Archivio di Stato.
L’Archivio di Stato venne fondato nel 1825 con un decreto di
Ferdinando IV di Borbone per raccogliere la documentazione cartacea relativa
alla vita amministrativa e politica del regno, che si era andata conservando sin
dal periodo angioino. Quale nuova sede, venne scelto l’ex monastero dei SS.
Severino e Sossio. Il convento sorto intorno al 1846, venne ampliato nel 1494
grazie alle donazioni di Alfonso d’Aragona. Nel 1799, soppresso il monastero, il
complesso venne occupato dai militari, che vi alloggiarono fino al 1802. La
trasformazione ottocentesca venne curata dall’architetto Ercole Lauria.
L’antica sala Capitolare, occupata oggi dal catasto, conserva
ancora gli affreschi seicenteschi di Belisario Corenzio, raffiguranti le
“Parabole di Gesù” ed “Allegorie”. Sempre del Corenzio è un altro affresco che
decora la parete di fndo dell’ex refettorio. Nel portico di uno dei chiostri,
quello detto “del platano” per l’albero che vi avrebbe piantato San Benedetto,
si ammira un ciclo di affreschi del XVI secolo opera di Antonio Solario,
raffiguranti “Storie di San Benedetto”. Questo chiostro fu trasformato in una
struttura architettonica da un intervento degli ultimi anni del Seicento, quando
le colonne tardo quattrocentesche della struttura originaria furono sostituite
dai candelabri in piperno per meglio sostenere le sopraelevazioni che si
andavano realizzando.
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