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IL CILENTO A cura di Giovanni Musella |
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Cliccando sulle foto potrai seguire il tuo percorso preferito attraverso alcuni luoghi del Cilento. Buon viaggio!
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Col nome CILENTO viene indicata la sub-regione che si protende come una penisola tra i golfi di Salerno e di Policastro ed è delimitata a Nord dal bianco massiccio calcareo degli Alburni e ad Est dal vallo di Diano. Un territorio che si estende quindi da Paestum fino a Sapri e, nell'entroterra, fino all'altopiano del Vallo di Diano. Si fa derivare questo nome arcaico da Cis Alentum (al di qua dell'Alento), anche se oggi il fiume Alento non è più il suo confine naturale. BREVE STORIA DEL CILENTO dalle origini al X secolo La storia del Cilento comincia con quella delle due sue città greche: Poseidonia-Paestum ed Elea-Velia. Poseidonia fu fondata dai coloni sibariti nel VIi secolo a.C., Elea dai Focesi nel VI secolo a.c. (visita la pagina "Il pozzo di Elea" per ulteriori informazioni). La prima, poichè mirava ad estendere il suo dominio sul territorio dei vicini Lucani, ben presto entro in conflitto con questo popolo italico e ne fini sottomessa intorno al IV secolo a.C.. Elea, che aveva invece una vocazione marinara ed aspirava ad espandere i propri commerci sul mare, essendo dotata di un ampio porto e di una potente flotta commerciale, ebbe invece migliori relazioni con le popolazioni locali e mantenne sempre la sua autonomia, almeno fino alla conquista da parte dei Romani. Probabilmente proprio questa maggiore tranqullità contribuì alla nascita nella città della scuola filosofica eleatica, che ha esercitato una rilevante influenza, con Parmenide e Zenone, in particolare, nello sviluppo del pensiero filosofico occidentale. Nel III secolo a. C. Poseidonia divenne colonia romana cambiando il suo nome in Paestum, Elea stipulò un trattato di alleanza con Roma e divenne Velia per i Romani. Durante questo periodo le due città raggiunsero il massimo splendore e la massima floridezza economica che durò fino al II secolo a. C., quando cominciò la loro decadenza economica unitamente a quella di Roma e del suo impero. La decadenza di Paestum fu accentuata da un bradisismo che deviò l'alveo del fiume Salso. tale deviazione rese in pochi anni malsana ed inospitale la pianura intorno alla città e successivamente, anche la città interna alle mura. Velia seguì una sorte quasi analoga, ma la sua decadenza fu più lenta, non essendo stata interessata da problemi ambientali come quelli che investirono la città pestana. Quando nel 476 cadde l'Impero Romano d'Occidente, lo splendore e la ricchezza di Paestum e Velia erano già un ricordo lontano; le popolazioni, sempre più sfiduciate sia per la natura avversa sia per le continue incursioni dei barbari, presero la via dei monti circostanti per trovarvi sicurezza e tranquillità. Questa situazione si protrasse fino al X secolo, a causa delle continue invasioni barbariche, della guerra gotico-bizantina, che si combattè sul territorio cilentano ed anche a usa dell'incapacità del potere imperiale bizantino, lontano e debole, di amministrare le popolazioni cilentane. Solo la chiesa, presente sul territorio con i suoi Vescovi, riuscì a dare un certo sollievo spirituale ed una certa organizzazione alle popolazioni, costrette a difendersi costantemente dalle incursioni dei saraceni, che si erano stabilmente stabiliti ad Agropoli. Visita il Palazzo Vargas Machuca a Vatolla FONDAZIONE G.B.VICO 0974.831057 MUSEO DI PALAZZO VARGAS 0974.845479 PARCO LETTERARIO G.B. VICO 0339.6681437
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