Nudi alla Meta

"Full Monty"

Regia di Gigi Proietti

                                                                                di Annarita Briganti

La nostra inviata Annarita Briganti è andata a esplorare "dal vivo" le originalità (o nefandezze?) di quest'esilarante (o soporifero?) spettacolo musicale in rassegna al Teatro Augusteo. Buon divertimento!

 


Napoli, Teatro Augusteo, la sera della prima.
Fa troppo caldo per le pellicce, ma il pubblico è quello formale elegante e distratto e borghese delle grandi occasioni.
Immaginate la sala affollata, l'odore del troppo profumo delle signore, lo scintillio di collane anelli bracciali.
Buio, musica, un solo attore in scena.
Balla con movenze provocanti, e si spoglia (fino a restare in perizoma, mostrando agli spettatori la sua parte migliore).
Questo è il promettente inizio di "Full Monty" (ovviamente in sala si sentivano solo le mie risate eccitate).
La storia (notissima) è tratta da un bel film inglese.
Un gruppo di operai squattrinati e pigri vive del sussidio di disoccupazione, tra bevute al pub (deducibili dalla pancia del personaggio interpretato dal simpatico Rodolfo Laganà) e relazioni assolutamente insoddisfacenti.
Finchè il loro leader (Jerry Macaluso, il bello e bravo Giampiero Ingrassia) non ha un'idea apparentemente geniale.
Spogliarsi per arricchirsi.
Da cui una lunga serie di situazioni, prevedibili e non sempre scoppietanti.
Va detto, per onestà, che gli attori sono tutti garndi professionisti.
Si impegnano con entusiasmo, cantano e ballano benissimo, sembrano divertirsi.
Ma è il pubblico (certamente troppo severo) che non riesce a farsi coinvolgere dalle scene, dalle musiche e da una regia forse lenta (lo spettacolo ha la durata record di tre ore!).
Coloro che hanno resistito al sonno incombente (e che non sono vigliaccamente fuggiti via tra primo e secondo atto) si sono però potuti godere un finale veramente originale.
Full Monty vuol dire "servizio completo", streap-tease integrale.
I nostri non hanno tradito le (soprattutto mie) aspettative.
Anche l'improbabile perizoma rosso è volato via.
Stupendoci con la visione di sei sederi assolutamente inguardabili ma, proprio per questo, deliziosi.
In sottofondo, luci da vero musical e applausi freddini.
Di nuovo buio in sala.
Le eleganti e profumate signore possono con sollievo andare a cena.
A me resta invece il piacere di una serata complessivamente divertente, abbandonando per un attimo il ruolo (inopportuno) di duro critico.