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"Manuale del perfetto single" di Aldo Busi (Mondadori 2002) a cura di Annarita Briganti La nostra collaboratrice analizza le riflessioni dello scrittore, condividendone esperienze e malesseri. Un libro e un articolo per tutti i singles del mondo, ma anche per far riflettere i non-single! |
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Single si nasce, ed io lo nacqui
Lettura semi-seria del serissimo "Manuale del perfetto single" di Aldo
Busi (Mondadori 2002)
Qual'è il momento ideale per leggere e recensire il "Manuale del perfetto
single" di Aldo Busi?
Un sabato di fine primavera.
Tutti al mare, o nel letto a fare l'amore.
I bambini in strada a giocare, le coppiette a passeggio con tenerezza e gelato.
Ed io, single assolutamente imperfetta, immersa nel bel mondo di Busi.
Il libro è un racconto, autobiografico ed assolutamente poetico.
Un racconto della condizione di solitudine vissuta da tanti, sfruttata da troppi
(film, pubblicità, trasmissioni televisive), accettata da pochi.
Chi è e chi non è single; La rugiada della solitudine; Come si nutre il
perfetto single; La pornografia per il sollievo anche della single; Sentimenti
sparsi del single spurio; Strategie d'amore dopo gli anta; Nozioni sessuali di
base per un maschio nuovo e una femmina meno antica.
Questi alcuni capitoli.
Busi utilizza la sua vita, di vecchio scrittore dedito alla castità ed
all'isolamento, per convincere noi single non rassegnati che è tutto bello.
Fare la spesa per una persona, andare al cinema senza compagnia, non rivolgere
la parola a nessuno, addormentarsi la sera della vigilia di Natale assolutamente
soli, mangiare di notte carciofini sott'olio (l'antico ed efficace metodo di
svuotare il frigo per riempire vuoti d'anima), innamorarsi di sconosciuti
sfiorati nei negozi e di titolari di osterie.
E' questo che accade ad un uomo ricco, di successo, invidiato.
E' questo che ci accade (escluso forse carciofini ed osterie).
La spiegazione di Busi (e vorrei averla pensata io) è che desiderare stanca.
Nei giorni (mesi?) in cui non c'è niente da fare e da aspettare, può capitare
che non ci sia voglia di inventare il fare e l'aspettare.
"Ci vorrebbe qualcosa che ci facesse capire che una volta tanto, invece di
desiderare noi, siamo noi ad essere desiderati".
Busi ha smesso di cercare il "qualcosa".
Ha scelto una casa lontana dal bel mondo (che pure non ha disdegnato in
passato).
E lontana dal mondo normale.
Una casa troppo grande per lui (anche se non lo ammetterà mai).
Ha scelto l'assenza di relazioni, sentimentali amichevoli professionali (si
vanta di non aver nessuno, eccetto i parenti stretti, che possa definirsi più
di un conoscente).
Ha scelto l'assenza di rimpianti e di affanni (convinto che "se ci fosse
stato qualcosa da vivere, ti avrebbe individuato").
Ha scelto i carciofini sott'olio, freddi e notturni.
Io, invece, detesto i carciofini e non smetto di sognare il principe azzurro
(magari di un azzurro sbiadito).