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PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE

note a cura di Giovanni Musella

Nella foto si ammira  il retro della chiesa di san Domenico Maggiore, che domina l'omonima piazza.

La chiesa fu eretta per volere di Carlo II d'Angiò tra il 1283 e il 1324 in forme gotiche. Divenne in seguito la chiesa madre dei Domenicani a Napoli.

Nella chiesa è stata incorporata la preesistente struttura di Sant'Arcangelo a Morfisa, che oggi costiuisce una sorta di grande cappella laterale.

L'ingresso principale della chiesa si apre invece in un cortile interno di un palazzo che affaccia nel vico San Domenico e conserva il portale trecentesco tra due cappelle rinascimentali ed è coperto da un pronao.

Guglia di San Domenico

L'opera fu eretta nel 1658, per ricordare l'intervento di San Domenico in difesa di Napoli durante la peste del 1656.

Iniziata sotto la guida di F.A.Picchiatti, fu proseguita ad opera di Cosimo Fanzago (autore della Guglia di San Gennaro nel 1637, la prima di Napoli) e poi completata da Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro.

Ingresso del Palazzo de Sangro  di Sansevero

Edificato nel 1500, fu restaurato dal principe Raimondo di Sangro nel XVIII secolo, il mitico personaggio famoso tra nobiltà e popolino per le sue alchimie, le sue doti scientifiche, i suoi singolari esperimenti, documentati nella vicina Cappella di Sansevero.

Guglia Della Piazza

Sullo sfondo si intravede Palazzo Casacalenda, in origine adiacente alla chiesetta paleocristiana di S.Maria della Rotonda, poi abbattuta nella seconda metà del Settecento, quando Mario Gioffredo e poi Luigi Vanvitelli si occuparono dell'ampliamento del Palazzo.

Palazzo Del Balzo-Petrucci

Il Palazzo si trova sul lato sinistro della Piazza. Appartenne prima ai del Balzo, la potente famiglia provenzale giunta a Napoli al seguito degli Angioini, e poi ad Antonello Petrucci, che fu segretario di Ferrante d'Aragona.

La costruzione fu voluta, agli inizi del secolo XIV da Bertrando III del Balzo, genero di Carlo II d'Angiò, in quanto marito di sua figlia Beatrice.

 

 

"Palazzo Petrucci"

di Franco Celentano

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Palazzo Corigliano

Sorse come Palazzo dei Caracciolo di Vietri e fu poi acquistato dal Duca Giovanni di Sangro. Architetto il Mormando. L'edificio appartenne poi ai Carafa, ai Gambacorta di Limatola e infine ai Saluzzo di Corigliano, che nel secolo XVIII lo ristrutturarono. La famiglia se ne disfece nel 1935 per un milione e mezzo di lire.
Oggi è una delle sedi dell'Istituto Universitario Orientale.