CILENTO: RICCHEZZA NATURALE DI RISORSE AGRICOLE,TURISTICHE,AMBIENTALI

Reportage - guida alla scoperta

della bellezza delle terre nostrane

Foto e testo di Francesca Ferrara

 

    

Il CILENTO, subregione montuosa campana di 2400 kmq sul Mar Tirreno, restituisce ai residenti così come ai turisti uno scenario  variegato fatto di natura, monti, mare, eventi culturali, degustazione di prodotti tipici locali, percorsi artistici e gite in oasi naturali protette.

Parlare del CILENTO, significa  rendersi conto dell’esistenza di una vera e propria regione prevalentemente montuosa, costituita dal PreAppennino Campano: una natura aspra, calcarea e dolomitica, dai frequenti fenomeni carsici, che hanno contribuito a modellare la forma del suolo, ma anche macchia verde coltivata intorno alle valli e ai fiumi, dal regime torrentizio - come il Calore, affluente del Sele, e il Busento, il Mingardo e l’Alento -  a tabacco, cereali, ortaggi, agrumi, fichi, olive e viti, foraggi e pastorizia, oggi aspetto integrante del turismo nelle zone costiere di Paestum e Palinuro.

Nel 1996, con il D.P.R. 5-VI, fu istituito il PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO (la cui sede è a Vallo della Lucania), una delle maggiori valli appenniniche dirette longitudinalmente nonché comunità montana con superficie di 181.048 kmq, una pianura stretta ed allungata, che si estende da Casalbuono a Polla - tra il Cilento e l’Appennino Lucano (prov. Salerno), con altitudine media di 450metri, lungo 37km, largo da 2 a 6 km; è percorso dal Tanagro (canalizzato) -  con sede a Padula e facenti parte i seguenti comuni BUONABITACOLO, CASALBUONO, MONTE SAN GIACOMO, MONTESANO SULLA MARCELLANA, POLLA, SAN PIETRO AL TANAGRO, SAN RUFO, SANT'ARSENIO, SANZA, SASSANO, TEGGIANO situati tra i monti Alburni, il massiccio del Cervati, il Monte Motola e la catena della Maddalena, che segna il confine con la vicina Basilicata. Un tempo regione-palude, è stata successivamente più volte bonificata e oggi si presenta come una piana fertilissima e fiorente la cui popolazione è raccolta in piccoli centri lungo la costa, alta e dirupata, o su poggi dordali.

ARTE, STORIA, TURISMO. Il Vallo prende il nome dall'antica Dianum (oggi Teggiano) dove si narra ebbe luogo la famosa battaglia fra Spartaco e Publio Comelio Silla, nonché feudo San Severino. La dominazione lo divise e fu zona di attività carbonara ove vi fallì l’insurrezione nel 1828  ma fu trampolino di lancio dei moti del 1848. Il sito maggiormente conosciuto, di tutto il Parco Nazionale, è la CERTOSA DI SAN LORENZO, più comunemente riconosciuta come CERTOSA DI PADULA, fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, Conte di Marsico. Terra ricca di patrimoni artistici nelle sue cittadine, basti citare Teggiano, piccola città-museo, fiore all'occhiello dell'Italia meridionale. Gli amanti della natura hanno a disposizione itinerari e sentieri di riserve naturali che vanno dal Monte Cervati (la vetta più alta del Vallo, con i suoi 1898 metri), alla Sella del Corticato, comprese le grotte naturali vero paradiso per gli archeologi. Le risorse del Vallo comprendono anche la buona cucina e le specialità gastronomiche: gustosa è la pasta fatta in casa, come i fusilli, la carne, i formaggi, il vino D.O.C., l'olio, gli ortaggi e i salumi.

LITORALE. La costa è uno degli ambienti più affascinanti del parco  e comprende  fondali che ospitano una biocenosi marina di straordinaria bellezza, ricca di specie di pesci: Molluschi e Echinodermi, oramai molto rari nel Mediterraneo. Numerose le falesie costellate di spettacolari grotte scavate nel calcare, al di sopra delle quali si stende la macchia mediterranea. Nella zona di Capo Palinuro alligna poi l’endemica Primula Palinuri, rarissima primula rupicola che presenta caratteri che la identificano come un prezioso relitto di quella flora terziaria di cui solo pochissime specie sono giunte sino a noi. Fenomeno d’interesse per i geologi è il Flisch del Cilento ovvero una fitta stratificazione delle rocce, che talora assumono forme e colori particolari, come è possibile riscontrare nel terrazzo marino di Punta Licosa. Limpidissimo è il mare che da anni assicura a diverse località l'assegnazione della prestigiosa Bandiera Blu d'Europa della Fee Italia e di 4/5 Vele, il riconoscimento di Lega Ambiente. Le località più premiate nel tempo sono state Agropoli,  Pollica e non da ultimo nel 2006, Castellabate.

Le GROTTE NATURALI sono una caratteristica della costa frastagliata del Cilento. Il gruppo di grotte naturali comprende: La Grotta Azzurra di Palinuro, località nota sin dai tempi antichi grazie all’Eneide di Virgilio, la Grotta di Pertosa e le Grotte di Camerata (Della Serratura o della Chiave, Riparo del Poggio, Grotta della Cala). La Grotta Azzurra rappresenta la cavità più nota di Capo Palinuro, in essa vi sono fenomeni di rifrazione che regalano all’acqua un spettacolare gioco di bagliori e luci azzurre (da cui il nome) che affascinano e stupiscono il visitatore imbarcato nella parte emersa. L’altra metà della grotta è sommersa ed è culla di arcobaleni d’acqua e  fauna marina legata alla risalita delle acque idrotermali di tipo sulfureo.
Le grotte di Pertosa o dell'Angelo sono situate nella catena degli Alburni e si sviluppano per 2.500 metri attraverso cunicoli e gallerie, e la loro nascita risale all´incirca a 35 milioni di anni fa, habitat naturale dell’uomo cavernicolo sino ai Cristiani che le consacrarono a culto verso San Michele Arcangelo, passando per Greci e Romani. La loro bellezza è dovuta alla presenza di stalattiti e stalagmiti e, per visitarle, si deve percorrere un laghetto.
La Grotta della Serratura (o Grotta della Chiave)
è figlia del processo carsico favorito dalla presenza di una importante faglia con direzione NE-SW. Il complesso del Poggio si trova subito ad est dell'abitato di Marina di Camerota, sulla strada costiera. In origine era un'unica, grande caverna costituita da un'enorme sala e da una sorta di tunnel a volta più bassa, che serviva da drenaggio.

La Grotta della Cala si apre presso Marina di Camerota, sulla strada costiera ad est della zona residenziale. I primi scavi furono ad opera di A. Palma di Cesnola negli anni 1966-1969; da allora le ricerche sono proseguite, sempre in collaborazione fra l'Università di Siena e la Soprintendenza Archeologica di Salerno, e continuano tuttora.

FAUNA MARINA. Preziosa è la presenza anche lungo i corsi d’acqua interni, quella della lontra, animale rarissimo sul territorio italiano. Nelle aree più prossime alle sorgenti, dove l'acqua è più fredda, più costante ed i folti boschi ripariali forniscono abbondante ombra, vivono la rara Salamandra dagli occhiali , endemismo italiano di grande interesse naturalistico, e la più comune Salamandra.
Nei siti con acque più limpide e ricche di ossigeno abbondano la Trota ed il Merlo acquaiolo lungo le sponde sono frequenti piccoli trampolieri limicoli come il Corriere piccolo mentre nelle piccole pozze la Rana italica, la Rana dalmatina, l'Ululone dal ventre giallo e il Rospo tra le gole rocciose il raro Biancone rapace di grandi dimensioni che si nutre prevalentemente dei rettili che frequentano il Parco. Tra questi ultimi la Lucertola campestre, il Ramarro il Cervone il Biacco la Vipera e la Natrice.

FAUNA. Sulle vette, sulle praterie di altitudine e sulle rupi montane sono frequenti l'Aquila, le cui prede preferite sono: la Coturnice e la Lepre appenninica, il Falco pellegrino, il Lanario, il Corvo imperiale ed il Gracchio corallino
Tra i pascoli è facile osservare l'arvicola del Savi, un piccolo roditore erbivoro predato dalla Volpe, dalla Martora o anche dal Lupo. Tra gli stessi prati, habitat naturale di numerose specie di farfalle, vivono la Lucertola muraiola e la Luscengola  peculiare per la sua somiglianza ad un piccolo serpente ma dal quale differisce per la presenza di piccoli arti.
Tra la ricca avifauna delle foreste di faggio le specie più tipiche sono il Picchio nero il Picchio muratore e il Ciuffolotto, mentre di grande interesse è la presenza dell'Astore uccello rapace la cui distribuzione è in declino. Sugli alti alberi vivono anche mammiferi come il Ghiro o Quercino , mentre altri piccoli roditori frequentano tane scavate tra le radici, come nel caso dell'Arvicola rossastra, o tra le piccole radure che si aprono nella foresta, come il Topo selvatico e il Topo dal collo giallo. Sulla corteccia degli alberi vive inoltre un raro insetto: il coleottero Rosalia alpina, specie di importanza europea.

VEGETAZIONE. Verso l’interno si incontra una fascia coltivata alternata a pinete di pino d’aleppo e a macchie di leccio e roverella. Ancora più all’interno, sulle pendici del monte Mortola e del monte Cervati, si estendono i  castagneti e boschi misti di latifoglie che si presentano più intatti e ricchi di imponenti esemplari di età secolare nei valloni più remoti e inaccessibili. Il sottobosco è ricco di specie arbustive. Verso oriente il parco  è chiuso dal Vallo di Diano. La fauna del parco annovera alcune specie oramai rare e localizzate in Italia, quali gatto selvatico, istrice, lupo, picchio nero, l'aquila reale  e falco pellegrino.

FLORA. Stimate circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee. Tra di esse la più nota è la Primula di Palinuro simbolo del Parco, specie paleoendemica a diffusione estremamente localizzata. Tra le comunità sabbiose, è presente il raro Giglio marino e sulle scogliere vivono la  Primula di Palinuro, il Garofano delle rupi, la Centaurea, l'Iberide florida, la Campanula napoletana, la Ginestra del Cilento specie individuata soltanto nel 1993. Presenti anche il Carrubo,il Ginepro rosso o fenicio, lembi di leccete, boschetti di Pino d'Aleppo, Querce, Aceri, Tigli, Olmi, Frassini e Castagni. E  in alta quota i Faggeti che  insieme al rarissimo Crespino dell'Etna ricoprono le vette più alte mentre più in basso popola la Betulla, l'Abete bianco ed il Bosso ed Platanus orientalis autoctono dei dintorni di Velia.

SPORT. Molte sono le attività sportive praticabili sia a livello amatoriale che agonistico.

Il Trekking, insieme alla Vela e alla Subacquea restano i più gettonati anche perché sono quelli che maggiormente rispecchiano le caratteristiche del territorio. Per gli amanti del genere si consigliano i seguenti sentieri: Sentiero del Soldato –Tra Perito e Ostigliano;Sentiero della neve Monte Cervati; Sentiero dell’Aquila tra Capaccio e Paestum; Sentiero dei Baroni di Rocca Cilento; Sentiero Punta Tresino-Castellabate tra Agropoli e Santa Maria di Castellabate;Sentiero Gole del Calore tra Felitto (Zona Remolino) e Magliano (zona Petra Perciata); Sentiero dell’uomo primitivo tra Palinuro e Camerata; Sentiero dell’albero centenario tra Ogliastro e Melito; Sentiero delle Sirene a Ogliastro Marina;Sentiero della Maschera o Sentiero di Punta Infreschi a San Giovanni a Piro. Seguono  il Canoismo e il Rafting per gli amanti dell’adrenalina e su terra ferma l’Equitazione, praticabile per immensi territori e vallate.

SAGRE. La sagra è il momento tipico delle feste e dell’animazione sia di paese che delle cittadelle in provincia di Salerno. Di per sé, oltre che evento che raccoglie l’attenzione dei residenti è soprattutto un prodotto tipico locale, molto attrattivo per i turisti, ancor prima delle feste religiose, a base dei frutti e del seminato dei campi e i prodotti d’allevamento. Nel territorio cilentano frequenti sono le sagre di acqua e sale, fichi e fichi d’india, carne di maiale, salsicce e salumi con attenzione al capicollo e carni bianche quali il pollo e il coniglio, senza nulla togliere ai prodotti della pastorizia: latticini, tra cui mozzarella, bocconcini e bocconcini alla panna.

TRASPORTI. Il mezzo migliore per visitare l’intera area del Cilento e del Vallo di Diano è l’automobile, che permette di spostarsi anche in prossimità dei sentieri naturalistici anche se è possibile giungere a bordo costa sia attraverso il Metrò del Mare che col treno, ad esempio per Sapri o Agropoli.

COMUNITA’ MONTANE. Alento-Montestella;Laureana Cilento;Lambro e Mingardo; Vallo di Diano; Bussento; Gelbison e Cervati;Alburni, Tanagro; Calore Salernitano e Roccadaspide.

La Mappa  completa delle località del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano: CASTELLABATE [porta nord], AGROPOLI,ALBANELLA (area contigua),ALFANO (area contigua),AQUARA,ASCEA, ATENA LUCANA (area contigua), AULETTA,BELLOSGUARDO,BUONABITACOLO, CAGGIANO (area contigua), CAMEROTA, CAMPORA, CANNALONGA, CAPACCIO, CASALBUONO, CASALETTO SPARTANO, CASAL VELINO, CASELLE IN PITTARI, CASTELCIVITA, CASTELNUOVO CILENTO, CASTEL SAN LORENZO, CELLE DI BULGHERIA
CENTOLA, CERASO, CICERALE, CONTRONE, CORLETO MONFORTE, CUCCARO VETERE, FELITTO, FUTANI, GIOI,
GIUNGANO, ISPANI (area contigua), LAUREANA CILENTO, LAURINO, LAURITO, LUSTRA, MAGLIANO VETERE, MOIO DELLA CIVITELLA, MONTANO ANTILIA, MONTECORICE, MONTEFORTE CILENTO, MONTE SAN GIACOMO, MONTESANO SULLA MARCELLANA, MORIGERATI, NOVI VELIA, OGLIASTRO CILENTO (area contigua), OMIGNANO, ORRIA, OTTATI, PADULA (area contigua), PERDIFUMO, PERITO, PERTOSA (area contigua), PETINA, PIAGGINE, PISCIOTTA, POLLA, POLLICA, POSTIGLIONE, PRIGNANO CILENTO (area contigua), ROCCADASPIDE, ROCCAGLORIOSA, ROFRANO, ROSCIGNO, RUTINO (area contigua), SACCO, SALA CONSILINA (area contigua), SALENTO, SAN GIOVANNI A PIRO, SAN MAURO CILENTO, SAN MAURO LA BRUCA, SAN PIETRO AL TANAGRO, SAN RUFO, SANTA MARINA, SANT'ANGELO A FASANELLA, SANT'ARSENIO, SANZA, SAPRI (area contigua), SASSAN, SERRAMEZZANA, SESSA CILENTO, SICIGNANO DEGLI ALBURNI, STELLA CILENTO,STIO. TEGGIANO, TORCHIARA (area contigua),TORRACA (area contigua), TORRE ORSAIA, TORTORELLA, TRENTINARA, VALLE DELL'ANGELO, VALLO DELLA LUCANIA, VIBONATI (area contigua).

 

 

Oggi il Cilento e il Vallo di Diano  è il sito  che ogni anno accoglie la BORSA VERDE DEI TERRITORI RURALI EUROPEI.

 

 

22 Settembre 2006