argento con la poesia “Canto di primavera“, per
l’abile modulazione del ritmo poetico in un linguaggio già maturo e Federica
Ciccone, II classificata con la poesia “Oltre il cielo“, dolce, delicata,
ricca di forti emozioni, letta con intensa partecipazione dalla giovanissima
autrice.
Per
la fascia Oro I Premio a “Storia di un clown” di Emiliano Buglione, ritratto
di un’anima che dietro una maschera assurda piange, ride, cammina su di un
filo, “sempre in bilico” ma sempre fiero della sua imperfezione.
II
classificata Valeria Pettorino con la poesia “Sonetto al limone”, per
l’efficace commistione di gioco ed impeccabile perizia metrica.
Particolarmente
applaudita la poesia vincitrice della fascia Platino, “Tu mi dici” di
Giuseppe Vetromile. “Inutile mano di poeta sconosciuto”, questo il motto
dell’autore, ha tracciato con stile versi ricchi di contenuti profondi, con
padronanza di linguaggio ha espresso sensazioni intense.
Assente
Roberto Marzano di Chiavari, II premio per la poesia “Ricordo della riviera
Ligure”. Un testo che ha colpito la giuria per la forte carica espressiva con
la quale ha interpretato il drammatico e violento confronto con il quotidiano,
una denuncia che non è solo rabbia ma riflessione attiva sul vivere umano.
Segnalazioni
per Elisabetta Di Grezia, Mariarosaria Riccio, Marcello Lazazzeri.
Le
sei poesie vincitrici, applaudite da un folto pubblico e da scrittori come
Massimo Siviero e Paolo Celentano, giornalisti come Antonio Filippetti, oltre a
ricevere un congruo assegno spendibile in libri presso la Libreria Guida,
saranno pubblicate sul sito “Homo scrivens”.
L’alto
numero dei concorrenti provenienti da tutte le regioni d’Italia e
dall’estero e la qualità dei componimenti hanno dimostrato ancora una volta
il profondo e continuo interesse verso la poesia e la necessità di dare spazio
all’ispirazione e alla creatività dei giovani e dei meno giovani.
Un
bisogno sociale di cui la Fondazione Humaniter, sempre attenta alle necessità
dei suoi iscritti e della società civile, si fa interprete, promuovendo corsi
di vario genere, attività artistiche, e iniziative come questo Premio che mira,
non solo a organizzarsi per il prossimo anno, ma soprattutto a inserirsi a pieno
titolo nell’ampio panorama dei concorsi nazionali ed internazionali.
Bisogna
dar più spazio alla Poesia, per crearla ma anche e soprattutto per leggerla.
Qualunque sia il giudizio sullo “stato della Poesia”, comunque si voglia
definirla, una malattia del cervello o un lavoro sublime, essa rappresenta
indiscutibilmente la vita, l’umanità, il mondo e dentro di loro si mescola,
si combina e si trasforma in cristalli dalle mille sfaccettature che abbagliano
il cuore.
(Fiorella
Alosa – NAPOLIONTHEROAD – marzo 2004)