BAIA, CUMA, PARADISI TERRESTRI TESTIMONI DI STORIA RICCHI DI SUGGESTIONI: reportage sui Campi Flegrei

 

 

foto di Francesca Stefania Ferrara

 

BAIA è un'insenatura a sud-ovest del Golfo di Pozzuoli, compresa fra il Castello Aragonese e la Punta di Epitaffio, dove un tempo sorgevano suntuose ville marittime. Secondo la tradizione poetica fu Baios, nocchiero di Ulisse, lì sepolto ad aver dato nome al luogo. Il luogo, di per sé, è celebre per le sue acque termali che sgorgavano dalle pendici della collina, per il clima mite e per la bellezza del lido, molto più vasto di oggi ma sommerso in buona parte successivamente al bradisismo. Il Parco Archeologico di Baia è costituito da vari settori, ciascuno dei quali rispondeva ad un uso particolare: Il primo, Villa dell'Ambulatio (II-I sec. a.C.), la cui odierna fisionomia discende da una ristrutturazione del I° sec. d.C.) si articola su sei terrazze che, unite da scale interne, scendono verso il mare. Il secondo, invece, è il Settore di Mercurio, ove si trova la più grande sala termale di tutti i Campi Flegrei, vasca per bagni termali freddi realizzata fra la fine dell'età repubblicana e gli inizi dell'età imperiale, con una pianta circolare di mt. 21,55, quasi la metà del Pantheon di Roma. Il Settore di Mercurio, in epoca medievale, fu chiamato dagli abitanti del luogo, 'truglio' e gli umanisti napoletani credettero si trattasse di un tempio e da qui il nome inesatto di "Tempio di Mercurio". Il terzo settore, è il Settore della Sosandra: esso, delimitato da due scale monumentali, si sviluppa su tre terrazze ove trovano sede il 'quartiere soggiorno e di residenza' dove nel 1953 fu rinvenuta la statua di Afrodite Sosandra, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, copia romana di quella realizzata dallo scultore greco Calamide (V sec. a.C.); la terrazza di mezzo è occupata dal 'Teatrino Ninfeo' e la piscina quadrata chiusa da un quadriportico sul quale si possono ancora ammirare degli affreschi. Il quarto, il Settore di Venere, caratterizzato dalle sorgenti di vapore acqueo, ebbe una destinazione solo termale. Costruzione ottagonale che pare fosse coperta da una volta a forma di conchiglia o ad ombrello di ben sedici spicchi. Il quinto, ed ultimo settore, il Tempio di Diana, è un edificio di età severiana con pianta circolare all'interno e ottagonale all'esterno con cupola a ogiva, un tempo; era probabilmente una vasta sala termale, un sudatorio o una piscina coperta in cui confluivano le acque minerali delle sorgenti termali.

CUMA è complesso archeologico che racchiude il Tempio d'Apollo, l'Antro della Sibilla ed il Tempio di Giove. Secondo un'antica leggenda, la citta' di Cuma venne fondata verso la fine dell'VIII secolo A.C. da alcuni coloni dell'isola di Eubea, che guidati da una colomba inviata dal dio Apollo, giunsero su questa terra. Quando Puteoli divenne il porto principale di Roma, Cuma decadde in breve tempo e fu ricordata solo come luogo tranquillo, solitario e di culto per la presenza dell'antro della Sibilla. Lungo la sponda orientale del mitico Lago d'Averno, si ammira la grandiosa sala termale, nota come "Tempio di Apollo", di età adrianea, coperta da una cupola con un diametro di circa 38 metri, di poco inferiore a quella del Pantheon a Roma. Bella e ricca di suggestioni la visita a Cuma; sono questi i luoghi dove Enea ebbe i responsi dalla Sibilla.
Ed è proprio qui che si trova il famoso Antro della Sibilla; un monumento interamente scavato nel tufo che allo stesso tempo affascina ed incute paura per l'atmosfera di mistero che lo circonda. Secondo le descrizioni di Virgilio nel VI libro dell'Eneide, è proprio questo il luogo in cui risiedeva la famosa sacerdotessa di Apollo. Uscendo dall'antro della Sibilla e seguendo la via Sacra si arriva ad un punto in cui la strada si biforca; da un lato c'e' un ampia terrazza (il belvedere). Dall'altro lato la strada prosegue e conduce al tempio di Apollo ed ancora più in alto al Tempio di Giove, da cui si può godere di una veduta bellissima. Si tratta di un tempio greco del V sec. a.C. , di cui rimane solo il tracciato del podio, che la tradizione attribuisce a Giove. Nel V sec d.C. fu trasformato in basilica cristiana. Sulla terrazza inferiore si trova il Tempio di Apollo, la cui leggendaria costruzione è attribuita al mitico Dedalo, che qui atterrò dopo il favoloso volo da Creta.

Proprio in questi luoghi dalle origini antiche e dalle suggestioni ancora così forti si terrà, dal 29 giugno al 3 Luglio 2005,  lo stage di scrittura creativa, voicing, ed espressione visuale Mythos, organizzato dall'Ass. Culturale Aldebaran Park e dal laboratorio Lalineascritta condotto da Antonella Cilento la quale sarà affiancata per il Voicing dal trainer-voicer Rosaria Maglio e per l'espressione visuale da Iole Cilento. Scopo dello stage è portare i partecipanti ad interpretare Baia con la scrittura, con le immagini, con i suoni, raccontando così, in una modalità del tutto nuova e amena, i Campi Flegrei, grazie all'approccio diretto con le suggestioni che il luogo suscita. Oltre a Cuma e Baia, altro luogo dello stage sarà il Castello di Baia, castello aragonese la cui costruzione la si deve sotto il regno di re Alfonzo nel 1495. Danneggiato dall'eruzione del Monte Nuovo del 1538, l'edificio fu ristrutturato e ampliato per ordine del viceré spagnolo don Pedro de Toledo. Oggi, una buona parte della fortezza è occupata dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei dedicata ai Gessi di Baia, frammenti di gesso scoperti nel 1954 nel settore della Sosandra (Parco Archeologico) e al Sacello degli Augustali di Miseno, tempio consacrato agli imperatori divinizzati, riportato alla luce a Miseno tra il 1968 e il 1972.

Lo stage parte e si concluderà presso la struttura di Batis, Rooms Food Art Lounge Cafè, primo sistema di ospitalità integrato con il territorio di Baia, genius loci,emotività, modo di vivere appieno un luogo, di interpretarlo,  per conoscerne  il contesto storico, le persone, la natura, il paesaggio  e la cultura. Batis nasce dal progetto di recupero e restauro del più antico quartiere domestico costruito nell’1800, integrato nel  Complesso archeologico – monumentale di Baia tra i resti dell’imponente “Palatium Baianum”- il  complesso residenziale imperiale situato tra la vegetazione mediterranea della collina di Baia e la punta del Castello Aragonese. Al periodo compreso tra il 1887 e il 1897 è da ascrivere la trasformazione dei ruderi e degli edifici residenziali nel quartiere domestico  in cui molto probabilmente era situato l’accesso ad uno dei settori del Palatium imperiale di Baia che gli archeologi identificano con le Terme. Ideale collegamento tra  la Baia moderna e la storia di questo territorio, la struttura riprende la funzione degli Hospitalia, le antiche strutture ricettive che, dopo la decadenza dell'impero romano, furono destinate ad ospitare i frequentatori delle Terme di Baia.

Per informazioni sullo stage Mythos consultare il sito http://www.lalineascritta.it/ oppure scrivere a uff.stampa_aldebaranpark@email.it

(Francesca Stefania Ferrara - NAPOLIONTHEROAD - 28 Maggio 2005)