Intervista a Carlo Pecoraro 

                                                                                  

di Francesca Ferrara

 

 

“Over Jazz” si chiama la rassegna di musica jazz in corso a Salerno al Teatro Verdi. Giunta alla sua decima edizione, e in occasione del prossimo concerto, il 23 Febbraio, Napoliontheroad ne parla con il suo direttore artistico, Carlo Pecoraro.

 

Domanda. Jazz, un genere musicale forse ancora poco conosciuto.

Risposta. Assolutamente no! In Italia così come in Campania il jazz è una musica molto seguita. Basti pensare che la nostra penisola conta più di 120 festival: da Clusone alle Bocche di Bonifacio.  Nella sola provincia di Salerno ci sono cinque  manifestazioni importanti più un’orchestra nata in seno all’Università di Fisciano. Il gota dei jazzisti italiani poi è tutto concentrato sull’asse Salerno-Napoli, dai nostri fratelli Deidda (Sandro, Dario e Alfonso), Scannapieco, Mazzariello, Amato; ai napoletani De Vito, Zurzolo, Onorato, solo per citarne alcuni

 

D. Da quanto tempo ricopre il ruolo di direttore artistico della rassegna musicale? Quali gli sviluppi sotto la sua direzione?

R. La rassegna è nata dieci anni fa in un club salernitano, il Fabula. Io mi occupo della direzione artistica da cinque anni. Gli sviluppi? Abbiamo costituito un’associazione denominata Itinerari è, insieme ad Antonio Mogavero abbiamo sviluppato un progetto che legasse il jazz al turismo. Quest’anno infatti, siamo stati invitati alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano per presentare la nostra iniziativa. Un primo passo per affermare una nuova tipologia di promozione turistica così come già accade a Perugina per Umbria Jazz.

 

D. Jazz oggi: un genere musicale quanto diffuso tra i giovani?

Uno dei pregi del jazz sta nel fatto di essere una musica che accontenta i gusti di tutti. La forbice di pubblico è molto vasta (dai 20 ai 60 anni); un pubblico non necessariamente colto, così come per anni è stato identificato l’appassionato di jazz. I giovani seguono questo genere per diversi motivi ma, a mio avviso, gli aspetti innovativi della contaminazione hanno favorito un maggiore “dialogo” tra le parti.

 

D. Jazz, un genere musicale forse ancora poco conosciuto. In sintesi, storia, filosofia e sound.

R. Ripeto, se tanti Enti locali investono risorse pubbliche nella programmazione di manifestazioni di jazz, credo che non siamo di fronte ad un genere musicale poco conosciuto, tutt’altro. Pensi che il Sindaco di Roma, Veltroni, ha istituito la Casa del Jazz… Storia, filosofia e sound. Sicuramente il jazz è un modo di vivere, non solo per i musicisti. La storia poi, racconta di discriminazioni e soprusi ma anche di emozioni di terre lontane. Una grammatica più o meno comune a tutti, ma linguaggi diversi che si raccontano tra swing ed improvvisazione.

 

D. Quando inizia il suo interesse verso questo settore?

R. Nasce dopo aver divorato tutta la storia della musica moderna. Poi un bel giorno da una dispensa venduta in edicola acquisto la prima cassetta di un pianista afro-americano, Thelonius Monk… in assoluto un genio! E’ stata come una folgorazione. Oggi fortunatamente riesco anche a porgere l’orecchio verso cose diverse dal jazz e comprendo quanto sia importante il legame con le nostre tradizioni. Il jazz è una musica folklorica nata dall’incontro-scontro tra due etnie diverse: gli africani “importati” in America e quella dei colonizzatori europei che occuparono i primi territori oltre oceano. Quando penso a ciò non posso fare a meno di pensare al patrimonio culturale che la nostra regione esprime in tutto il mondo e di chiamare jazz e la musica di De Simone, quella degli Almamegretta e quella di Luigi Cinque.

 

D. Quali gli ospiti che hanno calcato il palco?

R. Quest’anno abbiamo fatto un percorso sulle voci e, al Teatro Verdi di Salerno dove si consumano i tre eventi centrali della rassegna, abbiamo ospitato Nicola Arigliano, Sergio Cammariere e domenica 23 avremo il quartetto francese di Stefano Di Battista che ospita la voce di Nicky Nicolai. L’ultimo disco di Di Battista, sassofonista romano, è stato pubblicato dalla prestigiosa etichetta Blue Note  e s’intitola “Round About Roma” registrato con l’orchestra sinfonica Les Archets de Paris diretta da Vince Mendoza.

 

D. Perché la scelta di Salerno?

R. Perché è la mia città.

 

D. Quali le prossime tappe della rassegna?

Il programma si concluderà il prossimo 4 aprile. Le location sono il Fabula Club e altri siti della città. Per questi ultimi abbiamo immaginato una Special Edition di sette concerti. Assolutamente da non perdere il giovanissimo sax alto Julien Lourau, francese ancora sconosciuto in Italia che ha inciso per la Label Blu un disco strepitoso: “The Rise” (venerdì 7 marzo); il quartetto con il contrabbassista Cameron Brown e il batterista Billy Hart (domenica 16 marzo); ed il duo napoletano piano e batteria: Luca Urciuolo e  Mauro Smith (venerdì 4 aprile).

 21 Febbraio 2003

                                                                   

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