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"Una nuova narrazione del mondo" Paco Ignacio Taibo II a Napoli a cura di Annarita Briganti In occasione della presentazione, presso la Feltrinelli di piazza dei Martiri a Napoli, del nuovo libro dello scrittore spagnolo, "Ritornano le Ombre" (Marco Tropea Editore), la nostra collaboratrice entra nel mondo fantastico di Taibo con le mani e con l'anima... |
Una nuova narrazione del mondo
Paco Ignacio Taibo II a Napoli
Il luogo, consueto, è la Feltrinelli.
Salotto della cultura napoletana.
Ma c'è un'atmosfera diversa, particolare.
Non soltanto per la temperatura (fuori caldo africano, dentro aria condizionata
glaciale).
Mi guardo attorno, e capisco.
Alle pareti sono sparite le belle fotografie della patinata Inge Feltrinelli.
Al loro posto le immagini della mostra "Porto Alegre - Una nuova narrazione
del mondo".
Immagini forti, e choccanti.
Opere di persone che viaggiano armati solo di macchina fotografica e testa,
per raccontarci quello che i media (consapevolmente) ignorano.
Paco Ignacio Taibo II si inserisce perfettamente in questa ricerca di una
nuova voce narrativa.
Non è un ragazzo no-global, ovviamente,
Ma un simpatico e distinto signore cinquantenne, poliedrico e globtrotter.
Nato in Spagna, vive a Città del Messico ed ovunque lo porti la sua curiosità.
Professore universitario, giornalista, storico, organizzatore culturale,
scrittore, campione di giochi di computer di strategia (afferma di comparire
in una non meglio identificata classifica mondiale), amante della cocacola
(che mischia impunemente con aspirina e sigarette), moralista astemio e monogamo
felice (a suo dire....), prolifico (oltre 50 libri nel mondo!), spiritoso
(nonostante la febbre).
E' a Napoli per presentare il nuovo "Ritornano le ombre" (Marco Tropea
Editore).
I suoi lettori sono molti, molto giovani e molto appassionati (hanno pile
di libri da far firmare, ne citano a memoria periodi interi e capiscono lo
spagnolo senza bisogno della traduzione).
Il libro è un sequel (come ci insegna l'americanizzato linguaggio
cinematografico).
Venti anni dopo il famoso "Ombre nell'ombra", ci sono altri
accadimenti
storici che la Letteratura di Taibo deve spiegare.
La trama è complessa (il tutto reso più difficile dalla mia ignoranza dello
spagnolo, di cui comprendo appena "hola, chica").
Quattro matti dalle professioni più disparate (tra i quali, un giornalista
mancato suicida per amore) decidono di opporsi al regime di Hitler.
Niente di originale se ci trovassimo in Germania, ai tempi del nazismo.
Invece, siamo a Città del Messico.
Ed il personaggio che cercherà di opporsi al "male" è uno
scrittore-mito,
Ernest Hemingway.
E' lui che, a bordo di uno yacht e probabilmente con un bicchiere in mano,
sorveglia e difende le coste messicane dai "nemici" hitleriani.
Letteratura come rottura di ogni categoria spazio-temporale, come strumento
di riordino del caos che è la Storia.
Realismo obliquo (ha detto qualcuno), o semplicemente irrealismo reale (dico
io).
Progetto ambizioso ed affascinate.
Come affascinante è la scelta di Hemingway, nata da un vero mistero.
Esistono 14 giorni della sua vita che NESSUNO è riuscito, ad oggi, a
ricostruire.
Taibo, per nove anni, ne ha cercato testimonianze e tracce storiche. Nulla.
Allora ha opportunamente deciso di appropiarsi di quelle ore, quelle notti
e quei pensieri che sembrano non essere mai stati vissuti.
Nel futuro di Taibo altre vite da ordinare, altri confini della realtà da
superare, altri luoghi da scoprire (nel cassetto, anche un romanzo ambientato
a Napoli).
Nel nostro futuro altri libri magici ed altre emozioni.
Josef Koundelka, grande fotografo contemporaneo, ha detto che "le foto si
fanno con i piedi" (vedi la mostra "Porto Alegre").
Aggiungo che i libri, come quelli di Taibo, si scrivono con le mani e con
l'anima.