Napoliontheroad
intervista Loredana Lipperini, giornalista e
curatrice della prima antologia narrativa dedicata alla Blogosfera
edita da Einaudi, La Notte dei Blogger.
QUANDO
DAL WEB SI PASSA AL LIBRO. DAL BLOG ALLA CARTA
Diciotto
autori, diciotto racconti: stili, voci, ritmi, scritture e strutture del
narrare diverse tra loro.
Un coro con tanti solisti, un’unica particolarità: essere Blogger.


di
Francesca Stefania Ferrara
Domanda.
Il proliferare delle piattaforme dei ‘diari in rete’
(weblog) ha visto la nascita di una vera e propria Community denominata Blogosfera.
“La Notte dei Blogger” Ed. Einaudi per la
collana Stile Libero/Extra, è da pochi giorni sugli scaffali delle librerie.
Come
nasce il progetto editoriale? Quali destinatari?
Risposta.
La spiegazione è molto semplice. Senza addentrarmi nella definizione di blog
(ne ricaverei qualche guaio e molte bacchettate, suppongo), credo che esista e
si vada rafforzando un desiderio di scrittura che porta a fare della blogosfera
uno dei luoghi più interessanti dove si discute di narrazione. E
dove la narrazione, giocoforza, si fa. L’idea
era quella di chiedere ad alcuni blogger di scrivere per un altro mezzo: la
carta, il libro. Dunque utilizzando uno schema che è
diverso dal post e che al libro è consono, come il racconto. Non credo
che si possa tracciare il profilo del destinatario ideale: in assoluto, forse,
coloro che leggono narrativa e che da
quest’ultima chiedono, anche, scritture nuove.
D.
Il web ha da sempre la grande virtù di essere
libero e tramite l’acquisto di un dominio essere padroni di pubblicare e
responsabili per il proprio pensiero impresso in ‘calce digitale’.
Oggi esiste una libertà maggiore rappresentata e costituita dai blog che
permette di autoeditarsi
senza che via sia un taglio dell’informazione o del pensiero che si voglia
trasmettere, creando, attraverso i commenti, una specie di forum e discussione
continua e in diretta, su argomenti di varia natura ed attualità. Una realtà
sempre più concreta che ha esercitato, in taluni casi, anche una funzione di
‘talent scout’ per alcuni giovani aspiranti
scrittori, opinionisti televisivi, giornalisti…etc…
R.
Secondo me ha ragione chi sostiene che i blog
rappresentano l’unica parte vitale della rete, oggi come oggi. Non sono
semplicemente un mezzo come un altro per comunicare: credo che sia giusto
definirli un sistema complesso, in grado di modificare dal profondo la
comunicazione stessa. E’ vero anche che, fra le altre cose, possano essere
utilizzati per individuare scritture nuove. In America avviene, da qualche
tempo, con regolarità: esistono agenti letterari che si occupano
esclusivamente di proporre alle case editrici testi di blogger. Credo che sia
abbastanza ovvio: fino a non molto tempo fa gli editori frequentavano, per
dire, manifestazioni come “Ricercare”, a Reggio Emilia, dove venivano
selezionati e letti testi di esordienti. Simona Vinci, per
fare un solo nome, è stata scoperta in quella sede. E’ probabile che
anche in Italia l’editoria cominci a cercare nuovi autori sul web.
D.
Quale racconto dei diciotto che compongono l’antologia l’ha maggiormente
colpita e perché?
R.
Mi hanno colpita tutti, evidentemente.
D.
«Il blog è frenesia, è tutto e il contrario di tutto, è antica attitudine
alla confidenza e fiorire di nuovi percorsi e neologismi». Questa
definizione, si trova in “Diario di una blogger”, Ed. Marsilio
di Francesca Mazzucato, Lei è d’accordo?
Quale la sua personale definizione di Blog?
R.
Mi piace la definizione letterale di giornale di bordo. Quello che, in “Dracula”
di Bram Stoker, viene
aggiornato dal comandante della nave che nella stiva trasporta la bara del
vampiro.
D.
Cosa è la rete e cosa rappresenta per Loredana Lipperini?
Quali aspettative ha per un prossimo futuro?
R.
Beh, posso rispondere solo alla prima domanda.
Ho vissuto in prima persona i deliri da net economy
e ho visto con quanta rapidità molti facili
profeti sono stati smentiti…Per me la rete è una frequentazione quotidiana,
un luogo di lavoro, di incontri, di scoperte.
Non è evidentemente pensabile farne a meno.
D.
Ha un sito personale o un blog? Se no, perché?
R.
No, non ho un sito e non ho un blog. Fino a qualche mese fa, avrei risposto
“non ho tempo di aprirne uno”, ma mi rendo
conto che si tratta, probabilmente, di un alibi.
Credo, invece, che chi scrive su carta, per un giornale nel mio caso, debba
avere un blog. Un esempio: io ho scritto quattro articoli su “La
Repubblica” dedicati alla blogosfera. Dopo i
primi due, sono stata allegramente triturata: ma le osservazioni e le critiche
che mi sono state fatte, in parte corrette, tutte
legittime, mi sono state molto utili per capire e correggere il tiro
successivamente. Un giornalista
deve avere un feedback con i propri lettori. Perché,
dunque, non lo apro? Perché quando mi sono
convinta a farlo, è partito il progetto dell’antologia. A quel punto mi
sono detta che probabilmente il mio ingresso nella blogosfera
sarebbe stato letto come un gesto opportunista. Dunque,
ho rimandato.
D.
“La Notte dei Blogger” battezza l’opera
prima di un’antologia di narrativa dedicata agli scenari virtuali ma
concreti della Blogosfera. In cantiere si pensa già
ad un secondo volume e alla ricerca di altri
piccoli ‘talenti’ dal facile
inchiostro sul web?
R.
Questa è una domanda da girare a Stile Libero di Einaudi.
In compenso so che alcuni blog stanno raccogliendo racconti per una controantologia.
Ben venga, naturalmente.
D.
Quale il riscontro da parte del pubblico dei lettori, della rete e dalla
stampa sino ad ora?
R.
Se la domanda riguarda le vendite, è ancora presto
per giudicare l’accoglienza da parte dei lettori. La stampa ci ha fin qui
seguito con attenzione: sul sito realizzato dagli autori, www.lanottedeiblogger.com,
c’è una sezione che raccoglie gli articoli usciti fino a questo momento.
Quanto alla rete: mi sembra che qualcuno ne abbia
parlato, ma senza enfatizzare. O sbaglio?
8
Novembre 2004