INTERVISTE DALLA GALASSIA

"GUTEMBERG"

di Annarita Briganti

La nostra inviata speciale Annarita Briganti ha partecipato (sic!) all'incontro  di calcio tra la Nazionale Scrittori  e i gli Attori di Soap Opera.

Intervista "sul campo" a Carlo Lucarelli 

Galassia Gutenberg 2002
Una giornata con la Nazionale Scrittori
Intervista con Carlo Lucarelli


Ci sono molti modi di parlare (e di far parlare) di libri.
Utilizzare lo sport, il calcio, potrebbe essere un'idea assurda.
Eppure un'Associazione Culturale (Le civette sul comò) la realizza.
Convince (non so come) i maggiori scrittori italiani a diventare calciatori quasi professionisti.
Prima partita ufficiale Napoli, Galssia Gutenberg.
Avversari temibili (e giovani), attori di soap.
Io ero lì, ai bordi del campo.
Curiosa. Stordita dalle urla delle ragazzine (ho scoperto che un certo Alberto Rossi, "Un posto al sole", è considerato più bello di Alessandro Baricco).
A tratti annoiata.
Certamente poco abituata a stadi palloni ed al resto.
La mattina passa così.
Tento di essere una brava cronista.
Annoto parate rigori gol nomi (risultato finale 3 a 2 per gli attori).
Ma soprattutto registro situazioni, umori.
E' tutto divertente.
Gli scrittori hanno un che di eroico (uno di loro, Mari, si è addirittura fratturato la spalla).
Un allenatore che urla loro schemi oscuri ma apparentemente efficaci.
Maglie vere, con numeri veri (altro che i 99 o gli 1+1 di alcuni calciatori più noti).
Massaggiatore, acqua, panchina, spogliatoio.
E soprattutto la dote magica, soprannaturale, di comunicare.
E' la sera il momento delle loro storie.
Per ogni lettera dell'alfabeto ascolto racconti assurdi divertenti originali (ma anche lunghi e noiosi, in alcuni casi).
Libere parole di calcio.
Su chi è stato famoso (Paolo Rossi, Pinocchio plasmato dal fiducioso Bearzot Geppetto).
Su chi non lo è stato per il tradimento di un amico.
Su chi è diventato "solo" scrittore ma ha ricordi di partite in strada, di nonni senza denti o sempre in giacca e cravatta, dell'immancabile collezione di figurine.


Concludo la serata (bella e strana) in uno dei modi migliori.
Seduta in una sala vuota, non troppo silenziosa.
Intervisto Carlo Lucarelli ("Carta Bianca", "Il giorno del lupo", "Almost Blue" e tanta televisione e teatro).
Non c'è tempo per ascoltare la sua storia, forse un (altro) giorno la scoprirò.
Nei minuti insieme riesco a chiedergli della professione "scrittore" (violando un mio conflitto di interessi).
La risposta è banale, "scrivendo".
E giudizio sinteticamente positivo sulle scuole di scrittura (Baricco, inventore del laboratorio Holden, era lì a pochi centimetri).
Del rapporto con se stesso, con il corpo.
Si definisce "tranquillo" e mi garantisce un recupero della tranquillità dopo eventi leggermente traumatici in appena tre mesi (anche in questo caso sono direttamente coinvolta dalla risposta, piacevolmente coinvolta).
Poco sportivo (considera una vittoria aver giocato ben dieci minuti a calcio).
Reticente in relazione al dramma di Cogne (ho cercato in ogni modo lecito di ottenere il nome dell'"assassino", come si trattasse di un giallo. niente, non ha detto niente. se non che si è propensi a pensare ad un delitto in famiglia).
Molto rigoroso, e sorprendente, nell'indicarmi come valore principale l'onestà (ne avrei rivelato uno, l'amore, e mille altri ancora prima di arrivare all'onestà).
Affascinato da Napoli, città contraddittoria.
Ed io da lui, almeno per una sera.