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BAGNOLI:
per non cancellare la memoria
"Le
carte di ferro" dell'Archivio Storico dell'ILVA

note a cura di
Ely Demarco
Nei
prossimi giorni si annuncia a Napoli un’iniziativa
che - per la risonanza
dell’argomento – polarizzerà
sicuramente l’attenzione del pubblico.
Protagonista
dell’ evento e’ l’Ilva di Bagnoli, oramai un “luogo
della memoria” , le cui vicende – dal boom della siderurgia
alla chiusura degli altiforni, fino al progressivo smantellamento
– hanno segnato in modo indelebile la vita economica, sociale ,
politica e quindi culturale in senso ampio della nostra citta’.
L’occasione
e’ il salvataggio dell’Archivio dell’Italsider, memoria
di circa un secolo di storia e costume, che
la Fintecna - attuale proprietaria -
recentemente ha reso noto di voler
trasferire altrove.
A
salvaguardia dell’archivio si sono mobilitati il Comune, la
Soprintendenza Archivistica della Campania e naturalmente il
Circolo dell’Ilva , che per sensibilizzare l’opinione pubblica
sul problema, hanno organizzato una settimana di mostre, dibattiti
ed interventi artistici ruotanti intorno all’’Ilva.
L’iniziativa,
intitolata “Le carte di ferro” dovrebbe svolgersi nel periodo
15 – 21 aprile presso il Circolo e la sede dell’Archivio
dell’Ilva.
L’idea
e’ di attirare l’attenzione su questa fonte estremamente
interessante di informazione, ma e’ probabile che probabilmente
l’iniziativa non si fermerà qui, , anche perchè le Autorità
locali sono fermamente intenzionate ad impedire il trasferimento
dell’archivio, i cui dati sono stati tempo fa catalogati
ufficialmente come “di interesse storico”, ed
anzi contano di favorirne la riorganizzazione rendendolo anche
maggiormente fruibile.
Nel
corso della manifestazione ci sarà una giornata di studi
sull’organizzazione degli archivi storici, una serie di mostre
fotografiche (tra
gli altri, Raffaela
Mariniello e Mimmo
Iodice), una tavola rotonda, uno spettacolo teatrale che porta
sulla scena i ricordi di un operaio dell’Ilva,
un’esposizione di cartoline d’epoca di Bagnoli e dei Campi
Flegrei, alcuni
concerti, e tanto altro ancora….
Nel
frattempo, Bagnoli e la sua Ilva sono gia’ protagoniste della
mostra fotografica - in questi giorni presso Castel dell’Ovo,
visitabile fino al 30 aprile – intitolata appunto “Bagnoli –
Cronaca di una trasformazione”: nelle Sale delle Terrazze sono
esposte le foto del napoletano Gianni Fiorito, 32 immagini
eseguite tra il 1997
e il 2001 che testimoniano la trasformazione di un pezzo della
citta’ e della sua storia.
Ruotando
intorno alla sequenza – di fortissima valenza “simbolica”-
della demolizione della torre di miscela fossile nel 1998,
le immagini raccontano alcune fasi della “bonifica”
dell’Ilva, fermando con l’obiettivo attimi , paesaggi, volti,
sentimenti… in un percorso che non e’ solo quello dello
smantellamento, ma anche e soprattutto quello delle emozioni di
coloro che lo hanno
“vissuto”.
Le
fotografie di Fiorito colgono molti volti, molte macerie
metalliche, nelle quali in diverso modo si legge la storia di un
luogo che ha rappresentato la nascita della classe operaia del
Mezzogiorno.
E
a proposito di sentimenti,
ricordando che l’Ilva e’ sempre stata una realtà capace di
polarizzare – nel bene e nel male –
sentimenti molto forti , non possiamo non parlare di un
libro che , prima ancora di essere in libreria (dove e’ presente
da pochissimi giorni, edito
da Rizzoli ) e’ diventato già
un “evento”: parliamo dell’ultimo lavoro di Ermanno
Rea, “La Dismissione”.
Non
c’e’ bisogno di molte parole per lo scrittore napoletano,
autore di bellissimi romanzi (come “Mistero Napoletano”, tanto
per citarne uno di ambientazione partenopea).
Il
fatto e’ che “La Dismissione”
ha appunto
come scenario l’Ilva di Bagnoli, ed e’ in particolare la
storia di un capo- operaio che dopo aver conquistato un suo
“ruolo” grazie all’acciaieria, diventerà per necessità
uno dei suoi… carnefici.
Ovviamente
sul libro non possiamo fare commenti, non essendo stato ancora
possibile leggerlo, ma le aspettative sono notevoli, perché
il romanzo appare in un momento di grande attenzione
generale verso Bagnoli e perché
il suo autore con quest’ opera ripercorre un pezzo del
Novecento - dove si
intrecciano vicende del mondo operaio, lotte tra sindacati e
governo, un’immagine meno oleografica di Napoli -
facendo anche in un certo senso
un bilancio personale
in rapporto ad eventi che hanno segnato un secolo della vita della
città.
L’Ilva
di Bagnoli a 360
gradi, per non
dimenticare……
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