"COMICON 2002"

di Annarita Briganti

La nostra inviata Annarita Briganti ha intervistato Milo Manara, il formidabile disegnatore di Fumetti, ospite alla manifestazione napoletana di Castel sant'Elmo a Napoli.

 

 

  Una giornata da fumetto
Viaggio in Comicon 2002
Cosa ci fanno un uomo chiamato sciamano coperto di piercing rossi con un progetto londinese ed una quasi trentenne scrittrice bancaria o chissachè troppo truccata con treccine da fumetto in un Castello del Vomero?
La donna fumetto sono io, lo sciamano è M..
Guida in Comicon 2002 (regalo di uno degli organizzatori, Claudio Curcio, che ringrazio nonostante una glaciale freddezza).
E' così che inizia questo viaggio.
Tra ignoranza (mia) e competenza (degli altri) e energia (di tutti).
Viaggio profano tra corpi di visitatori (una vera folla, calda) e corpi perfetti delle donne di Milo Manara.
Sirene morbide, senza l'ombra di cellulite, sensuali in ogni istante, con bellissimi seni e labbra al sapore di silicone.
Osservo il mio corpo.
Il confronto è duro.
Mi consolo pensando che le donne di Manara esistono solo nella Fantasia.
Mentre io ero lì, con le mie imperfezioni, a sorridergli, ad ascoltarlo rapita, a farmi disegnare l'uomo "ideale".
Milo.
Arriva da Feltrinelli con giacca di pelle nera, t-shirt nera, pantaloni neri credo.
E bellissimi capelli bianchi, sinceri (oltre modelli televisivi di persone eternamente giovani, che colano tinture e ceroni).
E parla, di tutto.
Di donne.
Di quella che ad Atene si salvò dall'accusa di prostituzione grazie alla virtù della bellezza.
Assolta, perchè l'avvocato la fece denudare.
Di modelle.
Caravaggio le ritrasse dopo la fustigazione.
O accanto al Tevere. Una morta annegata trasformata in pagana Madonna con il ventre gonfio, scalza, spettinata.
Di Federico Fellini.
"Era tutto", dice.
Fellini che lo telefona una prima volta dopo una mostra, non lo trova e (incredibilmente) richiama.
Fellini che lo vuole a Cinecittà, sempre.
Fellini che divide con lui pranzi cene passeggiate chiacchiere disegni idee. Sogni, forse.
Di erotismo (femminile, ovviamente).
Come strumento di racconto.
Inteso come amore fisico e morale, ciò che dà un senso al mondo (si!).
Di televisione, un'ossessione.
La più grande invenzione dell'umanità (o no?), la moderna arte figurativa.
Ma anche strumento pericoloso, nell'usare "donnine per vendere oggetti di cui non abbiamo bisogno".
Della "dura" vita del disegnatore famoso.
Ospite ai telegiornali francesi.
Pluri-sponsorizzato (suoi i ponti di una nave da crociera, l'avreste mai detto?!).
Circondato da donne che lo adorano (me compresa).
Cercato da uomini ricchi e potenti per ritrarre compagne altrettanto ricche e capricciose.
Venerato nel mondo, Giotto del duemila.
Comicon è Manara, certo.
E molto altro (visti disegni di donne con evidenti attributi maschili, giuro!).
E' cultura.
Confusa, colorata, tatuata, giapponesizzata, scorretta (da "Sesso, istruzioni per l'abuso", Topolin Edizioni, "Come farti l'idea che scopi con una ragazzina di 13 anni quando lo stai facendo con una donna di 31". ehi!).
Ma anche impegnata socialmente (in Diabolik si è scritto di sfruttamento minorile), emozionante, energetica, erotica, coinvolgente.
Ed io mi sono divertita molto a trasformarmi in fumetto.
Per un giorno o per sempre.