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L’Arena Flegrea in musical
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Finalmente è pronta! Dopo diversi lavori di ristrutturazione, razionalizzazione degli spazi ed un leggero rimpicciolimento, si è chiuso il cantiere dell’arena, uno dei tanti disseminati nella nostra città. I profitti vantaggiosi non si sono fatti attendere a lungo, soprattutto per ciò che riguarda il rilancio culturale ed artistico della città e del turismo nostrano. La risposta entusiastica del pubblico, suffragata da un ricco e variegato calendario di eventi, ha dato ragione a chi credeva fosse possibile una crescita di interesse susseguente l’aumento del fenomeno pubblicitario, un miglioramento degli investimenti e della qualità degli eventi.Con i suoi seimila posti all’aperto, immersa nel verde di una struttura attrezzata di piscina olimpionica, campi da tennis, museo en plein air, laghetto artificiale, 30 sale da congressi, 1 auditorium da 820 posti, 40000 mq di superficie espositiva al coperto e 30000 mq al chiuso, crea un’area culturale indispensabile affinché la Mostra D’oltremare non sia solo usufrutto di fiere consumer, circa 12 all’anno, fiere businnes, fiere evento e congressi. Largo agli spettacoli dunque! Tra gli eventi che hanno suscitato maggior entusiasmo sicuramente “Notre dame de Paris”, musical tutto italiano che, per sfondare alla grande, ha bisognato di una lunga gavetta in Francia. E’ sbarcato qui da noi a febbraio, prima in città artisticamente più forti tra cui Roma, dove la programmazione già lunga, circa due mesi, è stata protratta ripetutamente per le continue richieste del pubblico, poi è approdato a Napoli il 22 giugno fino al 29-30. Ma la guerra ai biglietti era cominciata molto prima. L’amaro in bocca per la corsa ai posti non numerati e per lo slittamento della prima serata all’ultima, con la non poco celata paura di non essere rimborsati, oltre al disturbo del viaggio “a vuoto”, è subito passato; è bastato che gli attori-cantanti intonassero le prime note. Ma qualche critica bisogna pur farla ed è necessaria, nonostante tanto successo. C’era qualcosa che non andava nei cantanti, troppo timbricamente vicini a Cocciante. Il produttore stesso delle musiche scegliendo gli interpreti più sentitamente vicini alla sua artisticità, non si è reso conto di creare così buffamente tanti suoi piccoli sosia e di far crescere la confusione nel pubblico al momento dell’individuazione dei personaggi. Il ridicolo aumenta con il lievitare degli spasimanti di Esmeralda, due, tre, quattro, fino a rendere necessaria una loro soppressione di massa con ferimenti e morti strazianti fino alla fine. Ma il pubblico applaudiva, era contento delle canzoni e non badava alla loro ripetitività “cocciantesca”. Non voglio con ciò insinuare che l’artista non sia bravo e non sia un gran cantautore, ma musicare testi recitati e cantati in una sequenza di più di due ore forse non è poi così facile. Lodevoli i ballerini che per una volta sono riusciti ad essere i più bravi. In diverse sequenze di gruppo, alternando improvvisazioni individuali a movimenti di massa forse in alcuni punti troppo esasperati, riempivano le scene percorrendo dappertutto il palco enorme ed accontentando la voglia dell’eccesso fisico legato al movimento. Non è un caso che i più applauditi siano stati gli acrobati e le loro più assurde spericolatezze, a cominciare dall’utilizzo di ogni tipologia di spazio, ad ogni altezza e con ogni modalità, per proseguire con ogni forma di salto e movimento ginnico nell’utilizzo di materassi, carrelli, travi fino al più riuscito scampanellio di campane umanizzate nel pendolo e nella psicologia solitaria e triste di Quasimodo. Gli effetti luminosi e le trovate sceniche hanno fatto il resto per garantire la riuscita annunciata di un musical in cui non si è badato spese. Che sia vero che il grande investimento crea maggiori possibilità di successo? Forse è necessaria solo una buona dose di coraggio ed una maggiore fiducia negli artisti italiani e nel pubblico di casa. La musica è sempre la stessa, si spera che l’esempio dia altri frutti affinché le cose possano cambiare… non solo per i musical, ed oltre la prova di Cocciante.