“Ritratti d’autore” di Donatella Gallone,

 editoriale La Verità

A cura di Annarita Cardaropoli

 

 

 Il testo racchiude le note di un’autrice-giornalista estremamente attenta ad il panorama artistico che caratterizza la nostra città. Con fare delicato e penetrante Donatella Gallone ci racconta intimamente le personali capacità e le differenti individualità degli artisti che in carrellata sfilano innanzi a noi. Uomini e donne che hanno dedicato la loro intera vita all’arte ed all’osservazione critica ed attenta della realtà mutevole dei tempi attuali.

33 vite, 33 storie da raccontare, dagli inizi difficili nella scelta di uno studio artistico difficilmente accettato dai genitori, alle combinazioni della vita, quelle circostanze così particolari ed uniche che li hanno spinti, ognuno a suo modo, ad essere artisti fino in fondo.

Ne vengono fuori quadri di una complessità molteplice, di una sensibilità assoluta, raccontati con amore verso le arti e con grande suggestione dalla giornalista che si presenta, in modo determinante, prima di tutto come una grande scrittrice.

Il testo racchiude infatti il suo lavoro presso il quotidiano la Verità, di cui lei è consulente redazionale, in 31 articoli pubblicati nell’edizione Napolipiù dal gennaio all’agosto 2003. Interviste, analisi sofisticate, incontri con gli artisti in questione presso le loro abitazioni per capire il loro stesso modo di essere nell’arte, per visitare dal vivo il loro atelier, per toccare con mano la lunga storia artistica fatta di eventi positivi e negativi che li contraddistinguono nella globalità e nella singolare individualità. Si perché nelle molteplicità di esperienze, unica e sola è la via scelta dai personaggi del testo: esprimere se stessi ed il loro modo di vedere e vivere il mondo attuale. Unica la dedizione, unica la scelta di essere messaggeri di sentimenti ed emozioni da mettere a nudo.

Donatella Gallone si confronta allora con scultori, pittori, scenografi-architetti, fotografi per raccontarci il loro modo di essere nell’arte e con l’arte lungo il percorso artistico dell’esistenza.

Le pagine scorrono velocemente ed, altrettanto rapidamente, si viene trascinati nell’universo artistico contemporaneo di una Napoli viva e florida, attiva e presente sul piano nazionale ed internazionale, anche se non del tutto cosciente di ciò e delle personalità di cui dispone.

Dove lo scetticismo fa da padrone, forse per troppa autocritica, il suo testo cerca dunque di squarciare il velo dell’omertà, per parlare agli artisti, e non solo, degli artisti, per un confronto più positivo e utile a tutti, alla ricerca di una collaborazione collettiva per il bene dell’arte, del suo pubblico, nella ricerca comune di superare le difficoltà che minano l’attività e rendono difficile raggiungere un auditorio sempre pigro, distratto e quantitativamente limitato.

Con grande chiarezza e precisione di dati, che Donatella ricava dalle sue esperienze lavorative prima al settimanale Napoli oggi, poi al Giornale di Napoli da lei fondato, si muove al di sopra delle varie espressioni artistiche cogliendo nel segno le umane debolezze e le sensazioni che rendono forte l’evento creativo dandogli vita.

L’arte contemporanea trova a Napoli così grande espressione in sperimentazioni di ogni tipo, con l’utilizzo di materiali molteplici, in forme che si dissolvono o appena sfumate, in deformazioni di oggetti ed elementi umani, in una libertà espressiva che non sempre soddisfa le esigenze ed i gusti del mercato. Soprattutto a Napoli infatti, la presenza ingombrante di paesaggisti e realisti quali Domenico Morelli e Filippo Palazzi con tutta la scuola di Posillipo, hanno reso più difficile e traumatico il passaggio verso l’arte contemporanea come  sua estrema evoluzione, ulteriore passaggio ad un’interpretazione sempre più soggettiva e che non tiene in conto l’estetica quanto la libertà improvvisativa e comprensiva di ogni singolo spettatore.

Proprio da qui ha inizio il libro della Gallone, da una ricostruzione attuale di Napoli in cui, per caso, si vengono a ritrovare i due grandi maestri ottocenteschi completamente sorpresi e sconvolti dalla situazione dell’arte attuale, critici e condannatori di una realtà che non possono più capire ed alla quale non appartengono. La medesima situazione d’animo non è difficile riconoscerla per molti napoletani di oggi, completamente ignari, e non solo a causa loro, dell’evoluzione intercorsa, difficilmente sensibili alle nuove forme espressive, titubanti e scettici verso ciò che non capiscono e che nessuno si prende la briga di chiarire e spiegare.

Se dunque non diamo un senso ed una conoscenza oggi alla nostra attualità, come potremmo sperare che nel domani si possa riuscire a capire un evento che continua a mutare in tempi estremamente serrati e veloci? L’autrice chiude con una nota positiva. E’ necessario cercare, munirsi di taccuino per annotare tutto quello che sorprende,  per entrarci dentro e farlo proprio perché anche gli artisti di oggi un domani saranno superati da altri… ed a noi a quel punto cosa resterà da capire?

 

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