INTERVISTA A GIULIO DE MARTINO: IDENTITA’ MERIDIONALE

 

Il 28 novembre 2003 presso la libreria Il Pavone Nero in via L. Giordano 10/a, il terzo volume della serie Identità Meridionale, atti del ciclo di seminari promossi dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale nel corso del 2002. Il volume raccoglie i testi delle relazioni di argomento filosofico svolte da Giuliano Minitiello dell’Università di Salerno e da Giulio de Martino dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, raccolti e presentati da Pasquale Giustiniani e Saturnino Muratore.

Pasquale Giustiniani e Giulio de Martino ne parleranno durante la presentazione.

Napoliontheroad rivolge alcune domande sul significato della ricerca effettuata a Giulio de Martino.

 

di Francesca Stefania Ferrara

 

Identità Meridionale, significa cosa?

Significa peculiarità culturale e sociale delle regioni meridionali italiane oggi

 

La necessità di riparlarne deriva da?

E’ un’iniziativa della CEI di sollecitare le facoltà teologiche del Mezzogiorno a promuovere incontri interdisciplinari con studiosi di vario orientamento culturale per focalizzare, di fronte all’emergere di fenomeni localistici, in diverse parti d’Italia, il modo in cui il Mezzogiorno oggi va ad inserirsi nel contesto europeo.

 

Cosa era in passato, cosa è oggi e cosa sarà domani l’I. M.?

Innanzitutto, nell’ambito della riflessione filosofica, il Mezzogiorno si segnala come una realtà culturale in cui è possibile annodare radici molto lontane con le problematiche del presente. Esiste quindi senz’altro un’antichissima tradizione filosofica che ha avuto origine nelle terre del Sud, pensiamo alla mitica tradizione timaica, di Pitagora e Parmenide. Questa tradizione è stata variamente reinterpretata nel ‘700 da G. Vico e poi nell’800 dagli hegeliani napoletani, fino a trovare un suo peculiare compimento nella scuola neo-idealista di Croce e Gentile. Il problema del presente e quindi del futuro è apparso allora quello di mettere in discussione proprio quest’ultimo tratto della tradizione filosofica meridionale, mettendolo a confronto con le emergenze dell’inserimento del Mezzogiorno nel nuovo stato unitario.

 

Oggi, essere meridionali comporta che cosa? Agevolazioni…Ostruzionismo?

Comporta la possibilità di osservare il presente della globalizzazione da un’angolazione critica e quindi di valorizzare la parziale estraneità del Mezzogiorno ai processi di modernizzazione oggi imposti.

 

In un’Italia che dovrebbe essere ‘unita’, parlare d’I. M. non significa rilanciare un’identità anche nordica o quantomeno leghista?

Le identità, o meglio le appartenenze, non nascono per contrapporsi l’una all’altra in modo conflittuale: questo io lo definisco piuttosto come una forma di barbarie. Le appartenenze esistono per consentire all’umano di evolversi dentro e fuori i suoi confini storici e culturali.

 

  

Napoli, 25 Novembre 2003

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