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La passione per il MusicalA cura di Annarita Cardaropoli
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Tutti a teatro! Sono oramai diversi anni che si attesta felicemente una ripresa positiva di pubblico nel seguire gli eventi teatrali. Nonostante ogni più critica considerazione e più negativo pronostico, il palcoscenico e le sue indistinguibili emozioni riesce ancora a tenersi vivo nell’interesse collettivo e nei riguardi del piccolo ed il grande schermo. Che ciò nasca dall’esigenza di passare una serata diversa dal solito o dall’arricchimento dei programmi teatrali, il risultato non cambia: il teatro è più frequentato di una volta. Il primato in assoluto, pensate un po’, spetta proprio a Napoli che vince su tutte le altre città d'Italia in frequenza e sul numero di abbonamenti. Ritornato quasi il gusto un po’ retrò di dedicarvisi per cercare spettacoli più impegnati e per il gusto inequivocabile di distinguersi culturalmente, resta un intrattenimento a varie fasce sociali per tipologia di spettacoli e soprattutto per l’evidente differenza, da sempre esistente, tra i teatri stessi. Ma, a prescindere da ogni differenza e dalla qualità degli spettacoli esistenti, è necessario sottolineare lo sforzo congiunto degli enti teatrali, ed a loro volta delle compagnie stesse, di servirsi o rivisitare temi che possano essere attuali e coinvolgere profondamente il pubblico in sala. Non è infatti di poco conto il taglio moderno che viene dato a valorizzare i molteplici remake di testi storici, ne tanto meno l’imprinting, spesso aggressivo ma del tutto demistificante ed innovativo, col quale giocano le compagnie moderne su svariate tipologie tematiche.
A questo punto dell’indagine non può non emergere, visibile a tutti, il ruolo da leone svolto in questo contesto da un genere in particolare: il musical. Da un passato lungo e sempre pieno di successo, è tornato finalmente ad una sua epoca d’oro percorrendo non solo il mondo cinematografico, ma riuscendo a calpestare di nuovo con successo anche i palchi del nostro paese.
Da Grease, a Sette spose per sette fratelli, da Notre Dame de Paris a Pinocchio e poi Il mago di Oz , Jesus Cry Super Star, La bella e la Bestia e le molteplici interpretazioni di racconti per fanciulli, seguendo un percorso lungo che attinge a piene mani dal mondo televisivo, artistico, culturale ed anche religioso, vista la trattazione della figura di Madre Teresa di Calcutta.
Riuscendo ad influenzare i cartelloni di tutti i teatri, lo ritengo, senza ombra di dubbio, partecipe vivo della nuova ventata d’interesse che ha caratterizzato il teatro se non, addirittura, uno degli aspetti più importanti nel contribuire a cambiare le opinioni comuni esistenti e preconcette.
Quest’anno nella nostra città, a riprova delle mie considerazioni, sono già in programma trenta musical, mentre l’anno scorso un numero di poco inferiore ha girato in molti teatri riuscendo ad attirare platee sempre piene. Tra i primi ad esibirsi la compagnia della Rancia diretta da Fabrizio Angelini, prima attore nel 1986 in compagnia di Gigi Proietti ed il suo gruppo, poi ballerino e coreografo sotto la guida di Saverio Marconi, fino al ruolo impegnato di regista.
Lo spettacolo dal titolo “Bulli e pupe” mette in scena la vita newyorkese degli anni Cinquanta con i suoi piccoli boss di quartiere, le bische clandestine che nascono e spariscono, i giocatori d’azzardo, le prostitute, le ballerine dei night club. In quest’atmosfera riviviamo un Musical celebre che debuttò a Broadway a metà del secolo scorso e divenne, nel 1955, un fortunato film con Marlo Brando e Frank Sinatra.
Ben lontani da noi quei tempi, ne risultano però fortemente riproponibili le problematiche. In chiave più attuale viviamo allora nelle quotidiane differenze ed esigenze dei due sessi nel ruolo, non più secondario, che allora la donna andava costruendosi, la viva testimonianza degli sforzi di sopravvivere e mantenersi a galla in contesti, non del tutto onesti, dove la micro delinquenza necessita di adattamenti continui.
La storia è ambientata nei bassifondi di New York dove una soldatessa dell’Esercito della salvezza, Sarah Bartown, cerca con il suo gruppo di riportare sulla retta via i frenetici frequentatori di Time Square: Cielo Masterson, bugiardo giocatore d’azzardo che la corteggia per una scommessa e finisce con l’innamorarsene sul serio, poi Adelaide, ballerina di night invaghita ed eternamente fidanzata del biscazziere Nathan Detroit, esso stesso fotografato sempre alla ricerca di un luogo dove poter giocare lontani dalle forze dell’ordine.
In un lavoro comico e romantico allo stesso tempo, grazie anche alle musiche di Frank Loesser ed all’intreccio perfettamente creato dal libretto di Asbe Burrow e Jo Swerling, lo spettacolo procede rapidamente, nonostante la lunghezza, grazie alla bravura degli attori e ballerini. Salvo qualche voce non proprio eccellente, le coreografie molto divertenti trovano una giusta interpretazione in una compagnia molto affiatata e che ha già proposto questo spettacolo in diverse città d’Italia, basti pensare la permanenza di diversi mesi nella capitale durante la programmazione passata.