RIPRENDE IL DIBATTITO SUL PROGETTO PER

PIAZZA BELLINI

                                                                                                                                             di Ely Demarco

                           ASSEMBLEA PUBBLICA  NEI  LOCALI   DI     INTRA MOENIA

  

Abbiamo avuto modo di parlare qualche tempo fa, “in anteprima” sulle pagine del nostro giornale, del progetto del professor Uberto Siola per la ristrutturazione di Piazza Bellini, un luogo – culto per tutti coloro che amano e vivono Napoli e la sua cultura.

 

Oggi l’argomento è ritornato  di attualità  a seguito dell’imminente avvio degli interventi .

 Chi legge attentamente sulla stampa le cronache cittadine non avrà  potuto ignorare le polemiche degli ultimi giorni sul tema.

 In particolare l’appello - fortemente critico - nei confronti del progetto di Siola, portato avanti da Guido Donatone – presidente di Italia Nostra – e firmato da nomi di spicco come quello di Alda Croce.

 

 L’appello, manifestante un  aperto dissenso circa gli interventi in via di realizzazione, nascerebbe dal fatto che il progetto – che peraltro, da quello che ci sembra di ricordare,  aveva già avuto in linea di massima un  consenso da parte dei diretti interessati – viene sentito come  calato dall’alto e destinato in qualche modo a stravolgere l’assetto di un’area del centro storico di estremo rilievo  dal punto di vista storico e culturale.

 

Si e’ visto nel progetto di Siola l’intenzione  di  spazzare via l'atmosfera che ha oggi Piazza Bellini, con un intervento  quasi  “futurista”, con pensiline in metallo, luci al neon, e la criticatissima “vasca senza acqua”, vale a dire la struttura centrale ovale a gradinate - che dovrebbe servire anche  da seduta per  coloro che non vogliono  necessariamente sostare  presso i locali situati su un lato  della piazza;   senza verde, con poco glamour e  con una pavimentazione fredda (si e’ anche citata quella di Piazza Dante, come esempio da non imitare!) .

Un aspetto che e’ stato sentito da alcuni come troppo lontano da quello attuale, e soprattutto non condiviso con operatori ed abitanti della zona.

 

 Quando a suo tempo il progetto fu reso noto, fummo tra quelli che guardarono con interesse al riordino di Piazza Bellini, troppo spesso mortificata da spazzatura, disordine, teppisti, nonostante la presenza di poli di aggregazione di primissimo piano, come Intra Moenia ed EvaLuna.

 

 Oggi ci sentiamo – come gia’ molte altre  volte ! – decisamente  in linea con quanto espresso da Attilio Wanderling  in riferimento al progetto ed all’appello critico di cui sopra.

 

 Wanderling ha apprezzato all’epoca  la proposta di Siola, anche in quanto  era inserita  (ma pare che la cosa oggi abbia preso una piega diversa) in un piu’ ampio programma di riqualificazione della zona di Via Costantinopoli  - Port’Alba -  Museo;  di fronte alle perplessità  recentemente emerse, Wanderling ha lanciato un’iniziativa che ci e’ piaciuta moltissimo, e che pare abbia anche avuto un significativo successo: ha indetto un’assemblea “ a porte aperte”  presso Intra Moenia , alla quale sono stati invitati consiglieri di circoscrizione,  intellettuali, operatori commerciali, abitanti e il vicesindaco Rocco Papa in rappresentanza del Comune di Napoli.

Un incontro per dare voce ad una critica costruttiva, per far partecipare realmente gli interessati alle decisioni che riguardano la zona, per avviare  (come lo stesso Papa ha in seguito detto) una “progettazione partecipata” che possa mediare priorita' ed esigenze   nel comune intento di ottenere un risultato che sia per tutti soddisfacente.

 

 Anche a  seguito dell’assemblea,   il  restyling di Piazza Bellini  subirà alcune modifiche.

Via le pensiline sui caffe’ e le botteghe, che resteranno libere di mantenere le loro terrazze sul lato della piazza;  verranno lasciati anche gli alberi su Via Costantinopoli e ripiantata la palma storica (morta da qualche anno)  al centro dell’area; resterebbe insomma intatta l’atmosfera un po’ parigina che i bistrot con i loro tavolini sparsi , le bancarelle dei librai, gli antiquari hanno dato alla piazza e che e’ sicuramente uno dei punti forti del suo fascino.

 

Insieme ad Attilio Wanderling ci auguriamo che gli impegni vengano mantenuti, e soprattutto che questo esempio di partecipazione costruttiva (anche)  per riprogettare la città  non resti isolato, ma inauguri un Nuovo Corso di  collaborazione tra i cittadini e le  Amministrazioni per realizzare concretamente e riconfermare, giorno dopo giorno,  la democrazia.

 

                                                                    Ely Demarco   - settembre 2003

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