Idee e colori nell’arte

                                                                                                    di Francesca Bruciano

Antonella Esposito, napoletana classe 1969, vive tra Napoli e Avellino dove nel suo laboratorio crea le sue opere. Figlia d’arte, di madre siciliana, anche lei pittrice e docente d’arte, si può dire che Antonella abbia da lei ereditato l’attitudine e la passione per la pittura che ha cominciato ad esercitare sin dalla giovanissima età, stupendo per la naturalezza con cui presto si impadronisce delle varie tecniche pittoriche e la spiccata personalità delle composizioni. Infatti, seppure in un primo periodo si avvicina alla corrente impressionista, le sue opere si distinguono da subito e affascinano per freschezza e originalità. La continua ricerca la spinge a sperimentare nuovi segni e tecniche, dal semplice inchiostro di china all’olio, il combine painting, pop art, espressionismo astratto, spazialismo e arte nucleare.

Protagonista della scena dal 2002 con la partecipazione a due mostre collettive di pittura, scultura e fotografia intitolate “Kromos” e “Materia e colore”tenutesi a Marano presso la libreria “La fiera del libro”,  a cura dell’Associazione Culturale “Arte oggi”, espone oli su tela e a tecnica mista con  opere come Impulso e Metamorfosi e un’altra Senza Titolo dove raffigura donne in bianco e nero. Successivamente nel 2004 espone alla collettiva Libera…mente al Circolo Professionisti a Torre del Greco con l’olio su tela Balikù e Trip. In queste si ravvisa la combinazione di pittura e materia rappresentata nella prima dalle conchiglie: nella cornice esterna si notano fiori che contornano una superficie verde; all’interno una cornice bianca su fondo marrone, al cui interno sono racchiuse due conchiglie quasi a formare due anelli sovrapposti, mentre sotto appare una tartaruga stilizzata con chiazze scure. Coloratissima la seconda in cui appare un volto e tante palline colorate che ricordano gli atomi.

Nel 2005 Antonella partecipa ad una mostra che si tiene a Madrid ed espone una sua opera intitolata Mier Vried , vuol dire ‘formica’  che ha l’aspetto quasi di una forma aliena, e Etnia con figure “umane” senza volto. Nello stesso anno a Roma presenta Mexico ( china e acquarello) e Donna balese  realizzata in pittura acrilica mentre il copricapo con la tecnica del combine painting  usando stavolta tappi di sughero. L’anno successivo è di nuovo a Napoli e nel 2008 in Sardegna con Buchi neri  e verdi e A mondo mio (inchiostro di china) in cui rappresenta donne, atomi e ancora conchiglie.

Quest’anno in giugno si presenta a Piacenza al Concorso Nazionale di Pittura, scultura e grafica “La Spadarina 2010” sesta Edizione “Nel cassetto dei ricordi” con le opere Machu Picchu (acrilico su tela)rappresentato da montagne e donne peruviane al mercato di vasi,  e Incontro al jazz bar denso di colori e strumenti musicali animati, e si classifica tra i primi sessanta vincitori ricevendo il Trofeo della critica. Il prossimo appuntamento è fissato per la prima decade di settembre alla Galleria d’Arte in via Verdi ad Avellino con opere a tema della collettiva “Note di colore”.

            L’immaginario da lei esplorato è frutto di una felice, suggestiva e talvolta inquietante combinazione di memorie personali, brani letterari, poesie, ma soprattutto ricordi di viaggi in giro per il mondo in Australia, Indonesia, Egitto, Perù, India, a cui si ispirano molti dei suoi lavori. Un territorio dove la leggerezza e l’umorismo di matrice siciliana e poi napoletana si sposa con il mondo multietnico in una ricerca sempre nuova di risposte e sogni a colori. Un’arte densa di impulsi comunicativi, di messaggi e suggestioni spontanee, che si fondono con personaggi mitici e mitologici, storie fantastiche o fantascientifiche sulle origini dell’uomo e della natura.

Luglio 2010.