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“Gli ultimi figli del Medio Evo” di Franco Marrone, Il Mezzogiorno editore A cura di Annarita Cardaropoli
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Sfogliando il testo di Franco Marrone ed appassionandosi alle sue chiare spiegazioni, alle efficaci deduzioni, alle profonde considerazioni, non può che saltare alla mente una domanda complessa ed inquietante. Che significato può avere oggi un testo di filosofia, e come ed in quale misura, la filosofia stessa, può tutt’ora inserirsi a pieno titolo nel nostro contesto quotidiano?
Nella continua ricerca umana di un significato soddisfacente all’ esistenza, affinché la vita stessa potesse allora sembrare più facile da sopportare e da comprendere, l’uomo si è sempre sforzato di cercare dei valori più o meno universali ai quali aggrapparsi come linfa vitale.
L’evoluzione umana, così molteplice e complessa, ha permesso il susseguirsi di menti geniali e molto diverse tra loro che ne hanno dato, volta per volta, un’interpretazione assolutamente personale e significante.
Gli ultimi due secoli sono stati quelli più pregnanti di significati e probabilmente di personalità carismatiche. Ciò è stato dovuto all’accellerazione evolutiva che ne è derivata e di cui è stata partecipe, terminata poi con la fine del Medio Evo, inteso, in questa accezione, come la chiusura definitiva di un’era lunghissima in cui l’atmosfera culturale, sociale, religiosa era ancora dominata da una visione unitaria del mondo concepita intorno a pochi valori fondamentali come la famiglia, la fede, il rispetto delle istituzioni.
Da qui parte il testo di Franco Marrone, dal suo sentirsi discendente di un’epoca oramai morta ed alla ricerca di quei valori sostitutivi senza i quali, inevitabilmente, tutt’ora la società umana si trova smarrita e senza certezze. In questo contesto è dunque necessaria una filosofia nell’accezione che è stata data poc’anzi, anzi risulta estremamente indispensabile.
Nella sua sintesi essenziale, nonostante la vastità della materia, e grazie all’adozione di un punto di vista del tutto personale, l’autore traccia le linee distintive di grandi filosofi partendo da Schopenhauer e passando attraverso Nietzsche, Freud, Strauss, Feuerbach, il socialismo utopico e la Scuola di Francoforte fino al pensiero debole che ha caratterizzato i nostri anni ’80. Soffermandosi inoltre sul positivismo, l’esistenzialismo e lo strutturalismo, non ha trascurato di citare il Circolo di Vienna, il pensiero popperiano e le sue immediate e successive ripercussioni, la filosofia politica.
Dopo tanti filosofi, volta per volta mossi dal necessario bisogno di una sintesi definitiva che abbracci la totalità della vita, è tutt’oggi d’obbligo ritrovare ancora il coraggio d’interrogarsi, per cercare di dare un senso a tutto quello che ci circonda, almeno fino a quando non sarà data risposta alle domande ancestrali sull’esistenza stessa dell’uomo.
Il testo di Franco Marrone, pregno com’è del passato pensiero, ci appare così una finestra sul futuro, la consapevole riflessione sull’istinto primordiale atto alla conoscenza umanamente e drammaticamente non raggiungibile, la speranza di trovare conforto all’evoluzione continua della società aprendo dibattiti multi argomentativi e dalle molteplici risposte.
Offre inoltre la possibilità di conoscere la storia filosofica di alcuni intelletti che difficilmente sono conosciuti durante il corso di studi, in quanto esclusi dai programmi scolastici ed approfonditi successivamente in via personale per passione privata, e di apprezzarne degli altri in modo più completo unendoli in un unico quadro d’evoluzione ideologica.
E’ stata necessaria la presenza dissacrante di Shopenhauer e di Nietzsche per sconvolgere certezze secolari che porteranno alla Scuola di Francoforte e molto oltre; la ricerca introspettiva froidiana ad aprire a conoscenze mai credute possibili o solo esistenti e da cui è nata la nostra società; per non parlare del socialismo utopistico fino a Marx ed il marxismo, che è altra cosa, con le ripercussioni sociali e politiche che ne sono derivate.
Una maggiore consapevolezza verso il pensiero filosofico di ieri e di quello che verrà sarà utile ad una comprensione del nostro tempo, della società che ci circonda, della nostra stessa politica etica e civile per una migliore convivenza collettiva ed individuale.