| N. 14
Marzo 2003 |
NAPOLIONTHEROAD AGORA' N°14
|
| |||||
|
|
Torna alla Homepage
| ||||||
Torna Agorà, rivista di approfondimento sulla cultura e l'informazione napoletana. In
questo numero: Il Direttore, Mario Pagano, racconta Napoli alla
vigilia del Secondo Conflitto Mondiale: nulla in quei giorni avrebbe fatto pensare a quello che sarebbe accaduto in
di lì a poco. La stampa, l’organizzazione dei cinema e dei teatri, fortemente
influenzati dalle direttive del Regime, erano il simbolo di una
tranquillità effimera che le armi avrebbero sottratto a ciascuna madre, a
ciascun figlio, a chiunque si trovasse a vivere, in quegli anni,
l’esperienza della guerra. Ermes
Dorigo ci propone una sua lettura del testo di Marosia
Castaldi, Che chiamiamo anima, edito da Feltrinelli. Originaria di
Napoli, la scrittrice vive ora a Milano, ma è proprio nella sua città che
inizia il romanzo, a Napoli, in un enorme caseggiato viene trovata
impiccata Doroty Malone, ne segue una vicenda giudiziaria ed
esistenziale inaspettata: ricca per la molteplicità delle forme letterarie
e dei moduli linguistici utilizzati, coinvolgente per le vicende che si
intersecano tra loro, che privano apparentemente il romanzo di un filo
logico-sequenziale. Fiorella Franchini ci parla, invece, di un testo di Gordon Poole, americano di origine, docente dal 1975 presso l’Istituto Universitario Orientale, a Napoli. Nazione guerriera,edito da Colonnese Editore, è stato presentato lo scorso 10 dicembre a Palazzo Serra di Cassano ed è un testo che si sviluppa intorno all’idea centrale, mitologica, derivata dai Puritani della Nuova Inghilterra, secondo la quale agli USA è stata affidata una missione divina per eliminare il male e salvare il mondo. Annarita Cardaropoli ci conduce invece in un
affascinante viaggio nel cuore della città antica, tra storia ed esoterismo, a
caccia dei misteri del Principe Raimondo di Sangro. Reggetevi forte! Irene Quaresima ci illustra il problema della
macerazione del lino e della canapa, una pratica effettuata nel Regno di
Napoli, soprattutto in Terra di Lavoro, e che nel corso del Settecento
sarà al centro del dibattito sulla salubrità dell’aria. Tuttavia tra gli
interessi economici e quelli sanitari saranno i primi a prevalere: le
attività produttive potevano essere le uniche a garantire un guadagno a
breve e medio termine, quando ancora era sconosciuto il valore della
salubrità dell’aria, delle bonifiche e dell’assetto idrogeologico del
terreno. Buona lettura. Irene Quaresima. Associazione Culturale Kairòs . |
| ||||||